Crocefissione con santa Lucia
(Pesaro, notizie dal 1437 al 1478)
Crocefissione con santa Lucia
1460-1465 ca.
tavola, cm 132 × 82 × 4 con cornice, inv. D 32
nella Galleria Nazionale delle Marche dal 1920; parrocchiale di Serra de’ Conti, in origine nella chiesa di Santa Lucia di Serra de’ Conti
Lo stendardo fu realizzato per la confraternita del Santissimo Sacramento di Serra de’ Conti (Ancona), che al tempo si riuniva in una chiesa dedicata a Santa Lucia. Tale intitolazione spiega la presenza della santa martire che abbraccia inginocchiata la croce, in una posizione di solito occupata dalla Maddalena o da san Francesco. Nell’altra tavola i confratelli sono raffigurati in preghiera ai piedi della Vergine con in mano i flagelli, a evocare i loro esercizi di penitenza.
- Notizie storico-critiche
In origine la Crocifissione costituiva, insieme alla Madonna con Bambino, uno stendardo a due facce venerato dalla Confraternita del Santissimo Sacramento di Serra de’Conti (Ancona), come si suppone dalla presenza degli incappucciati ai piedi della Vergine nella tavola in pendant. L'opera proviene dalla perduta chiesa della congregazione, dedicata a Santa Lucia, la cui intitolazione motiva la presenza della santa martire che abbraccia la croce. La prima sede della Confraternita fu demolita per la costruzione di una nuova chiesa congregazionale a partire dal 1565 (Minardi 2019, p.21); l’opera confluì nella collezione della Galleria Nazionale delle Marche nel 1920, anno in cui venne acquisita dallo Stato. Tra gli stendardi del museo urbinate l’opera in oggetto è l’unica appartenente a alla tipologia, molto diffusa tra Umbria e Marche, delle ancone, dipinte bifacciali (Schmidt 2020, p. 123). L’opera costituisce inoltre l’unico esempio ad oggi noto di ancona processionale bifacciale dipinta da Giovanni Antonio da Pesaro (comunicazione di Margherita Turci). La tavola è stata a lungo ritenuta opera di Antonio da Fabriano (Anselmi 1904, p.5-6; Berenson 1932), e con tale attribuzione approdò nel museo urbinate, fino al contributo di Federico Zeri che vi identificò la mano del pittore Giovanni Antonio da Pesaro (Zeri 1948, pp. 164-167). In particolare, Zeri rimarcava il residuato di tardogotico emiliano che a suo avviso permeava le opere di Giovanni Antonio e che nulla aveva a che fare con le sfumature fiamminghe e meridionali del pittore fabrianese. Nel corpus di opere del Bellinzoni Zeri inserì lo stendardo della Galleria Nazionale delle Marche avviando una nuova stagione critica. Circa la datazione dello stendardo, la critica ha proposto alternativamente un intervallo cronologico tra il 1443-1444 (Berardi 1988, p. 66-70), o il 1460 (Dal Poggetto 2003, p. 104; Valazzi 2005, pp. 52-53). Tuttavia, nel 2007 Virgilio Villani ha riscoperto come in origine il trittico di Giovanni Antonio da Pesaro, oggi a Palazzo Venezia, provenisse anch’esso dalla perduta chiesa di Santa Lucia di Serra de’ Conti e fosse stato commissionato probabilmente attorno al 1470. Minardi, allora, ha proposto di datare lo stendardo a un momento stilistico precedente rispetto al trittico (Minardi 2019, pp. 22, 40). Lo stendardo è un interessante esempio della fioritura tardogotica marchigiana: nel verso, Cristo crocifisso, sommariamente definito dal punto di vista anatomico, è circondato dalle due figure dell’Addolorata e di San Giovanni Evangelista, innaturalmente allungate. Nel recto, Santa Lucia, genuflessa ai piedi della Croce, raccoglie il sangue con una coppa dove sono adagiati gli occhi, il suo attributo iconografico.
- Esposizioni
Mostra di opere d'arte restaurate. XII Settimana dei Musei
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
1969
Fioritura tardogotica nelle Marche
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
25/07/1998-25/11/1998
- Bibliografia
Anselmi A., Il polittico di Santa Croce di Sassoferrato e il suo autore Antonio da Fabriano, in Miscellanea storico artistica di Sassoferrato, Senigallia 1904, pp. 5-9, spec. p. 9 nota 4
Venturi L., A traverso le Marche, in “L’Arte”, XVIII, 1915, fasc. 1, pp. 1-28
Serra L., Il Palazzo Ducale di Urbino e la Galleria Nazionale delle Marche, La libreria dello Stato, Roma 1930, pp. 74-76
Berenson B., Italian pictures of the Reinassance, The Clarendon Press, Oxford 1932
Van Marle R., The development of the Italian schools of painting, vol.XV , Martinus Nijhoff, The Hague 1934, p. 127
Zeri F., Giovanni Antonio da Pesaro, in “Proporzioni”, II, 1948, pp. 164-167
Zampetti P., Il Palazzo Ducale di Urbino e la Galleria Nazionale delle Marche, Istituto poligrafico dello Stato-Libreria dello Stato, Roma 1963, p. 12
Aliberti Gaudioso F. M., in Mostra di opere d’arte restaurate, catalogo della mostra di Urbino Palazzo Ducale, S.T.E.U., Urbino 1969, p. 56
Berardi P., Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro, Nuova Alfa Editoriale, Bologna 1988, pp. 66-70
Cleri B., Antonio da Fabriano, eccentrico protagonista nella cultura figurativa del Quattrocento marchigiano, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 1997, pp. 150-153
Fachechi M.G., in Fioritura Tardogotica nelle Marche, catalogo della mostra di Urbino (Palazzo Ducale 25 luglio - 25 ottobre 1998), a cura di Paolo Dal Poggetto, Milano Electa 1998, pp. 334-335, cat.133 a e 133b
La Bella C., Giovanni Antonio da Pesaro, in Dizionario Biografico degli italiani, Treccani, Roma 2001, ad vocem
Dal Poggetto P., La Galleria Nazionale delle Marche e le altre collezioni nel Palazzo Ducale di Urbino, Urbino 2003, p. 104
Valazzi M.R., in Urbino Galleria Nazionale delle Marche, Electa, Milano 2005, pp. 52-53
Bomprezzi A., in Le chiese di Serra de’ Conti. Arte, storia e devozione religiosa, a cura di Virgilio Villani, Ostra Vetere 2007, p. 164, cat.3
Marchi A., La Crocifissione di Polverigi. Giovanni Antonio da Pesaro nella Marca d’Ancona, in Andrea De Marchi, Matteo Mazzalupi (a cura di), Pittori ad Ancona nel Quattrocento, Milano 2008, pp. 210-223
De Marchi A., Per la miniatura marchigiana. Un Libro d'ore decorato da Giovanni Antonio da Pesaro, in Miniatura, lo sguardo e la parola: studi in onore di Giordana Mariani Canova, a cura di Federica Toniolo e Gennaro Toscano, Silvana, Cinisello Balsamo 2012, pp. 217-221
Minardi M., Tre questioni interferenti l’abbazia di Santa Croce a Sassoferrato, da Giovanni Antonio da Pesaro a Pietro Paolo Agabiti, in «Arte marchigiana», 7, 2019, pp. 11-43
Schmidt V.M., Stendardi e gonfaloni processionali dalle Marche. Tardo Medioevo e Rinascimento, Centro studi G. Mazzini, Fermignano 2020, pp. 123-124
- Restauri
1968 — Oberto, Martino


