resurrezione di Cristo
(Pieve di Cadore 1489 ca. - Venezia 1576)
Resurrezione di Cristo
1542-1544
olio su tela, cm 160 × 102,2 × 3, inv. DE 239
Urbino, San Francesco di Paola (dal 1708), in origine nella chiesa del Corpus Domini di Urbino; in deposito della compagnia del Corpus Domini di Urbino (1866)
La Resurrezione di Cristo e l'Ultima Cena erano in origine le facce di uno stendardo processionale commissionato a Tiziano dalla compagnia del Corpus Domini di Urbino nel 1542. Nel 1546 l’insegna fu foderata e il pittore Pietro Viti, figlio di Timoteo, dipinse un fregio decorativo su fondo oro con il calice eucaristico agli angoli, ispirandosi probabilmente alla bordura dello stendardo di Luca Signorelli per la compagnia di Santo Spirito. Una volta dismessa l’insegna processionale, le due tele furono appese alle pareti della chiesa della compagnia come quadri d’altare.
- Notizie storico-critiche
La Resurrezione di Cristo costituiva, con l’Ultima Cena, parte di uno stendardo processionale che Tiziano realizzò per la sede della Confraternita del Corpus Domini di Urbino, tra il 1542 e il 1544. Alcune annotazioni presenti nei Libri dell’archivio della compagnia del Corpus Domini permettono di ricostruire e datare alcune delle fasi di realizzazione e allestimento dello stendardo. In particolare la trascrizione integrale svolta da Charles Hope delle note della compagnia del Corpus Domini offre informazioni assai interessanti relative alla commissione dell’opera. Tra il 4 dicembre 1542 e il 5 febbraio 1544 Tiziano venne pagato dalla Compagnia sessantacinque scudi per la pittura del nuovo gonfalone processionale e in data 5 giugno 1544 i confratelli registrarono che Tiziano rinunciò a parte del compenso, 3 scudi, per intercessione di “Marietta Perula”, lasciando il denaro alla fraternita del Corpus Domini come elemosina (Hope 2023, pp. 663-669). La donna, la cui identità non è stata ancora definita dalla critica, potrebbe identificarsi con la nipote del cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena, moglie del mercante Bernardino Peroli, che visse a Venezia in un palazzo degno di ospitare più volte Francesco Maria I della Rovere (comunicazione di Margherita Turci). Diversamente dalla tradizione, le due tele del gonfalone vennero eseguite su supporti distinti, aspetto che avrebbe successivamente agevolato la separazione delle stesse. Nel 1546 lo stendardo venne foderato e Pietro Viti, figlio del più noto pittore Timoteo, dipinse sui bordi un fregio con un motivo a candelabra su fondo oro e il calice eucaristico agli angoli, sull’esempio dello stendardo della confraternita di Santo Spirito dipinto da Luca Signorelli. Non è noto il motivo per cui l’insegna terminasse la sua funzione processionale e quando i due dipinti venissero impiegati come arredi fissi ai lati dell’altare, dove sono documentati nel 1647 dal priore Lattanzio Valentini. Nel 1708 il pendant venne trasferito presso la nuova sede della Confraternita, la chiesa di San Francesco di Paola (Dolci 1775, p. 308), dove rimase fino al 1866, quando entrò nelle collezioni del Museo dell’Istituto di Belle Arti delle Marche, primitivo nucleo della Galleria Nazionale delle Marche, istituita nel 1912. Tiziano raffigura l’evento della Resurrezione dividendo la scena in due parti: nella porzione inferiore prorompe l’impeto gestuale dei soldati disposti dinanzi al sepolcro, il quale è costruito tramite linee rette e spezzate che conferiscono un senso di inquietudine; in alto la figura statuaria del Cristo risorto, sospeso a mezz’aria, infonde un senso di placida serenità. Il confronto iconografico suggerito a partire da Crowe e Cavalcaselle con il Cristo Risorto del Polittico Averoldi (Cavalcaselle G. B., Crowe J.A., pp. 361-362) trova nella Resurrezione urbinate di Tiziano una monumentalità e una fisicità plastica più contenute. La “crisi manieristica” e l’incrinarsi del “sereno classicismo” di Tiziano (Pallucchini 1969, p. 96) si colgono, invece, nell’invenzione del soldato di spalle a sinistra, dove il pittore offre una personale interpretazione dell’eleganza formale di Francesco Salviati. Con il trasferimento nel Museo dell'Istituto di Belle Arti, le due opere sono state probabilmente sottoposte a un intervento conservativo che ha previsto una nuova foderatura. Di grande rilevanza è stato il restauro del 1973, che ha consentito di fugare ogni dubbio circa la paternità delle tele. L’ultimo restauro, che risale al 2018, è quello realizzato dall’ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro), il quale ha consentito di ripristinare le tonalità dei dipinti e ristabilire il corretto equilibrio cromatico delle campiture attraverso la pulitura delle vernici ossidate.
- Esposizioni
Mostra della pittura veneta nelle Marche
Ancona: Palazzo degli Anziani
5/08/1950-30/09/1950
Restauri nelle Marche
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
28/06/1973-30/09/1973
Tiziano per i duchi di Urbino. Mostra didattica
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
25/08/1976-30/11/1976
L'arte di corte a Urbino e a Pesaro (dai Montefeltro ai Della Rovere), splendore del Rinascimento italiano
Giappone: musei di Gumna, Shimonoseki, Hiroshima, Shiga
2/10/1990-13/03/1991
In the light of Apollo. Italian Renaissance and Greece
Atene: National Gallery Alexandros Soutzos Museum
22/12/2003-31/03/2004
Meraviglie dalle Marche. Seiscientos anos de pintura italiana
Città del Vaticano: Braccio di Carlo Magno
3/05/2012-10/06/2012
Tiziano
Roma: Scuderie del Quirinale
05/03/2013-16/06/2013
A Herança do Sagrado. Obras-primas do Vaticano e de Museus italianos
Rio de Janeiro: Museu Nacional de Belas Artes
10/07/2013-13/10/2013
Il restauro dello stendardo di Tiziano. La verità del colore
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche, sala delle udienze
6/08/2018
Titian and the Renaissance in Venice
Francoforte: Städel Museum
13/02/2019-26/05/2019
Pietro Aretino e le Arti nel Rinascimento
Firenze: Gallerie degli Uffizi
27/11/2019-3/02/2020
Peterzano. Allievo di Tiziano, maestro di Caravaggio
Bergamo: Accademia Carrara
6/02/2020-17/05/2020
- Bibliografia
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- Restauri
1950 — Torrini, Armando
1973 — Oberto, Anna · Oberto, Martino
2018 — Zaccheo, Carla · Lanza, Maria Cristina · Borgioli, Francesca


