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GNDM

martirio di San Sebastiano

Giovanni Francesco Barbieri, detto “Guercino”
(Cento [FE], 1591 - Bologna 1666)
San Sebastiano
1619 ca.
olio su tela, cm 122 × 102, inv. D 293
Donazione Volponi 2003

L’opera, data a Guercino da Denis Mahon, fu eseguita al termine della fase giovanile dell’artista, prima della partenza per Roma. Il santo, accasciato a terra e legato a un tronco, dimostra gli alti progressi raggiunti dal Guercino nel disegnare dal vero all’Accademia del nudo, fondata da lui a Cento nel 1616. Il malinconico paesaggio avvicina la tela ad altri capolavori del pittore dello stesso periodo, come Et in Arcadia ego (Gallerie Nazionali Barberini Corsini, Roma).

Notizie storico-critiche

Con questa tela l’artista propone un’iconografia inusuale, abbandonando la tradizionale immagine del martire cristiano stante, trafitto dalle frecce. Mostra, invece, l'esecuzione del martirio già avvenuta e la resa dell’uomo privo di forze: il santo è seduto a terra, con il capo reclinato e lo sguardo rivolto al cielo. Il corpo è trafitto da una freccia e il santo sta esalando il suo ultimo respiro. Il cielo plumbeo è rischiarato da una luce radente all'orizzonte dove si vedono un muro e una torre. Il dipinto è stato attribuito al Guercino da Denis Mahon nel 1969, quando lo analizzò direttamente nella raccolta Volponi, insieme ai professori Cesare Gnudi e Andrea Emiliani (Strinati, Dal Poggetto 2003, p. 22). I tre studiosi concordarono nel datare l'opera intorno al 1619, al culmine del periodo giovanile dell'artista, prima di partire per Roma nel 1621. Il dipinto non fu però inserito nei successivi repertori dell’artista fino alla sua recente riassegnazione del 2003. Si creò a lungo incertezza sulla paternità dell’invenzione, assegnata al Guercino o a Bartolomeo Schedoni, che si risolse nell’attribuzione convinta al maestro centese (Iseppi 2023, p. 120). La tela Volponi è accostabile ad altri dipinti dello stesso periodo, come il San Sebastiano curato dagli angeli (Cambridge, FitzwilliamMuseum, 1617), La Visione di San Girolamo (Parigi, Louvre, 1619-1620) e Elia nutrito dai corvi (Londra, National Gallery, 1620). Tutte le opere sono caratterizzate dalle ricerche e dagli approfondimenti nel disegnare su modello dal vivo, che il Guercino stava affrontando presso la casa Fabri all’Accademia del Nudo, da lui stesso fondata nel 1616 a Cento (Strinati, Dal Poggetto 2003, pp. 22-24). Ad avvallare la datazione è anche la presenza di un nuovo concetto di paesaggio sul fondo che contraddistingue le opere del Guercino dopo il suo viaggio a Venezia del 1618, dove conosce e ammira i dipinti di Domenico Fetti. Inoltre, il paesaggio presenta delle reminiscenze agli scorci ferraresi dello Scarsellino e alle nature di Dosso Dossi. Sono assenti i dati sulla genesi e la storia collezionistica di questo dipinto, tuttavia, la presenza della stampa di Bartolomeo Pinelli con la dedica a Ludovico Altieri, cameriere segreto di papa Leone XII, permette di ipotizzare la presenza del dipinto a Roma all’ inizio dell’Ottocento (Stone D.M. 214 p. 98). Sebbene trascurata dalla storia collezionistica, l’opera presenta due repliche, conservate rispettivamente presso il Musée des Beux-Arts di Digione e in collezione privata, attribuite a Bartolomeo Schedoni (Negro, Roio 2000, p. 86). Il dipinto è uno dei pezzi di maggior rilievo di un nucleo di opere seicentesche donate nel 2003 alla Galleria Nazionale delle Marche dalle eredi di Paolo Volponi, la vedova Giovina e la figlia Caterina, in ricordo dello scrittore urbinate. Queste opere vanno ad aggiungersi a una prima donazione effettuata nel 1991 dallo stesso Volponi, in memoria del figlio Roberto tragicamente scomparso nel 1989.

Esposizioni

Le due Donazioni Volponi alla Galleria Nazionale delle Marche a Urbino

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

10/05/2003

San Sebastiano. Bellezza e integrità nell'arte tra Quattrocento e Seicento

San Secondo di Pinerolo: Castello di Miradolo

4/10/2014-8/03/2015

Paolo Volponi collezionista

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

2024

Guercino nello studio

Bologna: Pinacoteca Nazionale di Bologna

28/10/2023-11/10/2024

Bibliografia

Negro R., Roio N., cat. 31.2, in Bartolomeo Schedoni (1578-1615), Artioli, Modena 2000, p. 86 (bibliografia di confronto)

Strinati C., Dal Poggetto P., cat. 2 in Le due donazioni Volponi alla Galleria Nazionale delle Marche a Urbino, catalogo della mostra a cura di Dal Poggetto P., Quattroventi, Urbino 2003, pp. 22-24

Barucca G., Galleria Nazionale delle Marche, a cura di Greco G., Electa, Milano 2005, p. 141

Stone M.D., cat. 21, in San Sebastiano. Bellezza e integrità nell'arte tra Quattrocento e Seicento, catalogo della mostra a cura di Sgarbi V., Skira, Milano 2014, pp. 98-99

Turner N., in The paintings of Guercino. A revised and expanded catalogue raisonné, Ugo Bozzi Editore, Roma 2017, p. 299

Stone M.D., Up for attribution: Guercino "trial's versions" and a new catalogue reisonné, in The Burlington Magazine, 161, 2019, p. 211

Paolo Volponi collezionista, catalogo della mostra a cura di Gallo L., Russo G., Urbino, Galleria nazionale delle Marche, Sagep, Genova 2024, p. 36

Iseppi G., in Guercino nello studio, catalogo della mostra a cura di Ghelfi B., Morselli R., Cimorelli D., Milano 2023, pp. 120-121.

Restauri

2003 — Bacchiocca, Isidoro