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GNDM

Madonna del latte

Master of the San Bartolomeo Triptych
(active in Urbino between the end of XIV and the beginning of XV century)
Madonna of Milk and Angels
1406
tempera on canvas, cm 234,5 × 172 × 7,5 with frame, inv. DE 188
inscription: Virgene bella che de sol vestita/ coronata di stelle summo sole/ piacesti s[ì che ’n te sua luce] ascose/ amor mi spinge a dir di te parole/ ma no so començar sença tua aita/ e de colui che amando in te se puse/ invoco lei che ben sempre respuse/ chi la chiamò co[n fede]/ Vergene s’a mercede / miseria istrema delle humane cose /già [mai ti] volse [a mi]ei prieghi te ’nchina/ soccorri alla mia guerra/ ben ch’io sia terra e tu de ciel [regina]; [A.D. MCC] CCVI (in the lower part)
on deposit in the Galleria Nazionale delle Marche from 1915; from the cathedral of Santa Maria Assunta in Urbino

The canvas originated as the gonfalon of the Confraternità dell’Umiltà (Brotherhood of Humility) of Urbino. It faithfully reproduces the iconography of the Madonna dell’Umiltà (Madonna of Humility) D 255: the Child is suckled on the lap of his Mother’s who is sitting in a meadow, with angels crowning her. The sacred theme is enhanced by Petrarch’s song “Vergine bella, che di sol vestita” (Beautiful Virgin, who is clothed with the sun) (Canzoniere, n° 366). It has been assumed that the canvas was commissioned in the early 15th century to replace in the liturgy the aforementioned Madonna of Humility that had been ruined.

Historical and critical notes

"La tela in origine un gonfalone processionale, realizzata da un artista che si mosse nel solco del Maestro della Croce di Mombaroccio o Maestro dell’Incoronazione di Bellpuig (Bologna 1961 e De Marchi 2008) riprende abbastanza fedelmente l’iconografia della sua Madonna dell’Umiltà (inv. D 255) e datata al 1340-1350. Il Bambino, seduto sulle gambe della Madre, sugge il latte dal seno sinistro ed entrambi rivolgono il proprio sguardo allo spettatore. Sullo sfondo replica invece la decorazione della Croce di Mombaroccio. La Vergine è qui incoronata dagli angeli. Il tema, corredato in basso dall’iscrizione della canzone petrarchesca «Vergine bella, che di sol vestita», induce a ritenere plausibile una prima destinazione dello stendardo alla Confraternita dell’Umiltà. Mauro Minardi ipotizza che la Madonna dell’Umiltà (inv. D 255) si fosse deteriorata, a poco più di cinquant’anni dalla realizzazione a causa della sua eventuale funzione processionale, e che agli inizi del Quattrocento, una volta mutato l’uso liturgico, essa sia stata sostituita da questo dipinto eseguito su tela e quindi restaurata. Altra prova del radicamento del pittore noto come Maestro della Croce di Mombaroccio nel territorio di Urbino è rappresentata dalla Madonna del latte e tre angeli del Museo Diocesano Albani, proveniente dalla chiesa di San Paolo, venerata sotto il titolo di «Beata Vergine della Mercede» e facente parte forse di un trittico o di un polittico (Cucco 1984 e Museo Diocesano Albani 2010, pp. 24-25). L’iscrizione ad oggi visibile è quella originale, però si intravede in un quadrato la scritta “FILI”. Da un confronto con la foto conservata nell’Archivio della Fondazione Zeri, scattata negli anni 1914-1918, si legge l’iscrizione completa, ovvero “Pulchra es et decora, filia Ierusalem” aggiunta in un secondo momento. L’iscrizione originale è quella attualmente visibile, che è emersa a seguito dell’intervento di restauro."

Bibliography

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Bologna F., Di alcuni rapporti tra Italia e Spagna nel Trecento e “Antonius magister”, in «Arte antica e moderna», 4, 1961, pp. 27-48: 47.

Boskovits M., Il problema di Antonius Magister e qualche osservazione sulla pittura marchigiana del Trecento, in «Arte Illustrata», 2, 1969, pp. 4-19: 16.

Marchini G., Torriti P., Madonna col figlio, in Mostra di opere d’arte restaurate, catalogo della mostra, Urbino, Galleria Nazionale delle Marche, 1970, Urbino 1970, pp. 16-22.

Cucco G., Madonna del Latte, in Urbino, Museo Albani, a cura di G. Cucco, F. Negroni, Bologna 1984, p. 105, n. 420.

De Marchi A., Antonius Magister, in Allgemeines Künstler–Lexikon. Die Bildenden Künstler aller Zeiten und Völker, III, München-Leipzig 1990, pp. 633-634.

De Marchi A., Due ignoti pittori tardogotici ad Urbino e a Rimini, in Nuovi studi sulla pittura tardogotica. Intorno a Gentile da Fabriano, Atti del Convegno, Fabriano, 31 maggio 2006, a cura di A. De Marchi, Livorno 2008, pp. 133-150: 138-139, 148.

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Minardi M., Committenza domenicana a Urbino nella vicenda di un protagonista del Trecento marchigiano: il Maestro della Croce di Mombaroccio, in «Bollettino d’arte», 7 serie, anno 99, 22-23 (aprile-settembre 2014), pp. 45-88: 64.

Israëls M.B., Madonne dell’Umiltà monumentali nelle Marche tardo-medievali: committenze confraternali, in Pittura del Trecento nelle Marche, a cura di B. Cleri e M. Minardi, Foligno 2017, pp. 297-328: 307.