Crocifissione
(Badia Polesine, doc. from 1397 - Urbino, 1447/1449)
Saint James the Greater and Saint Anthony the Abbot
Crucifixion
1438
canvas, cm 146 × 120 × 5,5 with frame, inv. DE 218
inscription: Orate pro/ invicem ut/ salvemini carissimi (Gc 5, 16)// Omne datum optimum et omne/ donum perfec/ctum desur/sum est de/scendens a/ Patre lumi/num (Gc 1, 17) (in the book of Saint James the Greater)
on deposit from the oratory of San Giovanni in Urbino; originally in the oratory of Saint Antony the Abbot in Urbino
The standard is an early processional banner of the Urbino confraternity of Saint Anthony Abbot and Saint James the Apostle. A payment record of 1438 allows us both to date the work and to identify the patron, “domino” Sperandio, whose name also appears in the dedicatory inscription on the triptych by Antonio di Guido (1436), held in the Museum’s collection. The present appearance of the work is largely owed to a sixteenth-century overpainting, perhaps by the hand of Pierantonio Palmerini, who in 1532 painted the altarpiece for the oratory.
- Historical and critical notes
Lo stendardo presenta sul verso la scena della Crocifissione, così come tramandataci dai Vangeli. Il centurione Longino ferisce con la lancia il costato di Cristo, mentre Stephanon sostiene la canna con cui gli aveva offerto la spugna imbevuta di aceto. Maria Maddalena, avvolta in un ampio mantello rosso, abbraccia la croce in ginocchio; accanto a lei si trova Maria, madre di Cristo, sostenuta da Maria di Cleofa e Maria di Zebedeo. San Giovanni, sul lato opposto a quello delle tre dolenti, esprime il suo dolore aprendo compostamente la veste sul petto; dietro di lui due soldati parlano tra di loro, mentre in alto emerge la figura del centurione che, in accordo al vangelo di Marco, confida al suo compagno di aver riconosciuto nell’uomo sulla croce il Figlio di Dio. Sul recto dello stendardo sono raffigurati San Giacomo Maggiore e Sant’Antonio Abate, dalla cui confraternita in Urbino venne commissionato lo stendardo. Sant’Antonio, benedicente, è riconoscibile dal porcellino con il campanello, correlato ad uno dei suoi miracoli compiuti in Catalogna. San Giacomo è invece identificabile dal bastone da pellegrino che tiene ai suoi piedi, e dal libro che tiene aperto sulle ginocchia, che mostra brani dalla lettera dell’apostolo contenuta nella Bibbia. Antonio di Guido Recchi da Ferrara, conosciuto anche come Antonio Alberti, recepisce il nuovo fermento pittorico proveniente da Firenze. Le figure e gli sfondi sono liberi dall'impronta tardo gotica e guardano già al Rinascimento. Per quanto riguarda il recto dello stendardo, si segnala che Scatassa e Zaccarini ((Scatassa 1906, p. 60; Zaccarini 1914, p. 14) avevano inizialmente identificato il santo con il bastone da pellegrino in San Rocco; solo a partire da Serra (Serra, 1919 [?] ) viene correttamente individuata la figura di San Jacopo di Compostela, corrispondente a San Giacomo Maggiore. Lo stendardo apparteneva ai titolari della Confraternita urbinate di Sant'Antonio abate, aggregata a quella di San Giovanni nella prima metà dell'Ottocento; si trovava infatti presso i locali di quest’ultima al momento del suo ingresso nel Museo dell'Istituto di Belle Arti delle Marche, avvenuto l’11 luglio 1867 (Fucili 2011, p. 100). Un riferimento allo stendardo è contenuto in una nota di spese rinvenuta nell'archivio della Confraternita di San Giovanni, e pubblicata per la prima volta nel 1898 da Ercole Scatassa (Scatassa, p. 60) con numerosi errori, successivamente corretti da Matteo Mazzalupi. In base a detta nota lo stendardo risale al 1438, e le spese per la sua realizzazione vennero sostenute da Don Sperandio (Sperandeo), già committente allo stesso Antonio da Ferrara nel 1436 di un trittico, la Madonna con Bambino e Santi, proveniente da San Cipriano di Urbino, appartenente anch'esso alla collezione della Galleria Nazionale delle Marche.
- Exhibitions
Piero e Urbino, Piero e le corti rinascimentali
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
24/07/1992-31/10/1992
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- Restorations
1916 — De Bacci Venuti, Pietro Gualtiero
1935 — Nardini, Pio
1946 — Brizi, Tullio
1970-1971 — Martino, Oberto
2024 — Giacomo, Maranesi · Giulia M. F., Leggieri

