paesaggio montano
(Urbino, 1751 - 1825)
Paesaggio con viandante
1790-1810 ca.
olio su tavola, cm 25,5 × 32,5, inv. D 132
La Galleria Nazionale delle Marche possiede ben otto tavole di Vincenzo Nini, di cui questo ‘Paesaggio con viandante’ è in pendant con ‘Paesaggio con castello’ (inv. D 133), di uguali dimensioni. Cinque degli otto dipinti erano esposti in passato nella Sala di Preghiera del Palazzo Ducale e furono collocati in deposito col riordino di Pasquale Rotondi. Tali composizioni trovano ispirazione nella pittura di paesaggio di matrice romana, introdotta nel contesto locale già da Giovan Battista, fratellastro del pittore. Nini restituisce una luce atmosferica tenue, soffusa e rosata, che fissa paesaggi bilanciati con precisione in ogni loro parte, dalla composizione dei piani alla disposizione della natura, delle figure e degli edifici.
- Notizie storico-critiche
Cinque paesaggi di Vincenzo Nini (per minime notizie biografiche: Giovan Battista Nini 2001, ad indicem), non meglio precisati nelle guide museali di Luigi Serra, erano esposti nella sala del soffitto di Federico Brandani staccato da palazzo Aquilini Corboli (sicuramente i D 128-131, alternativamente il D 143 o il D 144). Successivamente, con il riordino museografico di Pasquale Rotondi, furono ritirati in deposito per la progressiva contrazione della rassegna dell’arte marchigiana, il cui limite ultimo veniva a coincidere, nelle tre sale aperte al pubblico al secondo piano del Palazzo Ducale, con la produzione di Federico Barocci e la grande stagione del Seicento. Come puntualizzato da Anna Cerboni Baiardi nella mostra dedicata nel 2013 proprio al Serra, l’interesse dello studioso per le manifestazioni artistiche regionali più recenti trapelava dalla scelta di esporre tali dipinti, a dar conto degli esiti estremi del genere del paesaggio di ispirazione classicista. Composizioni derivate dalla pittura di paesaggio di matrice romana che già il fratellastro Giovan Battista (1717-1786), celebre medaglista a livello europeo, aveva contribuito a fissare nel contesto locale attraverso la sua attività incisoria, e che costituiscono il fondo della pittura stessa di Vincenzo. Ancora sulla scorta della lettura dell’opera di quest’ultimo da parte di Cerboni Baiardi, la lezione di Alessio De Marchis (1675-1752), di cui Urbino vantava numerose prove, è dichiarata dal pittore nella scelta di restituire una luce atmosferica tenue e soffusa, dai toni rosati, che fissa paesaggi naturali precisamente calibrati in ogni loro parte nella composizione dei piani e nella disposizione delle quinte arboree, delle figure e degli edifici. [Testo di Giovanni Russo, tratto da “L’altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche”, cit., p. 126]. Fa pendant con un analogo paesaggio ivi conservato (NCTN: 00263682).
- Esposizioni
L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche
Galleria Nazionale delle Marche
5/10/2023-5/05/2023
- Restauri
2022 — Coppo, Chiara


