Cristo crocifisso
Crocifisso
1465-1470 ca.
tavola, cm 291 × 170 × 9, inv. D 3
nella Galleria Nazionale delle Marche dal 1957; Firenze, Vittorio Frascione (1957)
Sulla base di una ridipintura antica sul volto, oggi rimossa, il crocifisso fu giudicato di scuola marchigiana e assegnato al museo, anche se non si conosce la sua provenienza originaria. Di grande impatto è il pellicano, che offre il suo sangue per nutrire i piccoli, simbolo del sacrificio eucaristico e dell’azione purificatrice del sangue versato da Gesù sulla croce. Nel suppedaneo si trova il teschio di Adamo: secondo una leggenda il legno da cui fu ricavata la croce di Cristo proveniva da un albero nato dalle spoglie del primo uomo.
- Notizie storico-critiche
La croce dipinta su tavola raffigura Gesù Cristo crocifisso. Nel suppedaneo si trova un cranio, allusivo alternativamente ad Adamo, che il teologo Origene ipotizzò fosse stato sepolto sul Golgota, o al nome del monte su cui venne crocifisso Cristo, il Golgota, ovvero “luogo del cranio”. Dalla sommità della croce, poco al di sopra il capo di Cristo, emerge il sottile tronco di un albero, tra le cui fronde si trova un pellicano che si sta lacerando il petto, un simbolo eucaristico allusivo allo stesso Cristo. L’opera venne acquisita dallo Stato e confluì nella Galleria Nazionale delle Marche nel 1957, quando l’allora Soprintendente di Firenze, Ugo Procacci, ne arrestò l’esportazione, riconoscendovi elementi stilistici di area marchigiana (Benazzi 2014, pp 200-201). Storicamente la paternità della croce è attribuita ad un pittore di ambito camerte (id.), ma studi recenti lo attribuiscono ad un anonimo di scuola fiorentina.
- Bibliografia
Todini F., La pittura umbra dal Duecento al primo Cinquecento, vol. I, Milano Longanesi 1989, p. 165; vol. II, p. 368
Dal Poggetto P., La Galleria Nazionale delle Marche e le altre Collezioni nel Palazzo Ducale di Urbino, Novamusa del Montefeltro, Urbino 2003, p. 66.
Benazzi G., cat. 43, in Croci dipinte nelle Marche. Capolavori di arte e di spiritualità dal XIII al XVII secolo, a cura di Giannatiempo Lopez M., Venturi G., Ancona 2014, pp. 200-201


