La carità di Sant'Elisabetta d'Ungheria
(Modena, 1578 - Parma, 1615)
La carità di Sant’Elisabetta d’Ungheria
1590-1610
olio su tela, cm 188 × 126, inv. D 298
Donazione Volponi 2003
Formatosi probabilmente a Parma, tra i pittori della corte dei Farnese alla fine del Cinquecento, Bartolomeo Schedoni fu artista fondamentale per la svolta barocca in Emilia. In contatto con il grande classicismo dei Carracci, recepì da subito la lezione naturalistica di Caravaggio, come si vede anche in questa tela. Le ombre e le luci contrastate risaltano i panneggi e fanno emergere le figure dal fondo. Il dipinto è una replica, senz’altro autografa, di un suo celebre dipinto fatto per i Farnese e ora nel Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli.
- Notizie storico-critiche
L’opera è una replica del celebre dipinto custodito nel Museo di Capodimonte. La tela raffigura Santa Elisabetta di profilo mentre offre il pane ai bisognosi, la cui povertà è resa evidente dai dettagli delle vesti stracciate del giovane che riceve il pane e del ragazzo cieco, rivolto verso lo spettatore. Anche il bambino posizionato di fronte alla santa guarda direttamente l’osservatore, creando un intenso coinvolgimento emotivo. La storia conservativa dell'originale è stata ricostruita per mezzo di numerosi dati inventariali che consentono di ripercorrerne gli spostamenti, dalla guardaroba di Ranuccio Farnese nel 1611 all’attuale collocazione (De Castris P. - Urtili M. 1994, pp. 148-250). La Carità è considerata tra i capolavori del maestro emiliano, artista in contatto con il grande classicismo dei Carracci e fedele estimatore del naturalismo caravaggesco. Le numerose copie che si conservano in diversi musei italiani ne dimostrano l’ampio seguito, come la replica conservata presso alla Galleria Nazionale di Parma (Schianchi 1999, p. 36). La versione Volponi si distingue principalmente per alcune modifiche nella figura del bambino in primo piano: i capelli sono bruni e privi di riccioli, a differenza del prototipo di Capodimonte dove sono biondi e ricci. Inoltre, questa variante assume un tono più narrativo rispetto a quello moralistico della prima versione (Bentini 2003, pp. 20-21). Tra le altre copie note si ricordano quella conservata a Isola Bella di Stresa, la versione di San Pietroburgo nel Castello di Pavlovsk e alcune appartenenti a collezioni private (id.). Questa versione della Carità di Sant'Elisabetta confluisce nella Galleria Nazionale delle Marche nel 2003, come parte della seconda donazione Volponi, a ricordo dello scrittore urbinate, voluta dalla moglie Giovina Jannello e dalla figlia Caterina Volponi.
- Esposizioni
Le due Donazioni Volponi alla Galleria Nazionale delle Marche a Urbino
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
10/05/2003
Paolo Volponi collezionista
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
2024
- Bibliografia
Moschini V., Schedoni, in L'arte, XXX, III-IV, Danesi, Roma 1927, p. 121
Calalli G.C., in Maestri della pittura del Seicento emiliano. 26 aprile-5 luglio 1959, Bologna, Palazzo dell'Archiginnasio, catalogo della mostra a cura di Arcangeli F., Alfa, Bologna 1959, p. 207
Dizionario enciclopedico dei pittori e degli incisori italiani. Dall'11. al 20. secolo, Giulio Bolaffi, Torino 1975, X, pp. 214-215
Nell'età di Correggio e dei Carracci. Pittura in Emilia dei secoli 16. e 17. Bologna, Pinacoteca nazionale e Accademia di belle arti, Museo civico archeologico, 10 settembre-10 novembre 1986, Giulio Bolaffi, Bologna 1986, pp. 526-529
Miller D.C., Drawings by Bartolomeo Schedoni. Addenda in Master Drawings. Essays in memory of Jacob Bean (1923-1992), Master drawings, New York 1993, XXXI, 4, pp. 421-422
De Castris P., Urtili M., La Collezione Farnese. Museo e gallerie nazionali di Capodimonte. La Collezione Farnese. Museo e gallerie nazionali di Capodimonte, I, Napoli 1994, pp. 248-251
Utili M., La scuola emiliana. I dipinti. I disegni, in I Farnese. Arte e collezionismo, a cura di Bile U., Electa, Napoli 1995, pp. 106-108, 310
Crispo A., La Carità rappresentata. Ranuccio Farnese, i Cappuccini e Bartolomeo Schedoni, in Parma per l'arte. Rivista semestrale d'arte e cultura fondata da Giovanni Copertini nel 1951, PPS, Parma 1998, IV, I, pp. 29 e ss.
Bartolomeo Schedoni. Pittore Emiliano, Modena 1578 Parma 1615, a cura di Dallasta F., Cecchinelli D., Fondazione Monte di Parma, Parma 1999 (bibliografia di corredo)
Fornari Schianchi L., Il Seicento, in Galleria nazionale di Parma. Catalogo delle opere, Milano, F. M. Ricci, 1999, III, p. 36
Bartolomeo Schedoni (1578-1615), a cura di Negro E., Roio N., Artioli, Modena 2000 (bibliografia di corredo)
Bartolomeo Schedoni a Parma, 1607-1615. Pittura e controriforma alla corte di Ranuccio 1. Farnese, TLC, Colorno 2002 (bibliografia di corredo)
Bentini J., Le due donazioni Volponi alla Galleria nazionale delle Marche a Urbino, catalogo della mostra a cura di Dal Poggetto P., Quattroventi, Urbino 2003, pp. 19-21
Ferriani D., Parma. Grazia e affetti, natura e artificio. Protagonisti dell'arte da Correggio a Lanfranco, catalogo della mostra a cura di Takanashi M., The Yomiuri Shimbun, Tokyo 2007, II, pp. 93-94
Paolo Volponi collezionista, catalogo della mostra a cura di Gallo L., Russo G., Genova, Sagep; Galleria nazionale delle Marche, Urbino 2024, p. 37
- Restauri
2003 — Bacchiocca, Isidoro


