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Madonna in trono fra angeli

Giovanni Angelo d’Antonio da Bolognola
(Bolognola, documented from 1443 - 1478/1481)
Enthroned Madonna and Child with Angels
around 1455-1460
tempera on panel, cm 142 × 98, inv. D 6
inscription: QUEL CHE DEPENS(E) QUI VOS[TRA FIG]URA/ MATRE DE (CRIS)TO, SEGAVE AD ME[M]ORIA/ DE PREGARE DIO PER LUI, VERGE(N)E PURA (in the cartouche at the center of the step riser)
in the Galleria Nazionale delle Marche since 1988; Cini collection, Venice (by 1959); Giovanni Salocchi, Florence; De Goesbriand Memorial Hospital, Burlington, Vermont, USA

In terms of style, this work is part of the mature period of the artist’s career: the study of Piero della Francesca’s painting can be seen in the massive figures and painted architecture, while the throne evokes knowledge of classical antiquity in the curling volutes, the mixed marbles, the design of the capitals and the architrave. In a interplay between reality and illusion, the detail of the brush in the jar suggests that the painter has just finished writing in the cartouche the invocation to the Virgin.

Historical and critical notes

La pala raffigura in posizione centrale Maria che tiene in braccio Gesù, seduta su di un trono dalla minuziosa architettura, che occupa quasi del tutto lo spazio della pala stessa. La Madre guarda il figlio indicando con la mano sinistra lo spettatore. Gesù, invece, osserva direttamente gli astanti reggendo con la mano sinistra un pomo, simbolo del peccato originale e della futura Passione, mentre con la mano destra è in atto benedicente. Ai lati della Madonna due angeli, tra loro speculari, sono appoggiati ai braccioli del trono e contemplano Maria ed il Bambino tenendo, tra le braccia conserte, un giglio ciascuno. Al di sopra del trono vi sono, infine, due puttini alati in scorcio che reggono un’alzata piena di frutti ed un festone al centro del quale è appesa una rosa rossa, simbolo di martirio, che si trova al di sopra del capo della Vergine. Ai piedi del trono sono presenti due vasi di fiori, posti esattamente al di sotto dei due angeli, mentre un cartiglio si trova ai piedi della Madonna e, alla destra del trono, un piccolo contenitore di pittura o di inchiostro con un pennello o calamaio intintovi. Se gli elementi naturali, fiori e frutta, sono chiari riferimenti alla verginità e alla purezza della Madonna e al sacrificio di Cristo per la remissione dei peccati dell’Umanità, il pennello/calamaio e il cartiglio si rifanno esplicitamente all’autore dell’opera. Un’iscrizione, disposta su tre righe, si rifà al v. 109 del canto XVIII del Paradiso di Dante (Quei che dipinge lì, non ha chi ‘l guidi), chiedendo esplicitamente alla Madonna di intercedere e pregare Dio per il pittore (quel che depense qui vostra figura). Nel complesso la Pala presenta segni di precedenti puliture, che l’hanno privata degli incarnati originali, oggi estremamente pallidi, della minuzia dei panneggi e del broccato della veste della Madonna e dell’uniformità della doratura sia dello sfondo, che delle aureole. Per quanto riguarda lo stile, l’architettura del trono trova un precedente nelle volute a doppio balaustro dei braccioli nell’Incoronazione della Vergine (Firenze, Uffizi) di Filippo Lippi, la quale era in lavorazione all’inizio degli anni Quaranta, periodo in cui Angelo d’Antonio si trovava a Firenze. La visione di sotto in su dei putti alati reggenti il festone richiama, invece, gli affreschi di Ansuino da Forlì presenti sulla parete destra della Cappella Ovetari nella chiesa degli Eremitani a Padova. L’opera di Angelo d’Antonio potrebbe provenire da Camerino o dal territorio, poiché altri soggetti analoghi presentano la stessa tipologia del trono e la medesima posizione di Gesù Bambino. L'opera, proveniente dalla collezione Cini, entra a far parte della collezione della Galleria Nazionale delle Marche nel 1988.

Exhibitions

Capolavori per Urbino. Nove dipinti già di collezione Cini, ceramiche roveresche, e altri acquisti dello Stato (1983-1988)

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

11/11/1988

Piero e Urbino, Piero e le corti rinascimentali

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

24/07/1992-31/10/1992

Il potere, le arti, la guerra. Lo splendore dei Malatesta

Rimini: Castel Sismondo

3/03/2001-15-06/2001

Il Rinascimento a Urbino. Fra'Carnevale e gli artisti del Palazzo di Federico

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

20/07/2005-14/11/2005

Bibliography

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Minardi M., cat. 144, in Il potere, le arti, la guerra: lo splendore dei Malatesta, catalogo della mostra a cura di Donati A., Emiliani A., (Rimini, Castel Sismondo, 3 marzo - 15 giugno 2001), Electa, Milano 2001, pp. 348-349.

Di Lorenzo A., cat.50, in Il Quattrocento a Camerino: luce e prospettiva nel cuore della Marca, a cura di De Marchi A., Giannatiempo López M., (Camerino, Convento di San Domenico, 19 luglio 2002 - 17 novembre 2002), F. Motta, Milano 2002, pp. 220-222

Di Lorenzo A., cat. 5 Maestro dell’Annunciazione di Spermento (Giovanni Angelo d’Antonio), in Pittori a Camerino nel Quattrocento, a cura di De Marchi A., F. Motta, Milano 2002, pp. 319-321

Dal Poggetto P., Di alcune opere camerinesi del Quattrocento nella Galleria Nazionale delle Marche, in Venezia, le Marche e la civiltà adriatica: per festeggiare i 90 anni di Pietro Zampetti, a cura di Chiappini di Sorio I., De Rossi L., Edizioni della Laguna, Monfalcone-Gorizia 2003, pp. 175, 176

Dal Poggetto P., La Galleria nazionale delle Marche e le altre collezioni nel Palazzo ducale di Urbino, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato-Novamusa del Montefeltro, Roma 2003, p. 65.

Di Lorenzo A., cat. 39, in Il Rinascimento a Urbino. Fra Carnevale e gli artisti del Palazzo di Federico, catalogo della mostra a cura di Marchi A., Valazzi M.R., (Urbino, Galleria nazionale delle Marche, 20 luglio - 14 novembre 2005), Skira, Milano 2005 pp. 157-160

Restorations

1988 — Rettori, Giuliano