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GNDM

Maddalena penitente

Francesco Trevisani
(Capodistria, 1656 - Roma, 1746)
Penitent Magdalene
1st quarter of XVIII century
oil on canvas, cm 115 × 153, inv. D 193

Penitent Magdalene was one of Trevisani’s most frequently reproduced subjects. A skull, a book and a crucifix, emblems of the transience of existence and a rigorous life of penance, indicate the saint’s path of atonement. Her moist eyes, parted lips and hand held to her heart declare her emotional torment. The work is a felicitous expression of the painter’s ability to combine influences from the Venetian tradition and Roman figurative culture.

Historical and critical notes

Allievo a Venezia di Antonio Zanchi, giunse nel 1678 a Roma, dove la sua carriera si svolse per intero. Suo mentore fu il cardinale veneziano Pietro Ottoboni, nipote di Alessandro VIII, uno dei più importanti mecenati del momento (erano alle sue dipendenze anche il giovane Filippo Juvarra e alcuni compositori del calibro di Arcangelo Corelli, Alessandro Scarlatti e Georg Friedrich Händel). A Roma Trevisani divenne uno dei più importanti artisti che continuarono sulla scia di Carlo Maratta, come è evidente negli affreschi della cappella di S. Chiara a San Silvestro in Capite e nei tre dipinti con Storie della Passione di Cristo nella cappella del crocifisso della medesima chiesa (1696 - 1697), nei cartoni per i mosaici della cappella battesimale della Basilica di San Pietro (dove successe al Baciccio nel 1709), nell'ovale con il profeta Baruch per S. Giovanni in Laterano (1718 circa), nella pala con la Morte di S. Giuseppe nella cappella Sacripante a Sant'Ignazio, in quella con l'Estasi di S. Francesco nella chiesa delle Ss. Stimmate e nel Festino di Cleopatra della Galleria Spada. L'opera della Maddalena penitente riflette ciò di quanto è più caratteristico della pittura di Trevisani e cioè il sentimentalismo languido, con il pathos seicentesco che sfuma nell'elegia. Non a caso l'artista (che fu anche poeta) era affiliato all'Accademia dell'Arcadia.