Lotta tra animali
Landscape with a Fight between a Griffin and a Lioness
second half of the 16th century
tapestry, cm 237 × 278, inv. T 11
documented in the Ducal Palace of Urbino in 1631
The tapestry is one of six discovered in 1868 during renovations on the second floor of the ducal palace, where the wardrobe was once located. Made in Belgium or Flanders, the tapestries were the original furnishings of the residence during the time of the Della Rovere dukes. They depict wooded landscapes in which real, even exotic, and imaginary animals, such as unicorns and griffins, graze, hunt, or fight. Critics have also drawn reference to biblical stories, such as the creation of the world or the earthly paradise, with allusions to good and evil, sin and redemption. At the same time, they testify to modern interests in exotic landscapes and in the scientific knowledge of animal and plant species, correlated with new geographical, zoological and botanical discoveries.
- Historical and critical notes
Gli arazzi nella sala n. 117 (camera da letto della duchessa) erano parte dell’arredo originario del Palazzo Ducale di Urbino nella seconda metà del Cinquecento, cioè durante i ducati di Guidubaldo II della Rovere (1538- 1574) e poi di Francesco Maria II (1574-1631). Furono riscoperti casualmente nel 1868 durante alcuni lavori al secondo piano del palazzo, dove anticamente si trovava la guardaroba ducale. Erano evidentemente stati dimenticati quando i beni dei duchi d’Urbino furono trasferiti a Firenze, e per secoli rimasero nascosti in un’intercapedine del muro fino a che se ne perse memoria. I sei arazzi (quattro interi e due frammenti) hanno in comune il tema della natura, con paesaggi boscosi in cui animali reali e fantastici (unicorni, grifoni) pascolano o combattono. I duchi Della Rovere condividevano con altre corti d’Italia e d’Europa la passione di decorare, in occasione di grandi feste, le sale dei loro palazzi con questi tessuti che erano simbolo di potenza e di ricchezza. Gli arazzi venivano commissionati soprattutto alle manifatture del Belgio e delle Fiandre. Si tratta di vere e proprie scenografie che ricoprivano gli ambienti dal pavimento al soffitto, immergendo gli ospiti in spazi naturali e fiabeschi che si aprivano su orizzonti lontani. In queste scene si osservano svariate specie di animali, anche esotici – come un dromedario nell’arazzo T 15 – , che pascolano indisturbati o sono vittime della caccia di leoni e leonesse, pantere, addirittura di grifoni dalle ali multicolori. La varietà di specie e la tranquillità delle ambientazioni può far pensare a racconti biblici, come rappresentazioni della creazione del Mondo o del Paradiso terrestre, con l’allusione simbolica al bene e al male, al peccato e alla redenzione. A ciò si uniscono gli interessi moderni per la conoscenza scientifica delle specie vegetali e animali e per i paesaggi esotici, che vanno di pari passo con le scoperte dell’America, dell’Africa e dell’Asia.
- Bibliography
Dal Poggetto P., La Galleria nazionale delle Marche e le altre collezioni nel Palazzo ducale di Urbino, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 2003, p. 202.
Bercé M., Gli arazzi alla corte di Urbino. Notizie storico documentarie, in Bercé M., Giannatiempo López M., a cura di, Arazzi ducali : i panni rovereschi nella reggia di Urbino, Roma, Gebart, 2007, pp. 28-29, 31-32.
Bercé M., I tre arazzi con paesaggi con animali, in Bercé M., Giannatiempo López M., a cura di, Arazzi ducali : i panni rovereschi nella reggia di Urbino, Roma, Gebart, 2007, pp. 44, 47.


