Ritratto di dama anziana
Portrait of an elderly Gentlewoman
1590-1600
oil on canvas, cm 51 × 37, inv. D 108
Volponi donation 1991
The elderly gentlewoman faces the viewer, turned three–quarters. She wears a black dress and a white ruff in the Spanish fashion, and on her head she wears a linen cap adorned with fine lace embroidery. The type of portrait and the clothing suggest a date in the last decade of the 16th century. The descriptive precision of the faded features contributes to assigning the work to a painter sensitive to Flemish naturalism, perhaps active in the sphere of reformed Tuscan Mannerism.
- Historical and critical notes
Il ritratto che emerge da un fondo scuro rappresenta il volto di un’anziana dama voltata di tre quarti che si pone di fronte al riguardante con un atteggiamento impenetrabile e severo, ma non del tutto distaccato, espresso dai grandi occhi che conservano ancora un baluginio di vivacità, in contrasto con le labbra sottili e serrate. Il volto segaligno lascia intravedere una forte tensione interiore anche in virtù del registro cromatico adottato dall'artista. L’abbigliamento della donna ha la severità tipica della moda spagnola. La gorgiera, il colore nero, tutto rimanda ad un clima di voluta austerità. Tuttavia, la dimensione spirituale del dipinto manifesta diversi dettagli ricercati, come i barangoni appena visibili, la stola bigia tessuta ad increspo, probabilmente in velluto, la cuffia con banda di leggerissima mussolina impreziosita da un bordo di finissimo merletto appuntato da un piccolo monile di fattura molto semplice. L'attribuzione alla scuola di Bartolomeo Passarotti può risultare fondata dalla comparazione con i ritratti realizzati dall'artista, che utilizza la lenticolare attenzione verso particolari fisiognomici unita alla resa materica relativamente alla descrizione dell'abbigliamento, tratti questi che lo accomunano alla pittura fiamminga a cui il pittore spesso si ispirava. Il dipinto risulta presente fino al 1924 presso Palazzo Tozzoni ad Imola, menzionato come "Ritratto di gentildonna", quando è fotografato da Angelo Mazza in una stanza del palazzo imolese (Ghirardi 2003, p. 67). Successivamente passa nella collezione Serristori di Firenze, grazie alla rete di rapporti che la famiglia intreccia con importanti famiglie: in particolare è Sofia Serristori Tozzoni a portare a Firenze molti dipinti di famiglia. A questo proposito le ultime notizie del dipinto risalgono precisamente ad un'asta tenutasi a palazzo Serristori dalla Società Sotheby Parke Bennet Italia (Sotheby Parke Bernet 1977, p. 75), con sede a Firenze, nel maggio 1977. Nel catalogo il dipinto è attribuito alla scuola di Bartolomeo Passarotti. E' assai probabile che il quadro sia stato acquistato in questa occasione da Paolo Volponi per incrementare la sua famosa collezione. A tal proposito va ricordato che la collezione Volponi consta di due corpus distinti. Il primo è il prodotto di una donazione di tredici opere nel 1991, legata ad un evento tragico, ovvero la morte del figlio di Volponi, Roberto, deceduto in un incidente aereo a Cuba nel 1989. La seconda donazione del 2003, composta da otto dipinti del XVII secolo, che va ad unirsi al corpus della prima, vede protagoniste le eredi, la vedova Giovina e la figlia Caterina, la cui unica condizione è che le due donazioni siano esposte in un'unica sala o in due sale prossime per unire idealmente padre e figlio scomparsi. Noti gli scambi epistolari di Volponi con l'anziano critico d'arte Roberto Longhi in cui lo scrittore definiva come una sorta di malia la sua insaziabile sete di possesso di opere d'arte. Recentemente il quadro è stato adattato entro un’elaborata e raffinatissima cornice secentesca.
- Exhibitions
Le due Donazioni Volponi alla Galleria Nazionale delle Marche a Urbino
Galleria Nazionale delle Marche
10/05/2003
Paolo Volponi collezionista
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
2024
- Bibliography
Oretti M., Pitture dello Stato Ecclesiastico raccolte nell'anno 1778, manoscritto B 291, Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna
Palazzo Serristori. Vendita comprendente importanti dipinti antichi, dipinti del secolo 19., mobili e oggetti di arredamento, argenti, ceramiche europee ed orientali, importanti oggetti d'arte, armi antiche, giorni di vendita da lunedì, 9 maggio a lunedì, 16 maggio 1977/ Sotheby Parke Bernet Italia, Sotheby Parke Bernet, Londra 1977, p. 75, n. 115
Mazza A., La collezione di Palazzo Tozzoni a Imola. Ipotesi per un catalogo, Clueb, Bologna 1981, p. 15
Ghirardi A., La donazione Volponi alla Galleria nazionale delle Marche, Pesaro, APSA 1992, pp. 28-30
Ghirardi A., Le due donazioni Volponi alla Galleria nazionale delle Marche a Urbino, catalogo della mostra a cura di Dal Poggetto P., Quattroventi, Urbino 2003, pp.67-68
Dal Poggetto P., La Galleria nazionale delle Marche e le altre collezioni nel Palazzo ducale di Urbino, Istituto poligrafico e zecca dello StatoNovamusa del Montefeltro, Roma 2003, p. 249
Paolo Volponi collezionista, catalogo della mostra a cura di Gallo L., Russo G., Galleria nazionale delle Marche, Urbino, Sagep, Genova 2024, p. 27
- Restorations
2003 — Bacchiocca, Isidoro


