San Crescentino
(Vicenza, 1567 - Roma, 1611)
San Crescentino
1595-1597 (?)
bronzo, cm 96 × 36 × 37,5, inv. DE 192
già sulla sommità della colonna in via Vittorio Veneto (piazza Farina), Urbino
Crescentino è il santo protettore di Urbino che, secondo la tradizione, affrontò e sconfisse un drago simbolo del male e del peccato. L’opera si caratterizza per un’intensa vivacità di movimento che anticipa gli esiti della scultura barocca. È stata attribuita da una parte della critica a Camillo Mariani, scultore vicentino documentato alla corte di Francesco Maria II tra il 1595 e il 1597. Il bronzo fu donato dal cardinale Annibale Albani, il cui stemma è visibile sul piedistallo poligonale.
- Notizie storico-critiche
La statuetta di San Crescentino era collocata in uno slargo adiacente la grande piazza ducale, l'antica piazza Farina. La sistemazione pubblica avvenne nel 1737 su una colonna marmorea che poggiava su una grande ara cilindrica di età protoseveriana, probabilmente proveniente da Roma. Il mecenatismo della famiglia Albani riguardò anche Urbino, che fu oggetto di un progetto di riqualificazione e dove la famiglia trasferì parte delle collezioni di antichità, per saldare simbolicamente i due centri sotto la propria influenza. Lo scultore vicentino Camillo Mariani, a cui una parte della critica attribuisce l'opera, ha costituito un importante tramite tra la civiltà figurativa veneta e quella romana. Dalle informazioni biografiche, fornite da Giovanni Baglione, che conobbe personalmente l'artista, si apprende di una prima fase romana dello scultore, caratterizzata dal confronto incessante con i resti classici, che lo portò a maturare uno stile grandioso ed espressivo e ad avere la possibilità di lavorare nei cantieri papali. La presenza dell’artista nelle Marche si lega, invece, all'esecuzione di un gruppo di scimmie in bronzo commissionategli dal duca Francesco Maria II per decorare la fonte di Villa Miralfiore a Pesaro. A ciò può forse connettersi anche la realizzazione della statuetta di San Crescentio, che potrebbe essere giunto nelle mani degli Albani a causa della concessione in enfiteusi della Villa Miralfiore alla famiglia. Inoltre il medium artistico prescelto, il bronzo, richiama la predilezione che la famiglia Della Rovere nutriva per la produzione bronzistica fiorentina. La statuetta è percorsa da un dinamismo nervoso evidente nella tensione degli arti sospesi e sollevati per simulare il movimento drammatico dell’uccisione del drago. La formazione di Mariani come medaglista si riflette nell’ attenta riproduzione dell’armatura che indossa la figura: la tunica loricata del soldato è resa a basso rilievo e il cingulum, sorta di cintura di cuoio a cui spesso erano applicate placche ornamentali, restituisce un senso di pesantezza che però non impedisce alla veste sottostante di agitarsi nel movimento. A questo si contrappongono elementi ad alto rilievo come le ciocche ricciute che sporgono dall’elmo.evidente nella tensione degli arti sospesi e sollevati per simulare il movimento drammatico dell’uccisione del drago. La formazione di Mariani come medaglista si riflette nella capillare riproduzione di un’armatura romana:.la tunica loricata del soldato è resa a basso rilievo e il cingulum, sorta di cintura di cuoio a cui spesso erano applicate placche ornamentali, restituisce un senso di pesantezza che però non impedisce alla veste sottostante di agitarsi nel movimento. A questo si contrappongono elementi ad alto rilievo come le ciocche ricciute che sporgono dall’elmo.
- Esposizioni
L'arte di corte a Urbino e a Pesaro (dai Montefeltro ai Della Rovere), splendore del Rinascimento italiano
Giappone: musei di Gumna, Shimonoseki, Hiroshima, Shiga
2/10/1990-13/03/1991
- Bibliografia
Serra L., Il Palazzo ducale e la Galleria nazionale di Urbino, La libreria dello Stato, Roma 1930, p. 58
Fiocco G., Camillo Mariani, in “Le Arti”, 1940-1941, p. 80
Rotondi P., Guida del Palazzo ducale di Urbino e della Galleria nazionale delle Marche. Con un'appendice sugli altri monumenti della città, Istituto d'arte per la decorazione del libro, Urbino 1948, p. 142
Mazzini F., I mattoni e le pietre di Urbino, Argalia, Urbino 1982, p. 116
Vastano A., cat. 30, in L'arte di corte a Urbino e a Pesaro (dai Montefeltro ai Della Rovere) splendore del Rinascimento italiano, catalogo della mostra, (Takasaki, Gunma Prefectural Museum of Art et al., 02. ottobre -04 novembre 1990), Yomiuri Shimbun, Tokyo 1990, pp. 132-133, 182-183


