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Tobiolo e l'arcangelo Raffaele

Giovanni Santi e bottega
(Colbordolo, prima del 1439? - Urbino, 1494)
Tobia e l’arcangelo Raffaele
1494-1495 ca.
tempera e olio su tela, cm 223,7 × 138,8 con cornice, inv. D 66
dalla cappella di San Sebastiano in San Francesco a Urbino

Questa tela e quella con san Rocco decoravano in origine le pareti laterali della cappella Buffi in San Francesco a Urbino, e in passato furono associate anche al giovane Raffaello perché non del tutto aderenti ai tardi modi del padre, che verosimilmente morì senza concluderle. I dipinti sono legati al tema del viaggio: a sinistra Tobia è guidato dall’arcangelo Raffaele nel suo rientro
verso casa dopo aver pescato il pesce per guarire il padre; a destra fa bella mostra San Rocco, il pellegrino per eccellenza, il cui profilo è ricalcato sul Solone dello studiolo del Duca di Montefeltro.

Notizie storico-critiche

In un paesaggio roccioso l'arcangelo Raffaele tiene per mano il piccolo Tobiolo, mentre con la sinistra gli indica la strada. L'angelo si è appena rivelato al ragazzo mostrandogli le ali, e sul capo ha un'aureola. Tobiolo è raffigurato di profilo, nell'atto di camminare, e regge con la mano destra il pesce che ha catturato per volere dell'arcangelo. Il dipinto proviene dalla chiesa di San Francesco ad Urbino, dove era esposto insieme alla pala Buffi e ad una tela raffigurante Tobiolo con l'arcangelo Raffaele, entrambe realizzate da Giovanni Santi alla fine del Quattrocento. Le posizioni di san Rocco e dell'arcangelo Raffaele sono chiaramente pensate in funzione di una sistemazione laterale, dal momento che entrambe le figure invitano l'osservatore a guardare qualcosa che era posto al centro. A ragion di ciò, alcuni studiosi ritengono che i tre dipinti siano stati concepiti per essere esposti insieme nella cappella votiva di San Sebastiano, oggi non più esistente, mentre altri vedono nelle tele con Tobiolo e l'angelo e il San Rocco due opere autonome e complementari tra loro (Varese 1999, p. 95).Le due tele sono sicuramente state eseguite qualche anno dopo la Pala Buffi, come testimoniano lo stile e l'uso del supporto "a spina di pesce", in uso nell'ultimo decennio del Quattrocento. Dal punto di vista stilistico la monumentalità e la qualità delle figure rimandano alla Visitazione realizzata da Santi per la chiesa di Santa Maria Nuova a Fano (1490 ca.). Da un punto di vista stilistico la monumentalità delle figure e l'uso di un prototipo aulico per l'arcangelo accomunano la tela alla Visitazione realizzata da Santi per la chiesa di Santa Maria Nuova a Fano. La figura di Raffaele ricorda la musa Clio, sempre del Santi (Firenze, Palazzo Corsini). Le scelte cromatiche rimandano invece alle influenze fiamminghe, sebbene lo stile denunci la novità e la modernità del pittore.

Esposizioni

Mostra di Melozzo e del Quattrocento romagnolo

Forlì: Palazzo dei Musei

giugno-ottobre 1938

Restauri nelle Marche

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

28/06/1973-30/09/1973

L'arte di corte a Urbino e a Pesaro (dai Montefeltro ai Della Rovere), splendore del Rinascimento italiano

Giappone: musei di Gumna, Shimonoseki, Hiroshima, Shiga

2/10/1990-13/03/1991

Giovanni Santi. "Da poi...me dette alla mirabile arte de pictura"

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

30/11/2018-17/03/2019

Arte liberata. Capolavori salvati dalla guerra, 1937-1947

Roma: Scuderie del Quirinale

16/12/2022-10/04/2023

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Restauri

2018