assunzione della Madonna
(Urbino, 1535 - 1612)
Assumption of the Virgin
around 1604-1605
oil on canvas, cm 239 × 171, inv. D 83
in the Galleria Nazionale delle Marche since 1980; Castelbarco Albani collection, Pesaro; formerly collection of the Albani princes, Rome (before 1809-1852); property of Ambrogio Barocci, the artist's nephew
The painting, whose commissioner and destination are unknown, was in the artist’s studio at the time of his death, together with other canvases and hundreds of drawings. The work, which is unfinished, bears witness to the artist’s modus operandi of transferring the drawing from the cartoon to a brown preparation layer, in order to execute the preparatory drawing and then proceed to the “campitura”, the colouring by colour fields. The circular movement, the theatricality of the characters and the contemporaneous use of light, warmth and cold at the same time,
herald the imminent onset of the Baroque period.
- Historical and critical notes
La tela, sebbene incompiuta, rappresenta tra le grandi composizioni baroccesche una delle opere più espressive. Secondo Emiliani, l’assenza di dati circa la committenza e il luogo di destinazione della pala farebbe pensare ad un legame con gli oratoriani della Chiesa Nuova, per i quali il Barocci aveva eseguito in precedenza la Visitazione e la Presentazione della Vergine al Tempio (Emiliani 1975, p. 235). Stilisticamente, l’opera offre una comprensione agile della tecnica pittorica dell’artista: la tela presenta una preparazione di fondo bruna, alla quale viene accordato sia il massimo scuro dei neri che definiscono le ombre, sia il massimo chiaro della luce che piove a illuminare le figure (Arcangeli 1980, p. 65; Emiliani 2008, II, p. 330). Per l’uso del colore “a piene campiture che alterna freddi glaciali a esaltazione di pura tavolozza” (Emiliani 1975, p. 236), e il dinamismo vorticoso della scena sacra, l’Assunzione precede i futuri sviluppi dell’arte barocca. Si conoscono numerosi disegni e cartoni preparatori dell’opera (Olsen 1962, pp. 212-213), databili tra il 1604 e il 1605, tra i quali sono di particolare nota un bozzetto conservato nella collezione Devonshire di Chatsworth e il disegno con Studi di figure agli Uffizi (Arcangeli 1980, p. 65; Monaca 2024, pp. 263, 266-267). Il dipinto viene menzionato per la prima volta nell’archivio Benamati di Gubbio, tra le opere conservate nello studio di Federico Barocci, come “l’Assuntione della Madonna, con tutti li Apostoli attorno il sepolcro, la Madonna in aria salendo al Cielo, portata dagl’Angeli, parte nudi e parte vestiti, quasi mezzo fatti” (Calzini 1913, p. 75). In seguito, la lettera di Fra’ Francesco Maria Cappuccino del 1628 al Cardinale Borromeo lo descrive tra le numerose cose del Barocci passate in proprietà al nipote Ambrogio (Valsecchi 1973, p. 230), ed è indicato ancora nel 1658 dallo Staccoli che illustra a Leopoldo de’Medici “lo splendore” della Vergine (Baldinucci 1975, ed. a cura di Barocchi, 1975, p. 71). L’opera passa poi nella collezione Albani, trasferita probabilmente dalla residenza urbinate della famiglia in quella romana, dove la vede il Lanzi (Lanzi 1809, a cura di Capucci). Confluita nella collezione Castelbarco Albani a Pesaro, viene acquistata nel 1980 dallo Stato ed entra nella Galleria Nazionale delle Marche, arricchendo la sequenza dei dipinti di Federico Barocci in collezione.
- Exhibitions
Mostra di Federico Barocci
Bologna: Museo civico
14/09/1975-16/11/1975
Opere d'arte restaurate a Urbino, 1979-80. Con un'appendice
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
11/10/1980-10/01/1981
Pittura d'aria e nubi. Federico Barocci e l'Europa tra Cinque e Settecento
Siena: Complesso Museale Santa Maria della Scala
11/10/2009-10/01/2010
Unfinished. Thoughts left visible
New York: The Metropolitan Museum of Art
18/03/2016-4/09/2016
Federico Barocci, Urbino. L'emozione della pittura moderna
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
19/06/2024-6/10/2024
- Bibliography
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- Restorations
1979 — Rettori, Giuliano
2023 — De Luca, Daphne · Farioli, Petra


