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San Tommaso Becket e San Martino adorati dal vescovo Giovan Pietro Arrivabene e dal nipote Giacomo

Timoteo Viti
(Urbino, 1470 - 1523)
I santi Tommaso Becket e Martino di Tours adorati dal vescovo Giovan Pietro Arrivabene e dal nipote Giacomo (Pala Arrivabene)
1504
olio su tavola, cm 202 × 156 × 7, inv. DE 234
in deposito nella Galleria Nazionale delle Marche dal 1915; dalla cattedrale di Santa Maria Assunta di Urbino

La pala decorava la cappella del vescovo Arrivabene nella Cattedrale di Urbino. San Tommaso, arcivescovo di Canterbury, guarda verso di noi impugnando una croce processionale in cristallo di rocca e oro, dipinta con grande maestria nei riflessi e nelle trasparenze. A destra san Martino, vescovo di Tours, sta benedicendo il defunto. Al di là di un arco in rovina pienamente rinascimentale si apre un paesaggio dettagliatissimo che corre verso l’orizzonte: è un’altra prova delle qualità artistiche di Timoteo Viti.

Notizie storico-critiche

La pala, realizzata per l’altare della cappella di San Martino presso la cattedrale di Urbino, è l’ultima testimone di un complesso decorativo scomparso. Il 15 aprile 1504 la duchessa Elisabetta Gonzaga e il podestà Alessandro Ruggeri per volontà testamentaria del vescovo di Urbino, Giovan Pietro Arrivabene, affidarono la decorazione della cappella ai due principali artisti del ducato, Gerolamo Genga e Timoteo Viti (Pungileoni 1834, pp. 12-13). Se gli affreschi del primo sono andati perduti (Bartolucci 2025, p. 83), il dipinto di Timoteo Viti è registrato in sagrestia già nel 1703 (Una guida d’Urbino 1992, p. 43, n. 47), dislocatovi probabilmente con la distruzione della cappella di San Martino, a seguito della ristrutturazione settecentesca del Valadier (Negroni 1993, p. 74). Nel 1915 l'opera viene trasferita nella Galleria Nazionale delle Marche. Nel dipinto, San Martino di Tours e San Tommaso Becket siedono su un piano rialzato, mentre il committente e il giovane nipote sono disposti in primo piano in veste di oranti. Al centro della rappresentazione svetta, esilissima, una croce sorretta da San Tommaso che esalta l'arco dal quale si apre un paesaggio cittadino. Solo di recente il saggio di La France (Procaccini 2019, p. 97) ha proposto di riconoscere Giacomo Arrivabene nel personaggio di destra, ritenuto tradizionalmente Guidubaldo I da Montefeltro. In termini stilistici la pala si caratterizza per la confluenza di linguaggi artistici differenti: in primo luogo Francesco Francia (Procaccini, p. 97), l’influenza del Perugino e di Lorenzo Costa (Ferriani 2009, p. 140).

Esposizioni

Mostra di opere d'arte restaurate. XIII Settimana dei musei 1970

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1970

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Restauri

1969 — Rettori, Giuliano