Madonna con Bambino tra Sant'Agostino e San Domenico
(Urbino, c. 1550 - Macerata, 1603)
Madonna col Bambino tra i Santi Agostino e Domenico
1570 ca.
olio su tela, cm 121 × 136, inv. D 151
iscrizione: PHILIPPVS VRBINAS PINXIT
La tela, del periodo giovanile del pittore, presenta uno stile ancora incerto e delle generiche citazioni a Raffaello, anche se non mancano elementi d’eleganza come la veste di Sant’Agostino riccamente decorata dalle figure di Cristo, San Pietro, San Giovanni Evangelista e due apostoli. Urbinate, come orgogliosamente si firma, e riscoperto solo a partire dall’inizio del Novecento, Bellini ebbe sempre come riferimento Barocci, ma nelle opere successive si noteranno anche influenze emiliane e venete, più precisamente veronesiana.
- Notizie storico-critiche
Luigi Serra annunciava l’acquisizione della tela nel 1921, dandone anche una sommaria descrizione, nel vedere i personaggi emergere da “un fondo architettonico a colonne tortili, con respiro di paese da ambo le parti”. Ricordava che il pittore aveva lavorato tantissimo nelle Marche e che a Fabriano aveva lasciato, nell’oratorio della Carità, il suo capolavoro. Riguardo allo stile del pittore menzionava gli influssi di Federico Barocci, di cui credeva fosse “scolaro”, e richiami a Paolo Veronese e a Lorenzo Lotto (Serra 1921, p. 277). L’inventario ufficiale dei dipinti della Galleria Nazionale delle Marche testimonia che l’opera era stata donata dal cavalier Enrico Marinucci, anche se Serra ricorda che il lascito fu promosso dallo storico dell’arte piemontese Achille Bertini Calosso (Serra 1921, p. 277), in quel periodo in servizio presso la Soprintendenza di Roma e l’Istituto di Archeologia e Storia dell’Arte. Ad accorgersi per primo di Filippo Bellini è Luigi Lanzi ([1809], 1968-1974, II, p. 153) che, meravigliandosi del fatto che fosse “pressoché ignoto alla storia”, capisce che appare “talvolta esemplare di uno stile risoluto e vivace, forte coloritore e compositore di macchina”. Per la sua riscoperta bisognerà attendere ai primi del Novecento, con Egidio Calzini che gli dedicherà ben due articoli nella sua “Rassegna bibliografica dell’arte italiana” (Calzini 1908; Calzini 1913). La formazione di Filippo Bellini, urbinate di nascita, come orgogliosamente si firma, avviene sicuramente nella sua città natale, nella quale il riferimento principale è Federico Barocci con la sua bottega. Pur se non è provato un suo alunnato presso il grande artista, Bellini farà sempre riferimento in tutta la sua produzione alla pittura del Barocci, sia interpretandola “secondo una sua personale maniera” (Montevecchi 2005, p. 174), sia citandola nei caratteri più epidermici della materia pittorica, cromatica e luministica. Il dipinto in esame, raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Agostino e Domenico, oltre a riportare la firma in basso a destra dell’artista, presenta uno stemma vescovile non ancora identificato, appartenente certamente al committente. Nel 1979 Lorenza Mochi Onori riteneva che nell’opera fossero presenti, oltre all’influsso emiliano, anche elementi veneti, “che farebbero pensare ad un precoce contatto del pittore con questa cultura, tramite forse il Ridolfi, attivo ad Urbino fin dal ’90” (Mochi Onori 1979, p. 29). Nel 1985 Costanza Costanzi, inserendola tra le opere giovanili, affermava che la “componente veneta, più precisamente veronesiana”, fosse presente nell’architettura di fondo (Costanzi 1985, p. 163). Nel 2005 anche Benedetta Montevecchi colloca la tela tra le opere giovanili del pittore e comprende “che è ancora connotata da uno stile incerto che inserisce in uno schema compositivo veneto, elementi emiliani e generiche citazioni raffaellesche” (Montevecchi 2005, p. 175). Tali citazioni si colgono, tra l’altro, nelle raffinate colonne tortili del fondo che rimandano a quelle nell’arazzo sistino raffigurante la Guarigione dello storpio, dalla serie degli Atti degli Apostoli disegnata da Raffaello. L’eleganza del dipinto, pur connotato da una giovanile instabilità spaziale-prospettica, si coglie anche nel ricco piviale di sant’Agostino, sulla cui spalla è ricamata la figura di Cristo e lungo la bordatura, entro edicole, appaiono le figure di san Pietro, un apostolo con calice, un apostolo con croce e san Giovanni Evangelista (scheda ICCD 11/00263494 [del 2009], redatta da Lucia Battista). [Testo di Andrea Bernardini, tratto da “L’altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche”, cit., pp. 97-98]
- Esposizioni
L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche
Galleria Nazionale delle Marche
5/10/2023-5/05/2023
L'arte dei papi. Da Perugino a Barocci
Roma: Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo
28/01/2025-31/09/2025
- Bibliografia
Serra L., Il Palazzo Ducale di Urbino e la Galleria Nazionale delle Marche, Alfieri & Lacroix, Milano, s.d. [1920], p. 92
Serra L., Nuovi acquisti della Galleria Nazionale di Urbino, in “Bollettino d’arte del Ministero della Pubblica Istruzione”, II, I, 6, 1921, pp. 273-281, in part. p. 277
Serra L., Il Palazzo Ducale e la Galleria Nazionale di Urbino, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1930, p. 131
Mazzini F., Guida di Urbino, Vicenza 1962, p. 189
Mochi Onori L., Filippo Bellini in Pittori nelle Marche tra il '500 e il '600. Aspetti dell'ultimo manierismo, Arti Grafiche Edit., Urbino 1979, p. 29
Costanzi C., Filippo Bellini (1550 ca. – 1603) in Andrea Lilli nella pittura delle Marche tra Cinquecento e Seicento, Multigrafica Editrice, Roma 1985, p. 163
Montevecchi B., Filippo Bellini, in Nel segno di Barocci. Allievi e seguaci tra Marche, Umbria, Siena, Federico Motta Editore, Milano 2005, pp. 174-185, in part. p. 175
Bernardini A., cat. 8, in L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche, catalogo della mostra (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche) a cura di Gallo L., Bernardini A., Catalucci V., Electa, Milano 2023, pp. 97-98
Colasanti A., L'infanzia spirituale, in "L'arte dei papi. Da Perugino a Barocci", catalogo della mostra a cura di Colasanti A. e Bava A., Cinisello Balsamo, Silvana editoriale, 2025, pp. 29, 44-45
- Restauri
1970 — Rettori, Giuliano
2023 — Soro, Veronica


