bastia detta macchina arabica
(Milano, active in Urbino between 1472 and 1504, doc. in Todi in 1516-1517)
Flame-throwing Dragon Bastia
around 1480
Piobbico travertine, cm 68 × 84 × 13, inv. S 13
from the frieze on the “Wings” façade of the Ducal Palace in Urbino
The drawing for this spectacular siege machine can be found in the De re militari by Roberto Valturio, a treatise on military art from the mid-15th century, now in the Biblioteca Malatestiana in Cesena. The winged dragon, which was intended to terrorise the besieged due to its form rather than its destructive force, shoots flames from its mouth and moves on rollers thanks to a system of ropes and pulleys.
- Historical and critical notes
Verso il 1480 la facciata ad ali del Palazzo Ducale di Urbino fu decorata con 72 bassorilievi in pietra che celebravano i molteplici interessi scientifici del duca Federico da Montefeltro e la sua potenza militare. Forse in origine avevano una decorazione policroma, come racconta vagamente Giorgio Vasari nella vita dell’architetto senese Francesco di Giorgio, ma non se ne ha certezza. In una veduta molto dettagliata del Palazzo Ducale, incisa nel 1724, si può osservare il fregio, alternato ai portali, fungere da spalliera al sedile posto alla base della facciata, dal lato di fronte a San Domenico fino all’angolo del Duomo. A causa della collocazione all’esterno e dell’azione degli agenti atmosferici la superficie dei rilievi si era compromessa, spesso in maniera grave, come ancora si vede. Fu così che nel 1756 il legato apostolico Giovan Francesco Stoppani ordinò che le formelle venissero utilizzate come decorazione della raccolta di iscrizioni romane murate nei quattro lati delle soprallogge al piano Nobile, dove rimasero fino ai lavori di risistemazione diretti da Pasquale Rotondi nel 1944. Nel 1724 Francesco Bianchini aveva descritto con precisione le formelle anche grazie a incisioni per facilitarne il riconoscimento: quella sequenza è alla base dell’attuale ordinamento nelle soprallogge del Palazzo, oggetto di recente riallestimento (2024). L’interesse per le scienze esatte del Duca Federico era stato tradotto nelle formelle in un programma di recupero e di attualizzazione delle macchine dell’antichità classica descritte da Vitruvio nel X libro del De architettura. Progetti per macchine acrobatiche (armi da lancio), macchine pneumatiche (congegni idraulici), macchine da trazione (come gru, argani, ecc.) si alternano a trionfi militari di armi da offesa e da difesa, e a esempi di nautica antica e moderna, per esaltare l’avanguardia tecnologica del Signore di Urbino. Ambrogio Barocci, lo scultore responsabile di gran parte della decorazione di portali, finestre e camini del Palazzo Ducale, impiegò la sua bottega per tradurre nei rilievi alcuni disegni di macchine belliche di Roberto Valturio, di cui Federico da Montefeltro possedeva un volume nella sua ricca biblioteca (Urb. Lat. 281), oggi conservata nel fondo Urbinate della Biblioteca Apostolica Vaticana, così come di Francesco di Giorgio, architetto responsabile del cantiere del Palazzo Ducale dopo la partenza di Luciano Laurana e ingegnere militare per l’esercito del Montefeltro. La formella in esame raffigura una macchina da guerra antica utilizzata in occasione dell'assedio di edifici fortificati. L'esecutore materiale fu Ambrogio Barocci, autore di molte altre decorazioni del Palazzo, che realizzò il rilievo tenendo conto delle illustrazioni presenti nel 'De Re Militari' dello storico riminese Roberto Valturio, forse disegnate da Matteo de' Pasti.


