Madonna con Bambino in trono
(Fabriano, doc. from 1346 - d. before 1373)
Virgin and Child enthroned
1372
panel, cm 167 × 96 × 9, inv. D 24
inscription: [H]OC OPUS PINXIT ALEGRITTUS NUTII DE FABRIANO ARNO MCCCLXX[II]
in the Galleria Nazionale delle Marche since 1913; Fabriano, Carlo Fornari collection (1873-1909), Fabriano, Romualdo Fornari collection (1864-1868), Fabriano, Alessandro Castrica collection (1828-1861); originally from the church of Sant’Agostino in Fabriano?
The present shape of the panel, which was sawn down and made rectangular at some unknown date, is owed to a restoration by Gualtiero de Bacci Venuti (1913), who gave it back a “Gothic” form. The painting may be the central element of a polyptych for Sant’Agostino in Fabriano, together with the predella depicting the Apostles, now divided between the Musée des Beaux-Arts in Strasbourg (inv. 168) and the Kunsthalle in Zurich (inv. 2598). Allegretto’s refined art is shown to best advantage in his rendering of the fabrics and his handling of the gold, with a wide repertoire of punched ornament on the haloes and on the hems of the Virgin’s mantle.
- Historical and critical notes
La tavola di Allegretto Nuzi, firmata e datata 1372, viene segnalata da Amico Ricci nel 1834 presso la raccolta di Alessandro Castrica a Fabriano (Ricci 1834, pp. 89, 110 nota 52), dove la vedono Joseph Archer Crowe e Giovanni Battista Cavalcaselle nel 1861 (Crowe J., Cavalcaselle G. B., 1864, p. 195). In seguito l'opera passa nella collezione della famiglia Fornari, che la vende nel 1913 allo Stato, per confluire nella neonata Regia Galleria Nazionale delle Marche. La tavola, è una delle opere più tarde e significative di Allegretto Nuzi, uno dei massimi rappresentanti della pittura marchigiana della seconda metà del XIV secolo. Formatosi nella bottega del Daddi e influenzato dalla pittura fiorentina e senese, l'artista viene considerato un anticipatore del gotico fiorito per la consuetudine di usare ori e preziosismi nelle sue opere migliori. Restaurata da Gualtiero e Riccardo De Bacci Venuti, il dipinto riacquista la sua forma cuspidata su imitazione di altre opere dello stesso artista (Venturi L. 1914, pp. 305-306). Probabilmente il dipinto costituiva la porzione centrale di un polittico, le cui parti laterali potevano essere costituite dalle due tavole raffiguranti 'Santi', oggi conservate nella Pinacoteca Civica Bruno Molajoli di Fabriano. Già Marcelli, nel 1998, ritenne che il dipinto costituisse in origine il pannello centrale di un trittico, (Marcelli 2004, pp. 186-192) i cui scomparti laterali sono da identificarsi nelle due tavole del Museo Diocesano di Fabriano, provenienti dall’abbazia di Santa Maria d’Appennino, raffiguranti rispettivamente i Santi Antonio Abate e Giovanni Evangelista e i Santi Giovanni Battista e Venanzio. L’artista sviluppa in quest’opera un tipo di monumentalità inedita, caratterizzata da un contorno tagliente delle figure, che si stagliano sul fondo oro, isolate in una dimensione di solenne ed arcana sacralità. Si noti, inoltre, l’effetto di rara eleganza della decorazione delle stoffe, in cui l’alternanza di rosso, blu, bianco e oro è impreziosita con la tecnica della punzonatura. Il gesto materno e premonitore della Vergine, che accarezza il piedino del Bambino, è un chiaro simbolo della futura Passione. Grazie all’intervento di restauro del 1968 è stato possibile recuperare la luminosa policromia delle vesti. Si tratta di una delle opere migliori dell’artista e di rara bellezza. In occasione dell’ingresso in Galleria, l’opera si presentava priva della cuspide e all’interno di un’altra tavola rettangolare, che è stata quindi eliminata con successivo inserimento del dipinto in una nuova tavola cuspidata, vicina allo stile degli altri capolavori del pittore fabrianese.
- Exhibitions
Mostra di opere d'arte restaurate
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
1968
Fioritura tardogotica nelle Marche
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
25/08/1998-25/10/1998
Allegretto Nuzi e il '300 a Fabriano. Oro e colore nel cuore dell'Appennino
Fabriano: Pinacoteca civica Bruno Mollajoli
10/09/2021-15/01/2022
- Bibliography
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Marchi A., “Cosí facile e così felice in quella facilità”. Fortuna di Allegretto nella letteratura, nell'erudizione e nel collezionismo fra Ottocento e Novecento, in Allegretto Nuzi e il ’300 a Fabriano oro e colore nel cuore dell'Appennino, catalogo della mostra di Fabriano (Pinacoteca Civica Bruno Molajoli 14 ottobre 2021-30 gennaio 2022), a cura di De Marchi A., Mazzalupi M., Cinisello Balsamo Silvana Editoriale 2021, pp. 83-91, spec. pp. 84-85
Allegretto Nuzi e il ’300 a Fabriano oro e colore nel cuore dell'Appennino, catalogo della mostra di Fabriano (Pinacoteca Civica Bruno Molajoli 14 ottobre 2021 - 30 gennaio 2022), a cura di Andrea De Marchi e Matteo Mazzalupi, Cinisello Balsamo Silvana Editoriale 2021, p. 353, cat.3.8,, repertorio a cura di Matteo Mazzalupi
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Paparello C., La collezione di Romualdo Fornari. La dispersione delle opere, la fortuna negli studi, in “Arte Marchigiana”, 12, 2024, pp. 139-170, spec. pp.146-148
- Restorations
1913 — de Bacci Venuti , Gualtiero
1968 — Rothe, Andrea


