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La Trinità con San Gerolamo ed il beato Giovanni Colombini

Timoteo Viti
(Urbino, 1470 – 1523)
The Holy Trinity with Saint Jerome and Blessed Giovanni Colombini
after 1513
tempera on canvas, cm 147 × 144, reg. Cron. 6127
Church of Santa Trinità n Urbino; Milan, Church of the Capuchins of San Vittore all’Olmo (1811); Milan, Church of the Capuchins of Sacro Cuore di Gesù (1851); Pinacoteca di Brera (1908); Urbino, Museo Diocesano Albani (1967); on loan to the Gallery since 1969

The painting was commissioned from Timoteo Viti for the high altar of the Church of the Holy Trinity of the Gesuati in Urbino. The painting, confiscated during the Napoleonic suppressions, returned to Urbino in 1867. The scene is constructed using an archaic pyramidal composition, at the apex of which the Trinity is depicted: God the Father supports the Crucified Christ in the presence of the dove of the Holy Spirit and, below, of Saint Jerome and the Blessed Colombini, founder of the Gesuati. The lakeside landscape with sloping hills is a recurring element in Viti’s painting. The dating of the work is uncertain, but it probably dates from after 1513, the year the church was rebuilt.

Historical and critical notes

La tela fu commissionata, secondo Vasari, a Timoteo Viti per l’altare maggiore della chiesa della Santissima Trinità a Urbino (Vasari [1906], p. 494), concessa ai padri Gesuati sul Poggio e demolita nel 1868 (Procaccini, p. 9; Fucili 2011, p. 294). Il dipinto venne requisito al tempo delle soppressioni napoleoniche l’11 giugno 1811 e fu depositato dalla direzione dell’Accademia di Brera presso la chiesa dei Cappuccini di San Vittore all’Olmo a Milano (Malaguzzi Valeri 1908, p. 297; Carotti 1896, p. 11). Nel 1851 l’opera fu trasferita presso la chiesa dei Cappuccini del Sacro Cuore di Gesù, insieme ad altre opere provenienti da San Vittore, demolita poco dopo, e lì fu visionata da Gustavo Frizzoni che ne descrisse il “deplorevole stato di conservazione” (Malaguzzi Valeri F. 1908, p. 296). In seguito, la tela tornò nella Pinacoteca di Brera e fu descritta nel catalogo del 1908, in cui Malaguzzi evidenziava il suo pessimo stato conservativo, dovuto ad un antico restauro che aveva sovrapposto alla tempera originaria una ridipintura ad olio, tale da causare un guasto irrimediabile (id., p. 297). Il dipinto tornò quindi nelle Marche nel 1967, dopo un breve trasferimento presso il Museo diocesano Albani (Cleri 1992, p. 215), passò in deposito alla Galleria Nazionale delle Marche, dove venne restaurata poco dopo (Mulazzani 1969, p. 87). La scena è costruita mediante uno schema piramidale, al cui vertice è raffigurata la Trinità: Dio Padre, raffigurato con un nimbo triangolare, sostiene Gesù Crocifisso in presenza della colomba dello Spirito Santo. In terra figurano inginocchiati San Girolamo, con l’ampio cappello cardinalizio davanti a sé, e il Beato Colombini, fondatore dell’ordine dei Gesuati. L’opera presenta una dimensione compositiva arcaizzante, fondata sul modello raffaellesco da ricercare nello stendardo eseguito dall’Urbinate per Città di Castello (Ferriani 1983, p. 318), mentre il paesaggio lacustre con colline digradanti che inquadra la scena costituisce una rappresentazione assai ricorrente nella pittura del Viti (Moroni 2007, p. 164). Com’è emerso dal restauro del 1968, l’opera è stata oggetto di notevoli ridipinture, incluse le due teste di Cherubini ai lati dell’Eterno (Mulazzani 1969, p. 87). La datazione dell’opera è incerta: i Gesuati, ottenuta la proprietà della chiesa conventuale, ne ordinarono la ricostruzione nel 1513 (Mazzini 1982, p. 445), data che viene adottata dalla critica come termine post quem per l’esecuzione pittorica dei dipinti destinati alla sua decorazione. Per Santa Trinità Timoteo Viti dipinse anche la santa Apollonia, menzionata dal Vasari “a man sinistra” dell’altare maggiore: i critici concordano nel datare le due tele intorno al 1519-1520 (Ferriani, 2004, p. 294; Moroni, 2007, p. 160).

Exhibitions

Mostra di opere d'arte restaurate. XII Settimana dei Musei

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

1969

Urbino e le Marche prima e dopo Raffaello

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

30/07/1983-30/10/1983

L'arte di corte a Urbino e a Pesaro (dai Montefeltro ai Della Rovere), splendore del Rinascimento italiano

Giappone: musei di Gumna, Shimonoseki, Hiroshima, Shiga

2/10/1990-13/03/1991

Bibliography

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Restorations

1968 — Oberto, Martino · Oberto, Anna