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crocifissione di Cristo

Giovanni di Piermatteo Boccati
(Camerino, 1409 - 1486/1487)
Crocifissione di Cristo
1445-1447 ca.
tavola, cm 37 × 27 × 4, inv. D 5
nella Galleria Nazionale delle Marche dal 1987; Collezione Cini, Venezia

La tavola mostra le tre croci sul Golgota e nello sfondo un litorale, Gerusalemme e montagne innevate, descritti con grande precisione e interesse per la pittura fiamminga nella visione ‘a volo d’uccello’. Il dipinto, di devozione privata, risale agli anni giovanili di Boccati. Le lamine metalliche, cadute dalle armature, sono ben conservate nella bardatura del cavallo in primo piano, nelle aureole e nei cimieri. Il simbolo dello scorpione nero dell’antigiudaismo rimarca la condanna a morte di Gesù per mano dei Giudei.

Notizie storico-critiche

"La tavola proveniente dalla Collezione Cini di Venezia, è stata acquistata nel 1987 dallo Stato mostra la tre croci sul Golgota con un’apertura verso il litorale Adriatico, la città di Gerusalemme sullo sfondo destro e montagne innevate sullo sfondo sinistro. Destinata alla devozione privata, la tavola era stata realizzata durante gli anni giovanili di Boccati vissuti tra Firenze e Perugia, come dimostra l’uso goticizzante dell’oro, desunto dalla lezione di Gentile da Fabriano, steso a lamina e a missione per dare risalto alle superfici, alle bardature dei cavalli e alle armature. L’oro e l’argento (annerito) sulle armature è caduto copiosamente, è ben conservato invece sulla bardatura del cavallo bianco in primo piano, sulle aureole e sugli ornamenti a foggia di drago posti sopra gli elmi (cimieri). Presente il simbolo dello scorpione nero dell’antigiudaismo, per rimarcare la condanna a morte di Gesù per mano dei Giudei e creare un forte impatto empatico. Come notato già da Federico Zuccari la singolarità della scena è la visione ‘a volo d’uccello’, desunta probabilmente dall’insegnamento di Jan van Eyck acquisito attraverso la lezione di Domenico Veneziano. La narrazione dell’istoria rappresenta inoltre una rarità, poiché la tavola rappresenta una scena indipendente dal resto della predella. I corpi nudi di Gesù e dei due ladroni sono modellati e fusi nella cera. La cura per l’ambientazione paesaggista si evince da elementi come le rocce magmatiche, che sembrano il risultato di un’eruzione e dal sentiero ghiaioso in primo piano. Sul retro è presente un’antica indicazione inventariale (405) e il supporto si mostra rastremato su tutti i lati per accogliere l’originaria cornice. Non è da escludere l’ipotesi secondo la quale la tavoletta facesse parte di un dittico, integrato da una Madonna con il Bambino, al momento però non rinvenuta. La scena presenta elementi comuni e simili alla Crocifissione coeva della Ca’ d’Oro di Venezia, compromessa però da ampie lacune pittoriche."

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Bibliografia

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