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Ruggero e Angelica

Giovanni Lanfranco
(Parma, 1582 - Rome, 1647)
Roger freeing Angelica (verses X and XI of Orlando Furioso)
around 1616
oil on canvas, cm 92 × 130, inv. D 109
Volponi donation 1991

Roger leads Angelica to Brittany on his hippogriff, having freed her from the whale that held her captive. In the throes of a burning passion, the knight strips off his armour to love her, but the woman refuses and becomes invisible by swallowing a magic ring. Lanfranco builds the scene on a double diagonal with the protagonists immersed in a wooded landscape. The sensual modelling of Angelica’s body is reminiscent of Correggio, while the rendering of the broad landscape is influenced by Annibale Carracci.

Historical and critical notes

Il soggetto si riferisce ad un episodio dell'Orlando Furioso di Ariosto (X-XI canto), rappresentato abbastanza raramente nel '600. La storia racconta che Ruggero, in sella all'ippogrifo, vola a liberare Angelica, incatenata, nuda, ad una roccia dell'isola del Pianto ed esposta all'Orca, un mostro marino. Nella scena, Ruggero sta aiutando Angelica a scendere dall’ippogrifo; la donna, che poggia le mani sulle spalle di Ruggero, abbassa gli occhi in segno di pudore. Angelica indossa all'indice della mano destra l'anello magico datole da Ruggero per rendersi invisibile. I due protagonisti sono collocati in primo piano a sinistra del dipinto (dove si notano a terra lo scudo e il cimiero di Ruggero) mentre a destra ritrae il paesaggio. Si nota la forte ascendenza di matrice annibalesca nella concezione del paesaggio e il modellato morbido di influsso correggesco. Il dipinto è emerso nel 1964 sul mercato romano, in quell’anno l'antiquario S. Menaguale comprò l'opera in Francia, rivendendola poi alla Galleria Gasparrini di Roma. Pochi anni dopo passò nella collezione di Paolo Volponi. Il soggetto di Ruggero e Angelica verrà riproposto di nuovo da Lanfranco in un affresco sulla facciata del Casino della sua Villa nell’agro romano, nei monti di Bravetta. Il quadro è datato intorno al 1616/1618, quando Lanfranco, dopo aver trascorso un periodo a Piacenza, realizzò dipinti che fanno riemergere uno stile legato ad una sua fase giovanile. Nel registro dei mandati di Piero Guicciardini, ambasciatore granducale a Roma dal 1611 al 1621 è indicato che il 22 aprile 1618 furono pagati 70 scudi per un “quadro grande di pittura fatto da lui (Lanfranco) entrovi Angelica messa sull’Ippogrifo et mandato a Firenze al Ser.mo Gran Duca (Cosimo II)”. Dell’opera non vi è traccia nei registri della guardaroba medicea; si potrebbe ipotizzare quindi che l’opera sia stata donata dal Gran Duca a qualche ignoto personaggio. Nel registro di Guicciardini il soggetto dell’opera è “Angelica messa sull’Ippogrifo”, ma in realtà la fanciulla viene aiutata da Ruggero a scendere, non a salire, dall’animale e corrisponde quindi alla fine del canto X dell’Orlando Furioso. Lo spostamento del dipinto alla datazione del 1618 comporterebbe la traslazione in avanti di altri dipinti di Lanfranco, come “Angelica che cura Medoro ferito” (New York, collezione privata), molto vicino al nostro dipinto per la fisionomia di figure e paesaggio. Una radiografia del dipinto ha rivelato pentimenti nella figura di Ruggero (braccio sinistro, contorno sinistro del dorso, profilo del viso). E' recentemente emerso nel mercato antiquario un dipinto con analogo soggetto attribuito a Lanfranco (Amburgo, collezione privata; per via ereditaria, Pforzheim, collezione privata), autenticato da Erich Schleier, la cui scheda è consultabile sul sito web della Galerie Canesso.

Exhibitions

Adam Elsheimer

Francoforte sul Meno: Stadelsches Institut

dicembre-gennaio 1967

Artisti in Roma nel Sei e Settecento

Roma: Galleria Gasparrini

1988

Giovanni Lanfranco. Un pittore barocco tra Parma, Roma e Napoli

Napoli: Castel Sant'Elmo

21/12/2001-24/02/2002

Le due Donazioni Volponi alla Galleria Nazionale delle Marche a Urbino

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

10/05/2003

Nature et idéal. Le paysage à Rome, 1600-1650

Parigi: Gran Palais, Galeries nationales

9/03/2011-6/06/2011

Da Rubens a Maratta. Le meraviglie del barocco nelle Marche

Osimo: Palazzo Campana

29/06/2013-15/12/2013

Rubens e la nascita del Barocco

Milano: Palazzo Reale

26/10/2016-26/02/2017

Paolo Volponi collezionista

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

2024

Barocco. Il Gran Teatro delle Idee

Forlì: Museo Civico San Domenico

21/02/2026-28/06/2026

Bibliography

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Paolo Volponi collezionista, catalogo della mostra a cura di Gallo L., Russo G., Genova, Sagep; Galleria nazionale delle Marche, Urbino 2024, p. 25