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GNDM

angelo annunciante

Giovanni Angelo d’Antonio da Bolognola
(Bolognola [MC], notizie dal 1443 - 1478/1481)
Angelo annunciante e Vergine annunciata
1460 ca.
tavola, cm 31 × 38, inv. D 107
Donazione Volponi 1991

Le due tavolette, ora riunite per formare un’Annunciazione a sé stante, in origine erano separate da una tavola al centro, probabilmente una Madonna col Bambino e quindi erano parte di un trittico per la devozione domestica. Il pittore è il migliore artista camerinese del Quattrocento, attivo anche a Firenze e forse a Padova ed è il protagonista più alto del primo Rinascimento sull’Appennino, capace di unire la pittura di luce di Piero della Francesca alla prospettiva di tradizione fiorentina.

Notizie storico-critiche

L’opera, costituita da un piccolo dittico raffigurante un’Annunciazione, confluisce alla Galleria Nazionale delle Marche nel 1991, a seguito della donazione del collezionista e scrittore Paolo Volponi, a ricordo del figlio Roberto scomparso nel 1989. La scena, realizzata su due tavolette, inizialmente separate, è divisa in due spazi distinti delimitati non solo dalla cornice dorata, che inframmezza il dipinto, ma anche dalle discontinuità tra i due diversi fondali architettonici in pietra rosa in cui sono raffigurati i due personaggi: una semplice muratura per l’arcangelo Gabriele e una più complessa fuga d’archi su pilastri per la Vergine, alle cui spalle compare anche una porta architravata. Queste discontinuità sono ancora più evidenti nel brusco taglio dell’arcata dietro Maria e nelle modanature poste a coronamento dei due fondali, che si trovano ad altezze diverse. L’inquadratura prospettica utilizzata, dal basso verso l’alto, può suggerire un’originaria funzione delle due tavolette come cuspidi di un polittico (Mazzalupi 2002, p. 329). A lungo l’attribuzione è rimasta dubbia: un primo passo per tentare il riconoscimento è stato fatto da Federico Zeri, che nel 1991 si è mosso nella direzione di Girolamo di Giovanni da Camerino (Zampetti 1991, p. 27). Successivamente la paternità è passata al Maestro dell’Annunciazione di Spermento, oggi riconosciuto in Giovanni Angelo d’Antonio da Bolognola, al quale si è arrivati tramite comparazioni con altre opere da lui realizzate, come la Madonna in trono con il Bambino, due putti e due angeli adoranti, conservata nella stessa Galleria Nazionale delle Marche.

Esposizioni

Le due Donazioni Volponi alla Galleria Nazionale delle Marche a Urbino

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

10/05/2003

Paolo Volponi collezionista

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

2024

Bibliografia

Zampetti P., La donazione Volponi alla Galleria nazionale delle Marche, Urbino, APSA, Pesaro 1992, pp. 26-27

Minardi M.,Sotto il segno di Piero. Il caso di Girolamo Di Giovanni e un episodio di pittura di corte a Camerino, in Prospettiva. Rivista di storia dell'arte antica e moderna, Centro Di, Firenze 1998, 89-90, pp.22-23

Mercurelli Salari P., ad vocem Girolamo di Giovanni da Camerino, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto della Enciclopedia italiana, Roma 2001, LVI, pp. 560-564

Mazzalupi M., Pittori a Camerino nel Quattrocento, a cura di De Marchi A., Motta F., Pesaro 2002, pp. 26-30

Zampetti P., Le due donazioni Volponi alla Galleria nazionale delle Marche a Urbino, catalogo della mostra a cura di Dal Poggetto P., Quattroventi, Urbino 2003, pp.65-66

Dal Poggetto P., La Galleria nazionale delle Marche e le altre collezioni nel Palazzo ducale di Urbino, Istituto poligrafico e zecca dello Stato Novamusa del Montefeltro, Roma 2003, p. 248

Paolo Volponi collezionista, catalogo della mostra a cura di Gallo L., Russo G., Urbino, Galleria nazionale delle Marche, Sagep, Genova 2024, p. 21

Restauri

2003 — Bacchiocca, Isidoro