adorazione dei Re Magi
da un’incisione di Agostino Carracci da Baldassarre Peruzzi
Adorazione dei Magi
1600-1650
olio su tela, cm 54 × 97, inv. D 211
L’anonimo pittore, probabilmente della prima metà del Seicento, si è servito di una famosa incisione di Agostino Carracci, da un cartone di Baldassarre Peruzzi, per creare questa movimentata composizione. I numerosi personaggi che assistono all’omaggio dei Magi a Gesù Bambino sembrano quasi inglobati in una scena di battaglia, come si nota dalla presenza di persone armate e a cavallo e di bandiere tipiche degli squadroni di cavalleria. Nel 1906 l’opera era esposta nella Sala del Magnifico (oggi delle Veglie) e potrebbe provenire dal monastero di Santa Chiara di Urbino.
- Notizie storico-critiche
Questo anonimo, verosimilmente della prima metà del Seicento, nella catalogazione ministeriale accostato ai modi del pesarese Gian Giacomo Pandolfi all’altezza delle decorazioni della chiesa del Nome di Dio di Pesaro (scheda ICCD OA 263679), si è servito della nota incisione di Agostino Carracci (1579: Bartsch 1995, pp. 30-35 n. 3901.017) del cartone di Baldassarre Peruzzi per Giovanni Bentivoglio (oggi a Londra, British Museum, inv. 1994,0514.49; Borea 2009, I, pp. 208-209) per approntare una composizione affollatissima di personaggi attorno alla scena sacra dell’omaggio dei Magi a Gesù bambino. Dal 1897 era esposto nella sala del Magnifico (delle Veglie) del Palazzo Ducale, e potrebbe forse essere stato incamerato da Santa Chiara di Urbino per la presenza di un soggetto simile nell’elenco delle opere del Museo annesso all’Istituto di Belle Arti delle Marche scritto dal conte Pompeo Gherardi (cfr. Inventari 2011, p. 366 n. 27). Un confronto più ravvicinato con l’incisione del Carracci, alla base di numerosissime rielaborazioni tra Cinque e Seicento, consente di valutare alcune varianti macroscopiche introdotte dal pittore: in primo luogo un’architettura diroccata dalle forme semplificate rispetto all’invenzione classicheggiante del Peruzzi, quindi un fondale naturalistico in cui spicca al centro il movimentato corteo dei Magi, immaginato quasi come una scena di battaglia per la presenza di armati a cavallo e bandiere tipiche degli squadroni di cavalleria. Sia detto per inciso, quest’ultimo brano potrebbe essere una possibile traccia per circoscrivere l’ambito di attività del pittore al di là dei temi sacri. Un’altra versione del nostro dipinto, leggermente ridotta nel taglio compositivo ma di dimensioni maggiori (100 × 138 cm), simile nella scelta dell’architettura centrale con un pergolato malridotto, è presso il monastero delle Clarisse di Santa Maria di Piazza a Ostra Vetere (Ancona) (scheda ICCD OA 104626). [Testo di Giovanni Russo, tratto da “L’altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche”, cit., pp. 109-110]
- Esposizioni
L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche
Galleria Nazionale delle Marche
5/10/2023-5/05/2023
- Restauri
2023 — Soro, Veronica


