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GNDM

cena della Sacra Famiglia

Pittore emiliano
Cena della Sacra Famiglia
1650 ca.
olio su tela, cm 96 × 134, inv. D 113
Donazione Volponi 1991

Il dipinto rappresenta un passo del vangelo apocrifo dello Pseudo Matteo. La Sacra Famiglia è raffigurata in un momento di intimità domestica, raccolta intorno alla tavola su cui poggiano le umili stoviglie e il cibo. L’anonimo artista concepisce una scena dal severo impianto compositivo con un fondo scuro, da cui emerge la luminosa figura di Cristo adolescente con la veste rossa e la fulva chioma. Questa particolare iconografia compare raramente nella pittura del Seicento ed è circoscritta all’area emiliana.

Notizie storico-critiche

La tela rappresenta la Sacra Famiglia che siede a tavola. Al centro si trova Gesù giovinetto, vestito di una tunica rossa, in atto di benedire il cibo. San Giuseppe si trova alla sua destra e sembra osservare Maria, che gli è di fronte con le mani giunte in segno di preghiera; sulle gambe di entrambi è aperta una tovaglietta. La mensa è sobria: su una tovaglia bianca, di cui s’intravede la trama, sono dipinti minuziosamente una brocca e un bicchiere, piatti, coltelli, alcuni pezzi di pane e quello che sembrerebbe un basso calice. Le tre figure sono voluminose e solenni; Maria e Giuseppe siedono su panchette di legno, ma solo quella di quest’ultimo è ben visibile rispetto allo sfondo scuro. Si tratta di un'opera di cui è ignota la provenienza originaria, e che è rimasta inedita fino al 1991, quando venne studiata dall’Arcangeli, in seguito al suo passaggio alla Galleria Nazionale delle Marche dalla collezione Volponi (prima donazione Volponi, effettuata da Paolo Volponi in memoria del figlio Roberto). Si tratta di una rara rappresentazione su tela di un’iconografia poco comune, le cui radici vengono identificate dallo stesso Arcangeli nei Vangeli apocrifi (Pseudo Matteo, XLII, 2); le sue premesse vengono rinvenute in un disegno di Ludovico Carracci dei primi anni del Seicento, e in un’incisione di Jacques Callot databile alla fine degli anni Venti. Arcangeli prova ad individuare l’ambito di provenienza dell’opera, definita di un “caravaggismo arcaizzante”, nel contesto emilianoriminese; nonostante noti un avvicinamento alle opere del cesenate Cristoforo Serra, non ritiene tuttavia possibile attribuirgli l’opera.

Esposizioni

Le due Donazioni Volponi alla Galleria Nazionale delle Marche a Urbino

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

10/05/2003

Alla mensa del Signore. Capolavori dell'arte europea da Raffaello a Tiepolo

Ancona: Mole Vanvitelliana

2/09/2011-8/01/2012

Paolo Volponi collezionista

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

2024

Bibliografia

Arcangeli L., La donazione Volponi alla Galleria nazionale delle Marche, APSA, Urbino 1992, pp. 49-53

Arcangeli L., Le due donazioni Volponi alla Galleria nazionale delle Marche a Urbino, catalogo a cura di Dal Poggetto P., Quattroventi, Urbino 2003, pp.81-83

Dal Poggetto P., La Galleria nazionale delle Marche e le altre collezioni nel Palazzo ducale di Urbino, Istituto poligrafico e zecca dello Stato Novamusa del Montefeltro, Roma 2003, pag. 252

Fucili A., Iconografie eucaristiche. Testimonianze dall'Arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado. Congresso Eucaristico Diocesano. Urbino 10-17 aprile 2005, Urbino, Arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado 2005, pag. 89

Marchi A., Alla mensa del Signore. Capolavori dell'arte europea da Raffaello a Tiepolo, catalogo a cura di Morello G., U. Allemandi, Torino 2011, pag. 206

Paolo Volponi collezionista, catalogo a cura di Gallo L., Russo G., Genova, Sagep, Galleria nazionale delle Marche, Urbino 2024, p. 30

Restauri

2003 — Bacchiocca, Isidoro