Impresa araldica
Fregio con iniziali di Guidantonio da Montefeltro
1410-1420 ca.
frammento d’affresco, cm 147,5 × 55 × 10, inv. D 309
dalle sale al pianterreno affacciate sul giardino pensile del Palazzo Ducale di Urbino
Questi frammenti, databili entro il 1424 perché in quegli anni Ottaviano Nelli è documentato a Urbino, furono ritrovati insieme a molti altri nel riempimento della volta della sala dei “Banchetti” al piano terra del Palazzo Ducale. Sono resti della decorazione celebrativa murale di alcuni ambienti di rappresentanza dell’antico palazzo del conte Guidantonio: le iniziali del suo nome in lettere gotiche sono dipinte all’interno di decorazioni vegetali nel tipico stile di Nelli.
- Notizie storico-critiche
"Numerosi frammenti di affreschi ascrivibili entro il secondo decennio del Quattrocento (prima del 1424) provenienti dalle sale al pianterreno affacciate sul giardino pensile del Palazzo Ducale di Urbino, sono stati ritrovati fortuitamente (Convegno internazionale Urbino, monastero di Santa Chiara 11-13 ottobre 2001). Il conte Guidantonio nel 1404 alla morte del padre Antonio da Montefeltro, ampliò e abbellì di decorazioni il palazzo. Era nota dalle fonti la presenza di un ambiente dell’impresa araldica del conte Antonio, il 3 giugno 1443 l’atto di fidanzamento del giovane Oddantonio venne rogato “in quadam camera superiori dictarum domorum sita supra cameram a struciis residentie nove ipsius illustris domini” (Fontebuoni 1985, p. 356). Lo struzzo (presente in altri frammenti non esposti) era stato scelto infatti da Antonio per simboleggiare la tenacia con la quale dopo diciassette anni di esilio, fosse riuscito a restaurare il dominio del suo casato su Montefeltro e a difendere Urbino dalla Chiesa. I frammenti provengono probabilmente da quattro ambienti di rappresentanza della dimora di Guidantonio e che siano stati trasportati e impiegati per il riempimento delle volte degli ambienti sotterranei al momento della costruzione delle tre sale a piano terra. La ricostruzione ha permesso di individuare l’intento celebrativo della decorazione: le figurazioni simboliche miravano infatti ad esaltare un evento, una virtù oppure la casata del personaggio. La critica ipotizza il riconoscimento del pittore ‘feltresco’ in Ottaviano Nelli, chiamato probabilmente da Guidantonio alla corte feltresca per la decorazione del suo palazzo. Probabilmente coadiuvato da una bottega, si pensa possa aver realizzato la decorazione a tralcio su fonde verde con lumeggiature a biacca intervallata dalle iniziali in caratteri gotici “GA”, la cui presenza ha permesso di individuare il personaggio nel conte Guidantonio. La realizzazione di una campagna decorativa così vasta, fa dubitare dell’autografia a Nelli (Turci 2021)."
- Bibliografia
Giannatiempo López M., Antefatti al Palazzo di Federico: ritrovamenti, ipotesi, in Francesco di Giorgio alla corte di Federico da Montefeltro, atti del convegno internazionale di studi, a cura di F.P. Fiore, (Urbino, Monastero di Santa Chiara, 11-13 ottobre 2001), Città di Castello 2004, I, pp. 147-166.
Giannatiempo López M., Presentazione, in Il Rinascimento a Urbino. Fra’ Carnevale e gli artisti del Palazzo di Federico, catalogo della mostra a cura di A. Marchi, M.R. Valazzi, [Urbino, Galleria Nazionale delle Marche, 20 luglio – 14 novembre 2005], Milano 2005, pp. 143-145, cat. 32.
Turci M., Urbino, in Oro e colore nel cuore dell’Appennino. Ottaviano Nelli e il ’400 a Gubbio, catalogo della mostra a cura di A. De Marchi, M.R. Silvestrelli, (Gubbio, Palazzo Ducale – Palazzo dei Consoli, 23 settembre 2021 – 9 gennaio 2002), Rimini 2021, pp. 292-297, 306: 296.

