Madonna con Bambino e i santi Giovannino e Caterina d'Alessandria
(Sassoferrato, 1470 ca. - Cupramontana, 1540 ca.)
Madonna col Bambino e i santi Giovannino e Caterina d’Alessandria
1522
olio su tavola, cm 212 × 218 × 11 con cornice, inv. D 28
iscrizioni: petrus paulus agabitj sax/ feratensis pinsit/ Anno Domini 1522 mensis fe/ bruarij (nel cartiglio dell’alzata del trono)
nella Galleria Nazionale delle Marche dal 1996; dalla chiesa di San Francesco di Corinaldo
Agabiti si formò nell’ambito di Cima da Conegliano nell’ultimo decennio del Quattrocento: la luce calda e intensa di questa tavola, infatti, testimonia ancora le esperienze del soggiorno giovanile a Venezia, a cui rimase fedele tutta la vita. Rientrò in patria verso il 1502 e iniziò una produttiva carriera aggiornandosi sulle opere alla veneta di Marco Palmezzano e del tardo Giovanni Bellini. L’artista si applicò anche alla terracotta, di cui sopravvivono alcune sculture a Sassoferrato e dintorni.
- Notizie storico-critiche
La Madonna, seduta in trono, è intenta nella lettura mentre con la mano destra sostiene il braccio di Gesù Bambino seduto ai suoi piedi. Gesù accarezza un uccellino mentre il piccolo San Giovanni, collocato sulla sinistra, lo guarda. Alla destra del trono è raffigurata Santa Caterina d'Alessandria stante, appoggiata alla ruota, suo attributo. Il dipinto costituisce una delle opere più significative della maturità dell’artista che rimane “nostalgicamente legato ad una visione arcaizzante, con figure immobili e plasticamente costruite” (Montevecchi 1997, p. 9) desunte da un’interpretazione personale di Cima da Conegliano, unita alla conoscenza dei modi del Crivelli, da cui riprende le composizioni di fiori e frutta del trono. L’attività di architetto e plastificatore di Agabiti, nonché forse di xilografo (id, p. 10) spiegano alcuni dei caratteri della sua opera, in particolare la brillantezza dei colori e il grafismo minuzioso di elementi come il cartiglio scorciato alla base del trono. Il dipinto, menzionato nella chiesa di San Francesco a Corinaldo (Ricci 1834, p. 137; Anselmi 1905, p. 22), venne reso noto dal Pallucchini su segnalazione dell’allora proprietario dell’opera George Encil (Pallucchini 1968, p. 213). Secondo Mambelli l’opera fu in precedenza parte della collezione di Giacomo Ranghiasci e rimasta invenduta nel 1882, entrò nella collezione Caccialupi di Macerata e poi nella raccolta del Reverendo Robert J. Envin (Mambelli 2012, p. 291). Conservato nella collezione privata di Montréal dagli anni Sessanta, venne acquistato dallo stato per la Galleria Nazionale delle Marche nel 1996 (Montevecchi 1997, pp. 9-10).
- Bibliografia
Ricci A., Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona, II, Tip. di Alessandro Mancini, Macerata 1834, p. 137
Anselmi A., Miscellanea storico-artistica di Sassoferrato e dintorni: nuovi studi e indagini archivistiche dal 1885 al 1905 con illustrazioni, Tip. Domenicana, Firenze 1905, pp. 15-23
Serra L., L’Arte nelle Marche, II, Evaristo Armani, Roma 1934, p. 414
Galetti V., Camesasca E., ad vocem in Enciclopedia della pittura italiana, I, Garzanti, Milano 1950, p. 9
Zampetti P., ad vocem in Dizionario bibliografico degli italiani, I, Teccani, Roma 1960, p. 358
Pallucchini R., La pala dell’Agabiti in San Francesco di Corinaldo, in Festschrift Ulrich Middeldorf, a cura di Kosegarten A. und Tigler P., W. de Gruyter, Berlin 1968, 2 voll., I, pp. 213-217
Comai G., Pietro Paolo Agabiti, Istituto di studi piceni, Sassoferrato 1971, pp. 87-89
Salvadori S., Pietro Paolo Agabiti, in Lorenzo Lotto nelle Marche. il suo tempo, il suo influsso, catalogo a cura di Dal Poggetto P., Zampetti P., Ancona, Chiesa del Gesù; Chiesa di San Francesco delle Scale; Loggia dei Mercanti, 4 luglio - 11 ottobre 1981), Centro Di, Firenze 1981, pp. 132-134
Parronchi A., Lo xilografo della Hypnerotomachia Poliphili. Pietro Paolo Agabiti?, in "Prospettiva", 33-36, 1983-1984, pp. 101-111
Claudi G.M., Catri L., ad vocem in Dizionario Storico-Biografico dei marchigiani, Il lavoro editoriale, Ancona 1992, pp. 22-23
Montevecchi B., in Acquisti, donazioni, restauri, a cura di Dal Poggetto P., Fondazione cassa di risparmio, Pesaro 1997, pp. 9-10
Dal Poggetto P., La Galleria Nazionale delle Marche e le altre Collezioni nel Palazzo Ducale di Urbino, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Urbino 2003, p. 193
Barucca G., Dal XVI al XVIII secolo. Le arti figurative a Corinaldo, in Corinaldo. Storia di una terra marchigiana. Territorio, cultura, vita cittadina, a cura di Ciceroni F., IV, Il lavoro editoriale, Ancona 2010, pp. 163-271, in part. pp. 167-169
Mambelli F., Il museo disperso dei Ranghiaschi nell’Inventario del 1877: premesse all’edizione critica, in ll Museo di Gubbio. Memoria e identità civica, 1909-2009, atti del Convegno di studio a cura di Castelli P. Geruzzi S. (Gubbio, 26-28 novembre 2009), Serra, Roma 2012, p. 291
Dal Poggetto P., Guida alla Galleria Nazionale delle Marche nel Palazzo Ducale di Urbino, Roma 2013, p. 54
Delpriori A., Dal Veneto alle Marche, il percorso isolato di Pietro Paolo Agabiti, in Il Rinascimento a Sassoferrato. Pietro Paolo Agabiti scultore e pittore al tempo dei Della Robbia e Raffaello, catalogo della mostra a cura di Delpriori A., Panetti L., (Sassoferrato, 21 luglio - 11 novembre 2021), Tipografia Garofoli, Sassoferrato 2021, pp. 13-43, in part. p. 34, 42 nota 69
- Restauri
1965 — Hajsinek, Josef


