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GNDM

Sacrificio d'Isacco

Mattia Preti
(Taverna [CZ], 1613 - La Valletta [Malta], 1699)
Sacrificio d’Isacco
1650 ca.
olio su tela, cm 118 × 170, inv. D 297
Donazione Volponi 2003

Dio mette alla prova Abramo ordinandogli di sacrificare Isacco, ma, nell’attimo in cui sta per vibrare il colpo mortale sul figlio, un angelo appare dal cielo e gli trattiene la mano. Per il dinamismo irrequieto che anima la composizione e per l’indagine psicologica delle espressioni, il dipinto può essere incluso tra le migliori prove giovanili del pittore. Negli anni della formazione romana Preti aderì con precoce entusiasmo al naturalismo di matrice caravaggesca, ben ravvisabile anche in quest’opera.

Notizie storico-critiche

Il dipinto illustra il passo della Genesi (22, v.12), in cui Dio sottopone Abramo ad una prova di obbedienza ordinandogli di sacrificare il figlio Isacco, ma nell’attimo in cui sta per compiere l’atto sacrilego sopraggiunge il messaggero di Dio che pronuncia le seguenti parole: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male. Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio». L’artista raffigura il momento cruciale, quando l’angelo inviato dal Signore ferma la mano di Abramo prima di compiere l’atto di sacrificio. In basso a sinistra è ritratto l’ariete, che verrà sacrificato al posto di Isacco, mentre questi è raffigurato chino sulla tavola, con gli occhi bendati e denudato dalla cintola in su. Il dipinto è connotato da una forte carica drammatica, molto evidente nello sguardo intenso tra Abramo e l’angelo, e ancora più accentuata dall’uso del chiaroscuro di matrice caravaggesca, che l’artista modula guardando anche la pittura del Guercino (Utili 2003, p. 39). Si conoscono due diverse redazioni del medesimo tema iconografico ad opera di Mattia Preti, una comparsa nel mercato antiquariale newyorkese nel 1996, l’altra conservata presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna (Utili 2003, p. 42), dove la drammaticità del momento è stemperata da un taglio meno ravvicinato e i personaggi biblici sono ritratti a figura intera. Il Sacrificio di Isacco confluisce nel 2003 nella collezione della Galleria Nazionale delle Marche, come parte della seconda donazione Volponi, voluta dalle eredi dello scrittore, la moglie Giovina Jannello e la figlia Caterina.

Esposizioni

Le due Donazioni Volponi alla Galleria Nazionale delle Marche a Urbino

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

10/05/2003

Paolo Volponi collezionista

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

2024

Bibliografia

Catalogue of important old master paintings including The Temptation of Eve by Hans Baldung, Sotheby & Co, Londra 1969, n. 86

Spike J. T., Mattia Preti. Catalogo ragionato dei dipinti, Centro Di, Firenze 1999, p. 384

Utili M., Le due donazioni Volponi alla Galleria nazionale delle Marche a Urbino, catalogo della mostra a cura di Dal Poggetto P., Quattroventi, Urbino 2003, pp. 39-42

Borgogelli T., Gregorio Preti, le Marche e un nuovo sguardo verso un pittore in "ombra", in La luce e i silenzi. Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche del Seicento, catalogo della mostra a cura di Ambrosini Massari A. M., Delpriori A., Il lavoro editoriale, Ancona 2019, pp. 172-173

Paolo Volponi collezionista, catalogo della mostra a cura di Gallo L., Russo G., Urbino, Galleria nazionale delle Marche, Sagep, Genova 2024, p. 33

Restauri

2003 — Bacchiocca, Isidoro