Gli arazzi con gli Atti degli Apostoli di Raffaello già del Cardinal Mazzarino
Replica del celebre ciclo degli Atti degli Apostoli ideato da Raffaello, gli arazzi della Galleria raccontano una straordinaria storia di arte, collezionismo e prestigiose manifatture europee.


I sette arazzi oggi nel Palazzo Ducale di Urbino, appartenuti al cardinale Giulio Mazzarino (1602-1661), sono una replica del celebre ciclo di panni commissionati da papa Leone X de’ Medici a Raffaello Sanzio nel 1515-16 per la cappella Sistina in Vaticano. L’insieme urbinate è però incompleto, ed è formato da pezzi di manifattura inglese e francese con una storia collezionistica molto articolata. Gli schemi compositivi ripropongono puntualmente i cartoni raffaelleschi oggi al Victoria and Albert Museum di Londra, e rendono con estrema finezza le caratteristiche chiaroscurali dei modelli pittorici dell’Urbinate, con dettagli preziosi e colori ancora oggi vividi e lucenti.
La Guarigione del paralitico, la Predica di san Paolo ad Atene e il Sacrificio di Listra furono acquistati dal cardinale Mazzarino tra il 1651 e il 1653 dal governo repubblicano inglese di Oliver Cromwell, che aveva messo in vendita i beni della collezione reale. Facevano parte di una serie con gli Atti tessuta a Mortlake sui disegni del cartonista Francis Cleyn (1582-1658), copiati dai cartoni di Raffaello giunti in Inghilterra nel 1623. In origine erano stati commissionati da Philip Herbert, quarto conte di Pembroke, per la propria dimora di Wilton House nel Wiltshire. Le iniziali “SIP” rimandano a Sir James Palmer (1585-1658), direttore della manifattura di Mortlake negli anni 1630-40, sotto la cui supervisione furono eseguiti.
Per completare la serie, Mazzarino ordinò sette nuovi parati all’arazziere francese Jean Lefebvre (1621/22-1700), che dal 1655 aveva il proprio laboratorio al Louvre. Per l’esecuzione dei panni furono riprodotte le bordure degli arazzi inglesi con l’inserimento degli stemmi di Mazzarino al posto di quelli Pembroke, e come cartoni furono utilizzati esemplari fiamminghi di ottima qualità. I dieci arazzi anglo-francesi furono destinati dal cardinale per testamento al nipote Filippo Mancini Mazzarino (1641-1707), con l’obbligo di trasferirli a Roma nel palazzo di famiglia al Quirinale.
Nel 1750 la serie completa fu acquistata dal conte Gian Luca Pallavicini, governatore della Lombardia per conto dell’Austria, per arredare la propria residenza di Milano, il Regio Ducal Palazzo (poi Palazzo Reale). Nel 1753 egli vendette per ottantamila fiorini tutti gli arazzi alla corte viennese per arredo del palazzo, ma alla fine del XIX secolo la Visione di Ezechiele, la Lapidazione di santo Stefano e la Conversione di san Paolo risultavano perduti. Gli altri rimasero a Palazzo Reale fino al 1922 quando, con decreto del Ministero della Pubblica Istruzione, furono trasferiti nella Galleria Nazionale delle Marche sotto la direzione di Luigi Serra, affinché Urbino potesse esporre uno dei capolavori del maestro più conosciuti e replicati in Europa.
Scopri le opere

Predica di san Paolo ad Atene

Il sacrificio di Listra

Pesca miracolosa

morte di Anania

Pasce oves meas (o Consegna delle chiavi)

La guarigione dello storpio

Accecamento di Elima (o Conversione del proconsole)
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