Ritratto di Ludovico Ariosto
Ritratto di Ludovico Ariosto
seconda metà del XVI secolo
marmo, cm 49 × 35, inv. S 148
arredo originario del Palazzo Ducale di Urbino
Negli ultimi anni la critica ha riconisciuto nel rilievo il ritratto di Torquato Tasso, forse per lo stretto rapporto di amicizia che legò Francesco Maria II della Rovere al poeta, ospite alla corte di Urbino tra il 1557 e il 1559 e poi nel 1574 e nel 1578. Per tale motivo si è anche pensato che l'opera fosse stata commissionata dal duca per celebrare l’amato poeta, forse dopo la sua morte. In realtà oggi si riconosce nel marmo il ritratto in età matura e con il capo cinto da una corona di alloro di Ludovico Ariosto, fino agli anni '30 dello scorso secolo murato nella stanza oggi anche conosciuta come Sala delle Udienze, un tempo chiamata Sala dell'Ariosto.
- Notizie storico-critiche
Di recente lo staff scientifico della Galleria Nazionale delle Marche è tornata a riconoscere nell’opera in marmo il ritratto in età matura, con il capo cinto di alloro, di Ludovico Ariosto, murato fino agli anni '30 del Novecento nella stanza oggi conosciuta come Sala delle Udienze, ma un tempo chiamata Sala dell'Ariosto, proprio per la presenza del rilievo in oggetto. Da tempo, però, la critica aveva riconosciuto nel rilievo il ritratto del letterato Torquato Tasso, per i noti rapporti che il poeta ebbe con i Della Rovere, la famiglia regnante nel Ducato di Urbino. Tali rapporti iniziarono tra il 1557 e il 1560, quando Tasso alloggia presso Guidobaldo II della Rovere, occasione in cui compie la sua prima vera esperienza di corte e ha per compagno di studi il figlio di Guidobaldo, Francesco Maria II della Rovere. Nel 1574 Tasso torna a Pesaro, presso lo stesso Francesco Maria, in veste di autore per la rappresentazione della favola pastorale “Aminta”, replicata a Fossombrone nella residenza del cardinale Giulio Della Rovere. A mediare questa seconda chiamata interviene Lucrezia D’Este, sposa di Francesco Maria, con cui Tasso avrà una relazione ambigua e turbolenta. Il rapporto tra Francesco Maria II e il poeta resterà per tutta la loro vita un rapporto fedele tra “principe” e “cortegiano”. La produzione letteraria e drammaturgica di Tasso trova nella politica austera e castigata di Francesco l’ambientazione ideale e, d’altra parte, Tasso vede in quella urbinate il modello assoluto di corte. Sebbene tali dinamiche convincano sul contesto di committenza e di esecuzione dell’opera, non vi sono documenti che possano accertarne la veridicità né per la cronologia né per la datazione. Tuttavia, le fattezze mature del personaggio hanno aiutato la critica a spostare la cronologia della realizzazione verso la fine del Cinquecento: Tasso, infatti, sembra più vecchio dell’età avuta nel suo ultimo soggiorno a Urbino e si potrebbe addirittura supporre che si tratti di un ritratto postumo, quindi successivo al 1595. Quest’ipotesi troverebbe conferma nel dato stilistico: siamo davanti ad un ritratto estremamente idealizzato, che per tipologia recupera la tradizione medaglistica romana e si riallaccia alla ritrattistica rinascimentale alla Piero della Francesca. Il ritratto è infatti scarno di dettagli esasperati: il poeta è vestito con un semplice farsetto tipico cinquecentesco, il fondo da cui emerge è piatto e i lineamenti puliti. Il profilo non lascia trasparire la tormentata psicologia dell’uomo, serve piuttosto a rendere senza tempo l’omaggio all’intellettuale. Infine, la corona d’alloro, come unico dettaglio decorativo, concorre all’idealizzazione del letterato tanto amato nella corte urbinate. Date queste premesse, Maria Giannatiermpo López ha avanzato cautamente il nome di un possibile autore, il vicentino Camillo Mariani, l’unico scultore documentato al servizio del duca di Urbino tra gli anni 1595 e 1596 (Lopez 2000, pp. 68- 70).
- Esposizioni
Gli ultimi Della Rovere. Il crepuscolo del Ducato di Urbino. In occasione di due importanti acquisti
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
2/04/2000-31/07/2000
I Della Rovere. Piero della Francesca, Raffaello, Tiziano
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
4/04/2004-3/11/2004
- Bibliografia
Giannatiempo López M., cat. 18 in Gli ultimi Della Rovere. Il crepuscolo del Ducato di Urbino. In occasione di due importanti acquisti, catalogo della mostra a cura di Dal Poggetto P., Montevecchi B., Quattroventi, Urbino2000, pp. 68-70
Dal Poggetto P., La Galleria nazionale delle Marche e le altre collezioni nel Palazzo ducale di Urbino, Urbino, Novamusa del Montefeltro; Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 2003, p. 216
Giannatiempo López M., cat. VIII.6 in I Della Rovere. Piero della Francesca, Raffaello, Tiziano, catalogo della mostra a cura di Dal Poggetto P., Electa, Milano 2004, p. 341
- Restauri
2000 — Conte, Marina


