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Madonna Assunta con angeli

Girolamo Cialdieri
(Urbino, 1593 - 1646)
Madonna Assunta tra angeli
1629-1631
tempera su tela, cm 239 × 176, inv. D 242

Questa tela e il San Crescentino, entrambi del Cialdieri, sono rimasti fino al 1979 nella Biblioteca di Federico da Montefeltro del Palazzo Ducale di Urbino. Vennero poi trasferiti nei depositi e fatti restaurare. Il dipinto si avvicina alla Madonna col Bambino in gloria e Santi della chiesa di santa Chiara di Urbania per la presenza degli angeli musicanti leggermente diversificati nelle pose. La forma ovale potrebbe suggerire la collocazione del dipinto nella parte centrale di un soffitto e la sua appartenenza ad un ciclo pittorico.

Notizie storico-critiche

Dall’inventario ufficiale dei dipinti della Galleria risulta che la tela, assieme a quella di San Crescentino [inv. D 174] dello stesso Girolamo Cialdieri, proviene dalla biblioteca di Federico da Montefeltro nel Palazzo Ducale di Urbino, anche se ciò non corrisponde di certo alla sua ubicazione originaria. Fino al 1978 gli ambienti della biblioteca erano occupati dalla sezione urbinate dell’Archivio di Stato e sul finire del 1979 il soprintendente Paolo Dal Poggetto (1985b; 1986, pp. 108-117) diede avvio al loro restauro. Contestualmente, come comunicatomi da Maria Claudia Caldari, la Madonna Assunta tra angeli e il San Crescentino furono trasferiti nei depositi e fatti restaurare. A dar ragione alla testimonianza della studiosa è una serie di fotografie conservate nell’archivio fotografico della Galleria, di cui una (n. 471), del 1978, mostra il dipinto con la sua vecchia cornice chiara, mentre le altre (nn. 570-574), del 1980, rivelano le fasi dell’intervento, mostrandoci il prima e il dopo restauro. Nell’inventario di oggetti d’arte del Palazzo Ducale di Urbino del 1886 compaiono due dipinti delle stesse dimensioni, raffiguranti una Madonna con angeli e un’Assunta (sul documento cfr. il saggio di chi scrive a pp. 28-29, 37, note 5, 9 [Bernardini 2023]), i cui soggetti richiamano entrambi l’iconografia della nostra tela, sebbene le misure con le cornici (240 × 155 cm) siano diverse dall’opera in esame. Il quadro non appare nell’elenco delle opere del Cialdieri “attualmente reperibili” redatto da Marina Cellini, anche se due dipinti dello stesso soggetto compaiono nell’altro elenco stilato dalla studiosa, quello delle Opere citate dalle fonti, ma perdute, non reperite, o non identificate del pittore (Cellini 2005, pp. 280-281). La prima è l’Assunta, definita “ottangolare” da Marcello Oretti nel 1777, che si trovava nella chiesa di Sant’Andrea Apostolo e che non può identificarsi con il nostro quadro di forma ovata, a meno che gli otto lati non siano stati trasformati, col tempo, in un ovale. L’altra è la Santissima Vergine Assunta presente nel Catalogo delle pitture urbinati di Ubaldo Tosi, del 1744, trascritto da Lombardi, che era collocata in duomo, “sopra la Porta Maggiore” (Lombardi 1995, p. 291), e forse corrisponde alla nostra tela. La stessa iconografia ci parla in un certo senso della sua origine, visto che il dipinto raffigura la titolare stessa della chiesa, ossia “Maria Assunta in cielo” (sulla titolazione si veda Ligi 1968, pp. 72-77). Nel Cattalogo delle migliori pitture delle chiese di Urbino del 1794, trascritto ancora da Lombardi, lo stesso dipinto di mano del Cialdieri riappare sempre in cattedrale ancora “sopra la Porta Maggiore”. Subito dopo, quasi per distinguerlo, si elenca anche “lo Stendardo, ossia il Quadro dell’Assunta con S. Crescentino” dello stesso pittore (Lombardi 1995, p. 293), del 1630-1631, oggi esposto nel Museo Diocesano di Urbino. Oltre a questa ipotesi, se ne può considerare un’altra osservando la forma ovata della tela, che potrebbe suggerire la sua collocazione nella parte centrale di un soffitto e la sua appartenenza a un ciclo pittorico in una chiesa di Urbino o del territorio, come è il caso di un altro dipinto ovato del Cialdieri raffigurante Santa Caterina d’Alessandria, posizionato sulla volta dell’omonima chiesa urbinate. In tale ipotetico ciclo sarebbe potuto rientrare anche il San Crescentino [inv. D 174], viste le affinità tecniche ed esecutive e la similarità nei volti. Di un soffitto del Cialdieri, sito nella “casa Priorale di San Paolo” a Urbino, parla il Lazzari (1797, p. 33), il quale riferisce anche la presenza di un “quadro rotondo”, dello stesso artista, “rappresentante la B. V. Assunta in gloria, circondata da un numeroso stuolo di Angeli”, nella chiesa urbinate di Santa Chiara, che potrebbe ricordare il nostro, ma che sappiamo essere il tondo raffigurante il Paradiso, oggi conservato nella nuova chiesa di Santa Chiara. Come ha ben evidenziato Cellini (2005, p. 267), una costante stilistica del Cialdieri è la “garbata fusione tra l’iridescente baroccismo urbinate e il pastoso cromatismo dei veneti”. Quest’ultimo, recepito da Claudio Ridolfi, viene però declinato da Girolamo in maniera più schematica e semplificata, soprattutto nei volti delle figure in secondo piano. Ciò è visibile dalle prime opere in poi, e persiste anche nella nostra tela che si avvicina iconograficamente, oltre che alla già citata Assunta e san Crescentino, alla pala del 1629 raffigurante la Madonna col Bambino in gloria e santi della chiesa di santa Chiara di Urbania (replicata in parte nella Madonna del Rosario del santuario del Pelingo di Acqualagna) per la presenza degli angeli musicanti, leggermente diversificati nelle pose del dipinto urbinate [...]. Per la nostra opera, come per molte altre di Cialdieri, valgono le stesse parole che Cellini (2005, p. 270) spende per la pala di Urbania, nella quale la gamma coloristica appare schiarita e, rispetto a Ridolfi, il modellato è più grafico e disegnativo e i tratti fisionomici si uniformano in “visetti aggraziati ma intonati a una serena mestizia”. [Testo di Andrea Bernardini, tratto da “L’altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche”, cit., pp. 112-113].

Esposizioni

L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche

Galleria Nazionale delle Marche

5/10/2023-5/05/2024

Bibliografia

Bernardini A., cat. 20, in L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche, catalogo della mostra (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche) a cura di Gallo L., Bernardini A., Catalucci V., Electa, Milano 2023, pp. 112-113.

Restauri

1980