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GNDM

Madonna

Bottega di Claudio Ridolfi
(Verona 1570 - Corinaldo, 1644)
Madonna incoronata
1620-30 ca.
olio su tela, cm 37 × 28, inv. D 204

Secondo la documentazione, sembra che questa tela non sia mai stata esposta al pubblico, anche a causa della sua dubbia lettura: solo di recente, infatti, è stata accantonata l’interpretazione della santa principessa o regina, per riconoscerla invece come una Madonna incoronata in atteggiamento devoto. Pur non conoscendo la reale provenienza, la pennellata e il tratto la accostano alle tele dell’Apparato di nozze commissionato nel 1621 dalla comunità di Urbino a Ridolfi e a Girolamo Cialdieri per il matrimonio del duca Federico Ubaldo della Rovere con Claudia de’ Medici.

Notizie storico-critiche

Di questa delicata prova uscita dalla bottega di Claudio Ridolfi si può ragionevolmente proporre il riconoscimento in una Madonna incoronata, qualora non si optasse per una più generica figura di santa principessa o regina, ritratta in umiltà con gli occhi bassi e in atteggiamento devoto. L’intervento conservativo alla quale è stata sottoposta in preparazione della mostra ha permesso di fugare i dubbi su una sua possibile riduzione da una composizione più grande. Si deve pertanto ritenere finita nelle dimensioni attuali e si può immaginarne un uso interno alla bottega del prolifico maestro veronese (ma marchigiano d’adozione), o una commissione decisamente di tono minore. Sostanzialmente assente dalle guide museali, e di difficilissimo riconoscimento nei più antichi inventari del Museo annesso all’Istituto di Belle Arti delle Marche, è stata rintracciata da Andrea Bernardini in un inventario del 1931: si rimanda perciò al suo saggio in catalogo per un approfondimento su quell’elenco. A conti fatti, sembrerebbe proprio che l’opera non sia mai stata esposta al pubblico, a meno che non si voglia identificarla con una testa di santa esposta nel vestibolo del cosiddetto “salotto della Duchessa” nel 1906 (Guida Galleria Istituto Belle Arti 1906, p. 11 n. 61). Data l’impossibilità di recuperarne la provenienza originaria – probabilmente un contesto religioso cittadino – si può in questa sede provare a circoscriverne la datazione attraverso il confronto con alcune prove certe del catalogo di Ridolfi. La pennellata sciolta e il tratto compendiario si accostano bene alle tele per l’apparato effimero commissionato nel 1621 a lui e a Girolamo Cialdieri dalla comunità di Urbino per le nozze tra Federico Ubaldo e Claudia de’ Medici, e penso all’Allegoria della Fermezza d’amore o all’Allegoria della Concordia (L’apparato di Urbino 1977, pp. 67 e 71), così come ad altre opere leggermente più tarde, quali la Vergine che comunica san Silvestro (1632) dell’eremo di Montefano a Fabriano, o la Nascita della Vergine per Santa Maria della Bella di Urbino, oggi in San Bartolomeo a Groppello d’Adda, da scalare a ridosso del 1630 (Claudio Ridolfi 1994, rispettivamente pp. 135 e 153). [Testo di Giovanni Russo, tratto da “L’altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche”, cit., pp. 95-96]

Esposizioni

L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche

Galleria Nazionale delle Marche

5/10/2023-5/05/2023

Bibliografia

Russo G., cat. 6, in L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche, catalogo della mostra (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche) a cura di Gallo L., Bernardini A., Catalucci V., Electa, Milano 2023, pp. 95-96

Bernardini A., Depositi. L'altra storia della Galleria Nazionale delle Marche, in L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche, catalogo della mostra (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche) a cura di Gallo L., Bernardini A., Catalucci V., Electa, Milano 2023, pp. 28-37, in part. p. 33

Restauri

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