Gesù Cristo giudice con le virtù teologali, san Michele Arcangelo e san Giovanni Battista
(Fabriano, attivo dal 1559 all’inizio del XVII sec.)
Cristo Giudice con le Virtù teologali, San Michele Arcangelo e San Giovanni Battista
1587
olio su tavola, cm 227 × 130, inv. D 235
iscrizione: Domitianus de Domitianis/ a Fabriano pingebat/ A.D. MDLXXXVII
nella Galleria Nazionale delle Marche dal 1915; dalla chiesa di San Rocco di Fabriano
La peculiare iconografia connessa alla salvezza dell’anima è dichiarata dalla presenza del Cristo del Giudizio tra due angeli con un ramo d’olivo e una spada, e da San Michele con la bilancia per pesare le anime. L’espressionismo delle figure contribuisce a rendere ancora più chiaro il tema religioso, legato a forme devozionali semplici e popolari. La tavola fu acquistata dallo Stato su suggerimento di Lionello Venturi, primo direttore del museo, per il suo elevato valore storico regionale.
- Notizie storico-critiche
Il dipinto, firmato e datato 1587, attira per la sua particolare iconografia: dall’alto Gesù Cristo giudice, con tunica rossa, al di sopra del globo, affiancato da due angeli con un ramo di ulivo e una spada, sovrasta le tre virtù teologali inginocchiate sulle nubi, raffigurate in modo inusuale. Tra le tre spicca la virtù centrale che, a dispetto del colore rosso che indossa, non è la Carità ma la Fede, visto che trattiene a sé il calice e la croce. Le altre due, tra le quali la Carità è vestita di bianco e di un verde molto tenue, sostengono lateralmente il manto sempre chiaro, con ombre grigio-azzurre, indossato dalla Fede, che assomiglia per certi versi a Maria Vergine. Al di sotto, su un fondo di paese, dove si scorge un aratore con i buoi, san Michele pesa le anime, calpestando il demonio immobilizzato dalla spada, e il Battista indica la scena celeste con l’indice alzato. La tavola testimonia che ricevendo il battesimo, simboleggiato dalla presenza di san Giovanni, e seguendo le virtù teologali, si giunge, al momento del Giudizio universale, alla salvezza dell’anima. Il tutto viene raffigurato con colori delicati e luminosi, che presentano una liricità cromatica inconsueta, ora nuovamente visibile grazie alla maestria impiegata nell’ultimo restauro. Nel 1834 Amico Ricci vede l’opera nella chiesa di San Rocco di Fabriano e nota nel san Michele “un giovane bellissimo” (Ricci 1834, pp. 176-177). Nel 1873 Marcoaldi testimonia che il dipinto, ritenuto una tela, “fu venduto ad un eugubino vari anni or sono” (Marcoaldi 1873, p. 243 n. 199). La tavola è stata acquistata dal Ministero dell’Istruzione Pubblica su segnalazione del 31 ottobre 1914 di Lionello Venturi, direttore della Galleria urbinate. Lo storico dell’arte sosteneva che l’opera si sarebbe potuta acquisire non tanto per il suo valore artistico quanto per quello storico regionale, proprio come accaduto per il quadro di Filippo Bellini, comperato poco prima [inv. D 152]. Informava poi che il proprietario, il collezionista russo Vasily Bogdanovich Khvoshchinsky, stancatosi della tavola, voleva cederla allo stesso prezzo con cui l’aveva acquistata, 800 lire (Archivio di Stato di Ancona, Fondo Soprintendenza ai Monumenti, Tutela; da ora ASAN, FSM, T, B. 161, Urbino 24, f. 11, minuta di Venturi, prot. 661), sebbene lo Stato la ottennesse poi per 700 (ASAN, FSM, T, B. 161, f. 11, minuta di Venturi al Ministero del 3 gennaio 1915, prot. 749). Il Ministero ne annunciava l’ingresso in Galleria nel luglio 1915 (“Cronaca delle Belle Arti” 1915, p. 52). Romualdo Sassi supponeva che Domiziano ricorresse all’aiuto di discepoli non abili, giustificando, nella sua notevole produzione, la presenza di opere modeste vicino ad altre che definiva non spregevoli (Sassi 1924, pp. 92-94). Queste ultime, come evidenzia Montevecchi, “pur non superando il livello della corrente produzione devozionale, mostrano tuttavia una fattura più ricercata e denotano il tentativo di aggiornamento sui modelli della grande cultura figurativa cinquecentesca”. Per di più testimoniano che l’artista ricevette committenze da ecclesiastici locali che suggerivano temi e motivi legati a forme devozionali semplici e popolari (Montevecchi 1992, pp. 304-305), come è il caso anche del nostro dipinto. L’espressionismo insistito delle figure di Domiziano, molto evidente nell’immagine del Battista, giudicata “macilente e distrutta” da Ricci (1834, pp. 176-177), contribuisce ulteriormente a rendere più chiaro il tema religioso. Arrivano a questi risultati Ramazzani e, in una forma intellettualmente più alta, De Magistris, che nel 1570 lasciò nella chiesa di Sant’Agostino di Fabriano la Natività, sicuro esempio per Domiziano. Il pittore potrebbe anche aver ricordato opere precedenti, tra cui la Madonna col Bambino e i santi Pietro e Nicola da Bari di Filippo da Verona (Montevecchi 1992, p. 305), già nella chiesa di San Nicolò di Fabriano nel 1514. [Testo di Andrea Bernardini, tratto da “L’altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche”, cit., pp. 113-114].
- Esposizioni
L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche
Galleria Nazionale delle Marche
5/10/2023-5/05/2024
- Bibliografia
Ricci A., Memorie storiche delle arti e degli artisti delle Marca di Ancona del Marchese Amico Ricci di Ancona, Cavaliere dell’Ordine de’ SS. Maurizio e Lazzaro di Sardegna, tomo I, Tipografia di Alessandro Mancini, Macerata 1834, pp. 176-177.
Marcoaldi O., Guida e statistica delle città e comune di Fabriano per Oreste Marcoaldi, Tipografia di G. Crocetti, Fabriano 1873.1873, p. 243 n. 199.
Urbino. Galleria Nazionale, in “Cronaca delle Belle Arti (Supplemento al Bollettino d’Arte)”, II, 7, luglio 1915, p. 52.
Sassi R., Documenti di pittori fabrianesi. Secolo XVI, in “Rassegna marchigiana per le arti figurative, le bellezze naturali, la musica”, III, dicembre 1924, pp. 87-96, in part. pp. 92-94.
Montevecchi B., Domiziano Domiziani, in Le Arti nelle Marche al tempo di Sisto V, catalogo della mostra (Ascoli Piceno, 1992), a cura di P. Dal Poggetto, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 1992, pp. 304-305, in part. p. 304.
Bernardini A., cat. 22, in L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche, catalogo della mostra (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche) a cura di Gallo L., Bernardini A., Catalucci V., Electa, Milano 2023, pp. 113-114.
- Restauri
2023 — Cuzzolin, Silvia
2025 — Bacchiocca, Isidoro · Bacchiocca, Matteo


