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GNDM

Cristo coronato di spine

Ambito di Federico Barocci
(Urbino, 1535 - 1612)
Testa di Cristo spirante
post 1604
olio su tela, cm 42 × 36, inv. D 232

Il dipinto è la copia della testa coronata di spine del Cristo raffigurato nella Crocifissione di Federico Barocci, ora conservata al Prado di Madrid, che Francesco Maria II della Rovere lascia come dono testamentario al re di Spagna nel 1628. Si riteneva che il dipinto fosse giunto in Galleria nel 1922, ma già nel 1867, nella Guida per i Visitatori dell’Istituto di Belle Arti delle Marche, si menziona una “Testa di Nazzareno” che potrebbe essere questa. Dalla Seconda guerra mondiale in poi l’opera è stata sempre conservata nei depositi.

Notizie storico-critiche

Il dipinto è la copia della testa coronata di spine del Cristo raffigurato nella Crocifissione dipinta da Federico Barocci nel 1604, ora conservata al Prado di Madrid, che Francesco Maria II della Rovere, per volere testamentario, lascia al re di Spagna nel 1628. Dal capolavoro, noto per la raffigurazione sul fondo della straordinaria veduta del Palazzo Ducale di Urbino (Emiliani 2008, II, pp. 273-275), sono scaturite secondo la critica altre repliche di mano del maestro. È il caso della tela londinese di collezione privata, di non grandi dimensioni, realizzata con aiuti della bottega, e di una Testa di Cristo spirante conservata a Milano, sempre in collezione privata (Emiliani 2008, II, pp. 275-276). Una fedele replica di bottega appare sull’altare maggiore della Chiesa del Crocifisso, detta anche “dell’Ospedale”, di Urbania; mentre Cimatori replica il solo Cristo nella Crocifissione con i santi Simone, Giuda, Maria Maddalena e la Madonna nella chiesa dei Santi Vito e Modesto di Mombaroccio (Pesaro e Urbino). Nel 1962 Olsen ricordava che esistono diverse copie della testa, citando quella della chiesa del Gesù di Perugia e quella in collezione Benveduti di Gubbio (Olsen 1962, p. 206). Si riteneva che il nostro dipinto fosse giunto in Galleria con il legato Viviani del 1922 come risulterebbe dall’inventario dei dipinti, ma nella Guida per i visitatori dell’Istituto di Belle Arti delle Marche, scritta nel 1867 da Pompeo Gherardi, compare una “Testa di Nazzareno” (Gherardi 1867, p. 37 n. 88) che potrebbe essere proprio la nostra, da non confondersi con la “Testa di Redentore”, di tutt’altra iconografia, sempre esposta al pubblico (Gherardi 1867, p. 39 n. 102). Nel 1897, una “testa di Cristo” era presentata nella prima sala del Magnifico, ossia alle Veglie, con l’attribuzione a “scuola di Guido”, ossia di Reni, accanto all’altra “Testa di Cristo” della Galleria, data a “scuola parmigiana” (cat. 4) (Calzini 1897, p. 34). Nel 1906 il dipinto è esposto nella stessa sala, ma con l’attribuzione a Federico Barocci (Guida Galleria Istituto Belle Arti 1906, p. 4 n. 8). Nel 1913 Venturi ricorda che “una buona replica di bottega della testa del Cristo si trova nella Galleria di Urbino”, riferendola, però, alla Crocifissione della chiesa dell’Ospedale di Urbania, creduta autografa del Barocci (Venturi 1913, p. 126 nota 1). Luigi Serra la espone come scuola di Federico Barocci e la ritiene, come Venturi, analoga alla testa della Crocifissione di Urbania (Serra 1920, p. 88; Serra 1930, p. 128). L’opera non appare più esposta nell’allestimento che Rotondi realizzerà subito dopo la Seconda guerra mondiale e, da allora, rimarrà sempre conservata nei depositi. Il dipinto non è il ritaglio di una tela di più grandi dimensioni: lo si deduce dal fatto che, come comunicatomi da Giulia Papini, non presenta preparazione o pittura lungo i suoi bordi. [Testo di Andrea Bernardini, tratto da “L’altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche”, cit., pp. 94-95]

Esposizioni

L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche

Galleria Nazionale delle Marche

5/10/2023-5/05/2024

Bibliografia

Gherardi P., L’Istituto di Belle Arti delle Marche in Urbino. Guida per i visitatori, Tipografia del Metauro, Urbino 1867, p. 37 n. 88

Calzini E., Urbino e i suoi monumenti, Licinio Cappelli editoriale, Rocca San Casciano 1897, p. 34 n. 73

Palazzo Ducale di Urbino. Galleria dei quadri del R. Istituto di Belle Arti delle Marche, Urbino 1906, p. 4 n. 8

Venturi L., Opere inedite di Federico Barocci, in Studi e notizie su Federico Barocci (a cura della Brigata urbinate degli Amici dei Monumenti), Istituto Micrografico Italiano, Firenze 1913, pp. 117-126, in part. p. 126 nota 1

Serra L., Il Palazzo Ducale di Urbino e la Galleria Nazionale delle Marche, Alfieri & Lacroix, Milano 1920, p. 88

Serra L., Il Palazzo Ducale e la Galleria Nazionale di Urbino, Libreria dello Stato, Roma 1930, p. 128

Bernardini A., cat. 5, in L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche, catalogo della mostra (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche) a cura di Gallo L., Bernardini A., Catalucci V., Electa, Milano 2023, pp. 94-95

Restauri

2023 — Papini, Giulia · Graziosi, Francesca · Semprini, Matteo