Santa Apollonia
(Urbino, 1470 - 1523)
Saint Apollonia
around 1508-1510
oil on canvas, 130.5 × 71 cm, inv. 71
from the church of the Santissima Trinità dei Gesuati in Urbino
The painting is attributed to Timoteo Viti by Vasari, who mentions it as being ‘on the left-hand side’ of the altar in the Church of the Holy Trinity of the Order of the Gesuati. The martyred saint wears a red dress with a wide blue cloak, and is depicted standing in front of a low wall, behind which a landscape unfolds; in her right hand she holds the tongs, the instrument of her martyrdom, and in her left a closed book. The painting can be dated to the end of the first decade of the 16th century due to the static pose of the figure, modelled on that of the master Francesco Francia, in which a style is evident that is by then archaic compared to the more modern Florentine innovations.
- Historical and critical notes
La tela raffigurante Sant’Apollonia viene attribuita a Timoteo Viti dal Vasari, che la menziona “a man sinistra” dell’altare della chiesa della Trinità dell’ordine dei Gesuati, situata al Monte con il suo convento. Con la soppressione degli ordini religiosi, gli edifici vennero convertiti in filanda dal 1868 (Procaccini, p. 99; Fucili 2011, p. 294) e l’opera confluì nel Museo dell'Istituto di Belle Arti delle Marche, primitivo nucleo dell'odierna Galleria Nazionale, dov’è indicata all’interno della guida del 1867 di Pompeo Gherardi (1867, p. 39). La santa martire indossa un abito rosso con un ampio manto blu, ed è raffigurata stante di fronte ad un muretto basso, dietro il quale si apre un paesaggio; reca nella mano destra la tenaglia, lo strumento del suo martirio, e nella sinistra un libro chiuso. L'impoverimento della pellicola pittorica della tela era probabilmente evidente già all'inizio del XIX secolo, se l'arciprete Andrea Lazzari (1800, p. 10; cfr. Procaccini 2019, p. 99) registra le molte ridipinture dovute alle aggiunte per ingrandirne il formato. Se l’autografia è indubbia, più complessa è la datazione dell’opera: parte degli studi non accolgono la fonte vasariana che assegna l’esecuzione della Sant’Apollonia al periodo antecedente il viaggio a Roma dell’artista, tra il 1495 e il 1510, ma prevale invece una cronologia più tarda (Ferriani 2004, p. 294; Moroni 2007, p. 160) in considerazione del restauro della chiesa della Trinità nel 1513 su commissione dei Gesuati, entrati in possesso del sito nel 1481. Timoteo Viti, inoltre, realizzò per la stessa chiesa la pala d’altare con la Trinità, San Girolamo e il Beato Colombini, quasi certamente successiva al restauro della chiesa, che Ferriani (2004, p. 294) avvicina stilisticamente alla nostra tela. In realtà, come ha ben evidenziato Procaccini, l'opera può datarsi alla fine del primo decennio del XVI secolo per la staticità del modello, ripreso dal maestro Francesco Francia: la posa soave con il capo lievemente reclinato a sinistra, che porta una mano verso il cuore e regge con l'altra il libro, deriva dal disegno preparatorio con la Vergine Annunciata che l'emiliano esegue per il dipinto della cappela di San Sebastiano in San Petronio a Bologna. Viti propone, così, una formula ormai arcaica rispetto alle più moderne figure “serpentinate” introdotte da Leonardo e Michelangelo e adottate a Firenze da Raffaello (Procaccini, p. 99). La figura della santa, superbamente copiata nel XVII secolo dal Sassoferrato, si ritrova pressoché identica in due tele che il Viti eseguì successivamente, la santa Margherita oggi presso l’Accademia Carrara di Bergamo (Zeri-Rossi, 1986, pp. 99-100) e la santa Caterina della collezione Visconti Venosta di Milano (Moroni, 2007, p. 160).
- Exhibitions
Urbino e le Marche prima e dopo Raffaello
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
30/07/1983-30/10/1983
I Della Rovere. Piero della Francesca, Raffaello, Tiziano
Senigallia: Palazzo del duca
4/04/2004-3/11/2004
Sassoferrato dal Louvre a San Pietro. La collezione riunita
Perugia: Galleria Tesori d'Arte
8/04/2017-1/10/2017
Raffaello e gli amici di Urbino
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
3/10/2019-19/01/2020
Arte liberata. Capolavori salvati dalla guerra, 1937-1947
Roma: Scuderie del Quirinale
16/12/2022-10/04/2023
- Bibliography
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Galassi C., Sassoferrato tra copia e interpretazione, in Sassoferrato dal Louvre a San Pietro. La collezione riunita, catalogo della mostra a cura di Galassi C., Sgarbi V., Aguaplano, Passignano sul Trasimeno 2017, p. 44
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- Restorations
1867 ante — Mazzotti A.
2019 — Papini, Giulia


