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Cristo aiutato dal Cireneo nella salita al Calvario

Da Girolamo e Ludovico Lombardi
(Ferrara, 1506/1507 - Recanati, 1584/1589; Ferrara, 1510 ca. - Recanati, 1575)
Cristo aiutato dal Cireneo nella salita al Calvario (da una terracotta plasmata nel 1560-1570 ca.)
gesso policromo, cm 48,7 × 59,5 × 4,3, inv. S 133

Questa formella in gesso dipinto in finto bronzo è un esempio tipico della produzione dei fratelli Lombardi, celebri scultori e fonditori tra Roma e le Marche alla metà del Cinquecento. Si tratta della derivazione da un modello preparatorio, non ancora rintracciato, che fu utilizzato per una specchiatura della porta del sacello della Santa Casa di Loreto. È l'ultimo esempio di un'invenzione messa a punto per il tabernacolo dell'altare maggiore del Duomo di Milano e poi per quello della Cattedrale di Fermo.

Notizie storico-critiche

Il rilievo in gesso dipinto deriva da un modello preparatorio realizzato dai fratelli Lombardi per l’esecuzione di tre distinti incarichi artistici: il tabernacolo per il Duomo di Milano, il tabernacolo della Cattedrale di Fermo e una delle porte bronzee della Santa Casa di Loreto. Le due custodie eucaristiche, sovrapponibili nella forma singolare e nel soggetto, tra le otto scene cristologiche dell’alto zoccolo recano la Salita al Calvario (Annibali 2022, p. 221), che parimenti compare nel pannello bronzeo collocato sulla porta destra del sacello loretano (id., p. 253). L’episodio presenta le medesime soluzioni compositive del ciclo, ovvero folle di figure vestite di ampi panneggi, stagliate contro dense quinte sceniche costituite da motivi vegetali. Qui la drammatica salita verso il Golgota è resa attraverso gli abiti mossi delle figure che avanzano, e solo in parte arrestata dall’intenso sguardo tra Cristo e la Veronica in ginocchio, raffigurata in basso a sinistra (id., p. 223). La formella in finto bronzo copia, dunque, l’archetipo in terracotta reimpiegato dagli scultori per replicare più volte la scena, del quale si è persa traccia. In attesa di studi che chiariscano la provenienza del rilievo, nonché il suo arrivo nella collezione urbinate, si ritiene che vi pervenga negli ultimi decenni dell’Ottocento come parte del primo nucleo collezionistico del Museo dell’Istituto delle Belle Arti (comunicazione di Giovanni Russo). I fratelli Aurelio, Girolamo e Ludovico Lombardi (Zani 2005, pp. 514-516; id., 504-506) sono gli ultimi discendenti di una delle maggiori dinastie di scultori e architetti del Rinascimento attiva in terra veneta. A differenza della prima generazione, la lettura critica sui tre Lombardi è ancora oggi assai carente (Annibali 2022, pp. 5-36), forse anche per l’attività svolta lontano dai grandi centri artistici della penisola, in primo luogo Loreto e Recanati dove aprirono una bottega dotata di una celebre fonderia (Angelita 1601, c. 35r). La monografia di Giovanni Pauri sui figli di Antonio Lombardi rappresenta ancora oggi il punto di riferimento in materia (Pauri 1915, pp. 13-37), seguita pochi anni dopo dal contributo di Adolfo Venturi (Venturi 1936, pp. 683-715), che offrì nuove considerazioni formali sulle opere principali dei tre maestri. Fu lui, ad esempio, a riconoscere la paternità delle scene cristologiche dei due tabernacoli e del portale lauretano, assegnando l’esecuzione della Salita al Calvario a Ludovico Lombardi (Venturi 1936, 698-710). In termini cronologici, il rilievo urbinate si colloca probabilmente nel trentennio in cui i Lombardi furono impegnati nell’esecuzione del triplice incarico artistico, a partire circa dal 1560.

Bibliografia

Vasari G., Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, 1569, ed. 1966-1997, V (1984), pp. 419-420 (bibliografia di corredo)

Vasari G., Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, 1569, ed. 1966-1997, VI (1987), p. 188 (bibliografia di corredo)

Angelita G. F., Origine della città di Ricanati, e la sua historia e discretione, in Venetia, appresso Matthio Valentino, 1601, c. 35r (bibliografia di corredo)

Serragli S., Nuova relatione della S. Casa abbellita, ritratta dal capitano Silvio Serragli da Pietrasanta, di essa Santa Casa computista, dalla verità scritta neʼ libri che in sua cura si conservano, in Macerata, per gli heredi di Pietro Salvioni, 1633 pp. 69-91 (bibliografia di corredo)

Cittadella N. L, Documenti ed illustrazioni risguardanti la storia artistica ferrarese, Ferrara, Tipografia di Domenico Taddei, 1868, p. 189 (bibliografia di corredo)

Pauri G., I Lombardi-Solari e la scuola recanatese di scoltura (sec. XVI-XVII), Milano, Editori Alfieri & Lacroix, 1915, pp. 13-37 (bibliografia di corredo)

Venturi A., Storia dellʼarte italiana, X, La scultura del Cinquecento, 3 voll., Ulrico Hoepli Editore della Real Casa, Milano, 1935-1937, II (1936), pp. 683-715 (bibliografia di corredo)

Giannatiempo Lopez M., I Lombardi-Solari e la porta centrale di Loreto, in Le arti nelle Marche al tempo di Sisto V, catalogo della mostra (Ascoli Piceno, Palazzo dei Capitani del Popolo - Sala dei Mercatori, 13 giugno - 31 ottobre 1992), a cura di Dal Poggetto P. , Cinisello Balsamo 1992, pp. 219-226 (bibliografia di corredo)

Giannatiempo Lopez M., I bronzi lauretani di età sistina. Storia e restauro, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 1996, pp. 19-45 (bibliografia di corredo)

Zani V., Lombardo (Solari), Aurelio, in Dizionario biografico degli italiani, LXV, Istituto dellʼEnciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, Roma 2005, pp. 504-506

Zani V., Lombardo (Solari), Girolamo, in Dizionario biografico degli italiani, LXV, Istituto dellʼEnciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, Roma 2005, pp. 514-516

Annibali L., Aurelio, Girolamo e Ludovico Lombardi, fratelli scultori del Cinquecento, Tesi di laurea, Scuola Normale di Pisa, Corso di perfezionamento in Letteratura, Storia e Arte dell’Europa medioevale e moderna, a.a. 2022/2023, pp. 5-36, 211-244,