storie di Enea
(Cortona, 1597 - Roma, 1669)
Disegni con Storie di Enea tratti dagli affreschi di Pietro da Cortona (1651-1654), Roma, Ambasciata del Brasile (Galleria di Palazzo Pamphilj)
Concilio degli dei (dalla volta centrale della Galleria Pamphilj)
post 1654?
inchiostro e tempera su carta, cm 69 × 77, s.i.
iscrizione: “copia che viene da Pietro da Cortona" (sulla fodera originale)
Si tratta di tre disegni a inchiostro e tempera che fedelmente rappresentano gli affreschi della volta della Galleria di Palazzo Pamphilj a Piazza Navona, la cui decorazione con le “Storie di Enea” spetta a Pietro da Cortona ed è formata da nove episodi principali e quattro più piccoli, raffigurati all’interno di medaglioni. Il Berrettini vi lavorò dal 1651 al 1654, per glorificare le virtù e le gesta di papa Innocenzo X Pamphilj. Non si conosce la paternità dei disegni, ma non dovrebbe trattarsi del maestro cortonese, data una certa grossolanità nella realizzazione dei volti, delle espressioni e delle pose.
- Notizie storico-critiche
Questi disegni sono copie fedeli degli affreschi di Pietro da Cortona che ornano la Galleria di Palazzo Pamphilj in piazza Navona a Roma (1651 1654), ospitante attualmente l’Ambasciata del Brasile. Raffigurano le tre volte in cui è suddvisa la rappresentazione, incentrata sulle Sto rie di Enea, scelte per glorificare le virtù e le ge sta di papa Innocenzo X Pamphilj (1644-1655), che in quegli anni stava facendo rinnovare la dimora della propria famiglia. Per la Galleria fu rono scelti nove episodi principali e quattro più piccoli, raffigurati dentro medaglioni monocromi a livello della cornice, relativi alle vicende di Enea dall’arrivo nel Lazio alla fondazione di Roma. John Beldon Scott ha individuato un manoscritto anonimo nell’Archivio Pamphilj che narra accuratamente ogni evento raffigurato, probabile traccia scritta per gli affreschi (Beldon Scott 1997, p. 91). Seguendo il senso di lettura degli affreschi, nel primo disegno che rappresenta la prima volta della Galleria, vediamo nell’ovato Giunone che prega Eolo di impedire con una tempesta l’avanzata dei troiani; a destra, Nettuno placa la bufera permettendo il passaggio sicuro di Enea, il quale, sulla sinistra del disegno, scende agli Inferi con in mano un ramo d’ulivo (emblema dei Pamphilj), dove incontra il padre Anchise; in seguito approda alle foci del Tevere. Da qui, semanticamente, si passa al terzo disegno, che rappresenta la terza volta della Galleria, dove, sul lato destro, Enea si reca al cospetto del re Evandro nel Lazio, sempre con un ramo di ulivo in mano, gesto riconosciuto dal figlio di Evandro, Pallante, come segno di pace; nell’ovato centrale Venere chiede a Vulcano di forgiare armi per suo figlio per combattere le azioni ostili di Giunone. Da qui si passa al secondo disegno e alla seconda volta affrescata, dove si sta svolgendo il concilio degli dèi, in cui Venere supplica Giove di impedire a Giunone di agire contro il proprio figlio ed egli risponde con un gesto imperativo di assenso. La personificazione della Giustizia, al centro, guiderà simbolicamente l’epilogo della vicenda: tornando al terzo disegno (e alla terza volta), infatti, sul lato sinistro si colloca la morte di Turno, che aveva ucciso Pallante, a opera di Enea, cosicché niente ostacolerà più la fondazione di Roma da parte dell’eroe troiano (Leone 2008, p. 270). Molti critici hanno formulato interpretazioni relative al significato degli affreschi, che qui non è possibile ripercorrere. In generale, la tesi più antica, formulata da Preimesberger nel 1976, è incentrata sulla figura chiave della Giustizia, interpretata come Divina Provvidenza, e basata sulla lettura allegorica dei tre simboli dei Pamphilj (gigli, colomba e ramo d’ulivo): il critico vede nella vicenda di Enea, cui si deve la fondazione di Roma, la base per la futura istituzione della civiltà occidentale e, soprattutto, cristiana (Beldon Scott 1997, p. 90).Secondo Beldon Scott, invece, il tema sarebbe legato alla Giustizia Divina e in particolare all’istituzione della “Giustizia” nel mondo, coincidente con la fondazione di Roma a opera di Enea, con l’evidente intenzione di associare Innocenzo X e la sua famiglia a tale concetto (Beldon Scott 1997, pp. 91-92, con bibliografia precedente; per un’ulteriore interpretazione Fehrenbach 1997, con bibliografia precedente).I disegni (su cui si vedano le schede ICCD D1100263715,-3716,-3717) furono probabilmente realizzati una volta che la commissione per i Pamphilj fu terminata (1654): pur mostrando una sinuosità e una piacevolezza della linea, che in certi punti richiamano Pietro da Cortona come nella scena con Nettuno e in alcuni Ignudi della cornice, e anche un’accuratezza nella riproduzione dei particolari delle scene affrescate, è presente una certa grossolanità nella realizzazione dei volti, delle espressioni e delle pose, che porta a escludere la paternità del grande pittore, trattandosi probabilmente di un’opera eseguita all’interno della sua bottega. [testo di Valentina Catalucci, tratto da “L’altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche”, cit., pp. 116-117]
- Esposizioni
"L'altra collezione : storie e opere dai depositi della Galleria nazionale delle Marche"
Galleria Nazionale delle Marche
5/10/2023-5/05/2024
- Bibliografia
Redig De Campos D., Palazzo Pamphilj. La decorazione pittorica, AAVV., Piazza Navona. Isola dei Pamphilj, Spinosi, Roma 1970, pp. 157-192.
Preimesberger R., Pontifex Romanus per Aeneam Praesignatus. Die Galleria Pamphilo und ihre Fresken, in “Römisches Jahrbuch für Kunstgeschichte, XVI, 1976, pp. 221-288.
Beldon Scott J., Strumento di potere: Pietro da Cortona tra Barberini e Pamphilj, in Pietro da Cortona 1597-1669, catalogo della mostra, a cura di Lo Bianco A., (Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, 31 ottobre 1997 – 10 febbraio 19), Electa, Milano, pp. 87-98.
Fehrenbach F., Provvidenza intricata. Riflessioni sulla Galleria Pamphilj, in Pietro da Cortona, Atti del convegno internazionale, a cura di. Frommel C.L e Schütze S., (Roma-Firenze, 12-15 novembre 1997), Electa, Milano, pp. 108-115.
Leone S., The palazzo Pamphilj in Piazza Navona: constructing identity in early modern Rome, Miller, London 2008, pp. 267-272 (con bibliografia precedente).
Catalucci V., catt. 25-27, in L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della galleria Nazionale delle Marche, catalogo della mostra a cura di Gallo L., Bernardini A., Catalucci V (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche, 5 ottobre 2023 - 5 maggio 2024), Electa, Milano 2024, pp. 116-117.


