Ritratto virile
(Urbino, 1533 - 1612)
Portrait of a Man (Antonio Galli?)
around 1555-1560
oil on paper, cm 35,5 × 24,5, inv. D 289
in the Galleria Nazionale delle Marche since 2000; Ulrich Middeldorf collection
This small painting shows some typical elements of Barocci’s portrait production, such as the refined brush strokes that highlight the luminous pupil of the eye. The subject could be Antonio Galli, a gentleman of the Della Rovere court and tutor to Francesco Maria II, previously the protagonist of a portrait preserved in Copenhagen and attributed to the painter. The figure, proud and melancholic, is rendered in his typical youthful style, between Correggio and the Veneti, and suggests a date around 1560.
- Historical and critical notes
Il personaggio, con capelli e barba scuri, viene raffigurato con il volto di tre quarti con lo sguardo diretto verso l'osservatore. Il forte contrasto chiaroscurale dello spazio anonimo creato dal pittore fa emergere come parte colpita dalla luce il lato destro del volto. Più che un ritratto ufficiale il pittore ha immortalato l'effigiato in una dimensione più intima. Il dipinto, acquisito dalla collezione Middeldorf nel 1999, venne pubblicato come originale del Barocci da Andrea Emiliani in occasione della mostra bolognese sul pittore urbinate del 1975. Tale attribuzione non fu però unanime (E. Pillsbury 1976). Il riferimento al Barocci è stato confermato in anni recenti mentre l'iniziale ed ipotetica identificazione del personaggio con il letterato urbinate Antonio Galli è stata rifiutata (A.M. Ambrosini Massari 2016). Si è propensi a identificare l'effigiato con uno degli "amici amorevoli", così identificati dal Bellori, del Barocci (Ead; Bellori 1672, 1976). Il "Ritratto virile" del maestro urbinate può inoltre essere individuato tra le quattordici teste ad olio conservate nel suo studio alla sua scomparsa avvenuta nel 1612 (M.M. Paolini 2024). La tecnica utilizzata dal Barocci in questo ritratto, olio su carta applicata su tela, risponde a particolari effetti di "maggiore freschezza" e "immediatezza" nella resa finale; mantiene "il tocco naturale della pittura dal vivo" e risulta utile per precisi interventi contestualizzati in uno "stile sobrio e inventivo" (Ead. 2024). Il pittore utilizzò spesso questa tecnica non solo per i ritratti ma anche per i volti inseriti in composizioni di più ampio respiro. Bisogna inoltre sottolineare come tale pratica pittorica fu attuata anche in altri contesti artistici italiani, come il quello veneto grazie a Tintoretto.
- Exhibitions
Federico Barocci
Bologna: Museo civico
settembre-novembre 1975
Gli ultimi Della Rovere. Il crepuscolo del Ducato di Urbino : in occasione di due importanti acquisti
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
2/04/2000-31/07/2000
Federico Barocci. L'emozione della pittura moderna
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
19/6/2024 - 6/10/2024
- Bibliography
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