Madonna con Bambino dormiente
(Sassoferrato [AN], 1609 - Roma, 1685)
Madonna col Bambino
1638 ca.
olio su tela, cm 72 × 60, inv. D 97
nella Galleria Nazionale delle Marche dal 1985; collezione Torlonia
Le due varianti principali di questo soggetto, molto replicato dall’artista, presentano il Bambino che appoggia la testa sulla spalla destra o sinistra della Vergine. Nella versione di Urbino, della piena maturità, le figure sono trattate con modi familiari, senza rinunciare alla semplicità delle forme e a una piena luminosità. La produzione di Sassoferrato aspira a rappresentare un modello di assoluta perfezione formale in cui, alla bellezza ideale, corrispondono rigorosi principi morali.
- Notizie storico-critiche
Il dipinto fu acquistato dallo Stato per Urbino nel 1985 ed apparteneva ai principi Torlonia che ne erano entrati in possesso dalla collezione Pes di Villamarina. Della raffigurazione della 'Madonna con Bambino dormiente' esistono numerose versioni realizzate dallo stesso Sassoferrato, ma questo esemplare è tra quelli di più alta qualità. Il Sassoferrato fu infatti un artista davvero singolare: la sua pittura, caratterizzata dal perfezionismo e da una rigorosa ed autonoma ricerca, non ha riscontri nella cultura seicentesca ed è testimoniata per lo più da immagini di intensa devozionalità, volta ad esaltare la figura della Vergine in diversi temi e versioni. Il dipinto non ha una datazione certa, ma appartiene sicuramente al periodo della piena maturità del pittore.
- Esposizioni
Capolavori per Urbino. Nove dipinti già di collezione Cini, ceramiche roveresche, e altri acquisti dello Stato (1983-1988)
Galleria Nazionale delle Marche
11/11/1988
Sassoferrato dal Louvre a San Pietro. La collezione riunita
Perugia: Galleria Tesori d'Arte
8/04/2017-1/10/2017
- Bibliografia
Voss H., La pittura del barocco a Roma, a cura di De Marchi A., traduzione di Gunter Schwabe e Gemma Buonanno, Vicenza, Neri Pozza, 1924 a. 1999, pag. 362
Goering M., Salvi, Giovan Battista, in «Allgemeines Lexikon der bildenden Kunstler von der Antike bis zur Gegenwart», herausgegeben von Ulrich Thieme und Felix Becker, Lipsia, E. A. Seemann, 1935, pag. 362
Bertelà G.G., Sez. 3.1: incisori bolognesi ed emiliani del sec. 17., in «Catalogo generale della raccolta di stampe antiche della Pinacoteca nazionale di Bologna, Gabinetto delle stampe», catalogo a cura di Bertelà G.G., Ferrara S., Bologna, Associazione per le arti "Francesco Francia", 1972, nn. 848, 849, 850
Dal Poggetto, Capolavori per Urbino : nove dipinti già di collezione Cini, ceramiche roveresche, e altri acquisti dello Stato (1983-1988), Firenze, Cantini, 1988, pp. 86-88
Macé de Lépinay F., Giovan Battista Salvi, il Sassoferrato : Mostra, 29 giugno-14 ottobre 1990, a cura di Macé de Lépinay F. -Zampetti P.- Cuppini Sassi S. , Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 1990, pp. 94-96
Zampetti P., Dalla Controriforma al barocco, in «Pittura nelle Marche», Firenze, Nardini, 1990, pag. 417
Caldarigi S., Giovan Battista Salvi "Il Sassoferrato" : aspetti e problemi, Sassoferrato, Istituto Internazionale di Studi Piceni, 2003, pp. 83-84
Dal Poggetto P., La Galleria nazionale delle Marche e le altre collezioni nel Palazzo ducale di Urbino, Roma, Istituto poligrafico e zecca dello StatoNovamusa del Montefeltro, 2003, pag. 241
Caldari C., Giovan Battista Salvi. Chiosa alle opera marchigiane, in «Sassoferrato pictor Virginum : nuovi studi e documenti per Giovan Battista Salvi», a cura di Prete C., Sassoferrato, Istituto Internazionale di Studi Piceni, 2010, pp. 14-15, 19-24
Cavatorti S., cat. 35, in "Sassoferrato dal Louvre a San Pietro: la collezione riunita", a cura di Galassi C. Sgarbi V., Passignano sul Trasimeno, Aguaplano, 2017, pp. 226-227


