elemosina di Sant'Omobono con San Nicola di Bari e Madonna con Bambino in gloria
(Urbino, before 1568 - 1632)
Almsgiving of Saint Omobono with Saint Nicholas of Bari and the Madonna and Child in glory
1616 (?)
oil on canvas, cm 270 × 190, inv. D 245
The work comes from the altar of Saint Homobonus in Urbino Cathedral and was moved to the Apostolic Palace, formerly the Ducal Palace, before the Unification of Italy. Although the execution of the canvas was previously associated with Ventura Mazza, Federico Barocci’s first collaborator, it has recently been traced back to the Urbino artist Giovanni Andrea Urbani due to close comparisons with the side canvases he painted in the Chapel of the Annunciation in the sanctuary of Santa Maria dei Lumi in San Severino Marche.
- Historical and critical notes
L’opera proviene dall’altare di Sant’Omobono del duomo di Urbino. In precedenza esso era ornato di una pala con la Madonna col Bambino in trono e san Nicola di Bari, la Maddalena, Marta e Antonio abate (Negroni, Cucco 1984, p. 111 fig. 458 e scheda alle pp. 116-117): di qui le possibili ragioni dell’inserimento del san Nicola di Bari, palesemente fuori contesto. Franco Negroni, i cui studi sono alla base di questa sintetica ricostruzione della topografia sacra del duomo urbinate, ha indicato il 1616 quale data di commissione del dipinto, purtroppo senza indicazioni archivistiche precise in merito a tale affermazione. Ancora, egli ha precisato che all’altare di Sant’Omobono nel 1692 fu posta la tela di Battista Franco raffigurante la Madonna tra i santi Pietro e Paolo, a causa della costruzione della tribuna per la statua di san Pietro (Negroni 1993, p. 89 nota 28). Il Sant’Omobono fu perciò traslato in sagrestia e poi, in un momento imprecisato ma certamente precedente l’unità d’Italia, fu trasferito nel Palazzo Apostolico, già Ducale, quindi incamerato dal Museo annesso all’Istituto di Belle Arti delle Marche (Inventari 2011, p. 366 n. 53). Una simile sorte sarebbe toccata, per ragioni diverse, al Battesimo di Cristo di Giovanni Andrea Lazzarini (cat. 15). In merito alla datazione, un’ulteriore indicazione bibliografica, che non riporta tuttavia i necessari riferimenti archivistici ma che deve ricondursi in parte alle ricerche di Negroni, è quella di Roberto Rota. Si ha notizia nel 1610 di un altare di Sant’Omobono della Congregazione dei sarti (per costoro: Cucco, Nanni 1995, p. 64), fondato con il patrocinio dell’arcivescovo del tempo, il cremonese Benedetto Ala (1610-1620). Quando nel 1709 si provvide alla ristrutturazione della cattedrale, l’altare cambiò dedicazione ma ne rimase viva la devozione, tanto che si commissionò all’urbinate Domenico Giannotti una teletta con l’Elemosina di sant’Omobono (Negroni, Cucco 1984, p. 150 n. 644, e testo corrispondente a p. 155), collocata sotto la tela di Battista Franco. Nelle fonti più antiche, a partire da Luigi Lanzi, seguito da Andrea Lazzari e quindi dalla bibliografia sui barocceschi urbinati fino a tempi recenti (per tutti: Blasio 2005), la tela sarebbe stata commissionata a un pittore che dovrebbe riconoscersi in Ventura Mazza, primo collaboratore di Federico Barocci. Una brillante intuizione di Denis Morganti, che ringrazio, consente invece di restituire più ragionevolmente l’opera all’urbinate Giovanni Andrea Urbani, per stringenti confronti con le tele laterali della cappella dell’Annunciata nel santuario di Santa Maria dei Lumi a San Severino Marche. L’attività di Urbani per San Severino si scala tra la commissione del 1614 della Natività del Battista (licenziata il 30 maggio 1615: Paolini 2005, p. 129) e quella per le tele laterali della cappella dell’Annunciata ai Lumi, databili al 1622 (Carloni 2010, p. 50; Paciaroni 2010, pp. 101-102), con cui si concludeva la decorazione del sacello a distanza di un trentennio dalla commissione a Gaspare Gasparini della pala d’altare (25 marzo 1590: Carloni 2007, pp. 88-92). Il Sant’Omobono urbinate si inserisce comodamente tra questi estremi, fornendo un ulteriore tassello per la conoscenza di Urbani, di certo un baroccesco “minore” anche solo a considerare la sofferta genesi della nostra tela per i massicci pentimenti che tuttora si apprezzano. Confronti puntuali si possono istituire facilmente con le donne all’estrema sinistra nella Presentazione della Vergine al Tempio, o con l’uomo barbuto – del tipo facciale del sant’Omobono – ai piedi della scalinata. I profili netti dei volti, gli schemi di panneggio, la ripetizione sostanzialmente identica delle figure tradiscono la mano del medesimo artista, la cui tavolozza (nel nostro caso più vicina alla Natività del Battista) tuttavia si schiarisce ai Lumi nell’evidente tentativo di accordarsi alla decorazione pittorica delle più antiche cappelle del santuario. [Testo di Giovanni Russo, tratto da “L’altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche”, cit., pp. 99-100]
- Exhibitions
L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della Galleria Nazionale delle Marche
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
5/10/2023-5/05/2024
- Bibliography
Lanzi L., Storia pittorica della Italia dal risorgimento delle belle arti fin presso al fine del XVIII secolo, 2 tomi, a spese Remondini di Venezia, Bassano, [1795-1796], a cura di Cappucci M., 3 voll., Sansoni, Firenze, 1968-1974, I, p. 356
Colucci G., Delle antichità picene dell'abate Giuseppe Colucci patrizio camerinese, XXXI, per Giuseppe Agostino Paccaroni Fermo 1798, p. 39
Lazzari A., Delle chiese di Urbino e delle pitture in esse esistenti, Guerrini, Urbino 1801, p. 33
Antaldi A., Notizie di alcuni architetti, pittori, scultori di Urbino, Pesaro e de' luoghi circonvicini, Pesaro 1805, a cura di Cerboni Baiardi A., Fondazione Cassa di risparmio, Pesaro 1996, p. 68
Gherardi P., Guida di Urbino, Savino Rocchetti e C., Urbino 1875, p. 81 n. 53
Calzini E., La scuola baroccesca. Ventura Mazzi, in “Rassegna bibliografica dell’arte italiana”, XII, 1909, pp. 12-13
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Russo G.., cat. 10, in L'altra collezione. Storie e opere dai depositi della galleria Nazionale delle Marche, catalogo della mostra a cura di Gallo L., Bernardini A., Catalucci V. (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche, 5 ottobre 2023 - 5 maggio 2024), Electa, Milano 2024, pp. 99-100
Bartolucci S., Testimonianza artistiche fino al XVII secolo, in La Cattedrale di Urbino, a cura di Tonti D., Bartolucci S, Fucili A., Casa Editrice Leardini, Macerata Feltria (PU) 2025, pp. 102-104
- Restorations
2023 — Bacchiocca, Isidoro · Bacchiocca, Mattia


