Battesimo di Cristo
The Sermon of Saint John the Baptist
The Baptism of Christ
1472-1474
canvas, cm 175 × 112, inv. D 348
inscription: Ecce Agnus Dei (on the scroll of Saint Jhon the Baptist)
from the oratory of Saint John the Baptist in Urbino
The standard was made for the Urbino Confraternity of Saint John the Baptist, based in the eponymous oratory frescoed by the Salimbeni brothers. A series of documents records how the commission came about, thanks to the alms of the wealthy Urbino merchant Arcangelo di Anichino. The painter, perhaps Giovanni Santi himself at an early point in his career, must have known Verrocchio’s Baptism of Christ in the Uffizi (inv. 8358) in its initial state, before Leonardo’s intervention.
- Historical and critical notes
Sul recto dello stendardo è illustrato il Battesimo di Cristo. Giovanni versa l’acqua sul capo di Geù, mentre lo Spirito Santo, sotto forma di colomba, viene inviato da Dio Padre, attorniato da una cerchia angelica. Sulla sinistra del dipinto, davanti ad uno sfondo roccioso, si trova un gruppo di tre donne che reggono le vesti di Cristo, abbigliate ed acconciate secondo la moda del XV secolo; una di esse, in primo piano, ha un aspetto angelicato. Sul verso è rappresentata la predica del Battista. Il santo è in piedi su di una roccia al centro della composizione; di fronte a lui si trova un agnello, la cui presenza è coerente con l’iscrizione sul cartiglio che egli mostra nella mano sinistra (“Ecce Agnus Dei”). Ai lati della scena, tra gli astanti, spiccano alcuni personaggi abbigliati secondo la moda del tempo; alcuni di essi indossano vestiti di fattura orientale. Lo sfondo del dipinto è un paesaggio collinare con alberi e rocce. Come emerge dalla ricevuta pubblicata da Fucili (2011), lo stendardo fu una delle opere concesse in deposito l'11 luglio 1867 dalla Confraternita di San Giovanni Battista di Urbino al Museo dell'Istituto di Belle Arti delle Marche. La sua attribuzione è fondata esclusivamente su basi stilistiche. Nel 1794 Ansaldi, descrivendo le opere d’arte conservate presso l’oratorio di San Giovanni Battista ad Urbino, lo inserisce tra le generiche pitture di Giovanni Santi. Nella sua prima guida al Palazzo Ducale di Urbino, senza data, forse del 1919, Serra lo attribuisce ad Antonio Alberti da Ferrara, confondendolo erroneamente con lo stendardo eseguito dall’artista per l’oratorio di Sant’Antonio Abate; nell’edizione della guida aggiornata al 1930 lo stesso autore lo classifica invece genericamente come “Arte dell’Italia superiore, seconda metà del sec. XV”. L’attribuzione a Giovanni Santi, ma nella sua fase giovanile, viene considerata nuovamente da De Marchi nel 2004. Nel 2005, conclusosi il restauro dello stendardo, Vastano lo riferisce ad un anonimo “Maestro dello stendardo di San Giovanni”. Nel 2005 Cleri avanza l’ipotesi della paternità di Fra Carnevale (al secolo Bartolomeo Corradini), attribuzione ripresa da Negroni nel 2009 e dalla Bartolucci nel 2012. Nel 2018 Alessandro Marchi attribuisce nuovamente lo stendardo a Giovanni Santi. L'autore, non potendo fare affidamento su nuove fonti documentarie, continua a basarsi su considerazioni stilistiche, confrontando lo stendardo con altre opere sicuramente autografe del Santi. Viene inoltre sottolineata la probabile influenza sul dipinto dell'iconografia del Battesimo del Verrocchio, nonché della pittura di Piero della Francesca, artista con cui il Santi ebbe rapporti noti.
- Exhibitions
Il Rinascimento a Urbino. Fra Carnevale e gli artisti del Palazzo di Federico
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
20/07/2005-14/11/2005
Giovanni Santi. "Da poi...me dette alla mirabile arte de pictura"
Urbino: Galleria Nazionale delle Marche
30/11/2018-17/03/2019
- Bibliography
Fototeca Zeri posit. 62165
Pericoli G.B., Passeggiata nella città di Urbino, Cappella del Sacramento, Urbino 1846, p. 35
Gherardi P., L’Istituto di Belle Arti delle Marche in Urbino. Guida per i visitatori, Urbino 1867, p. 30
Gherardi E., Guida storica e artistica del Palazzo Ducale di Urbino, Tipografia Rocchetti, Urbino 1875, p. 71
Thode H., Recensione a Crowe e Cavalcaselle-Storia della pittura in Italia vol.IV, in Archivio di Storia dell’arte, I, 1888, pp. 137-141, spec. p. 139
Gherardi P., Gherardi E., Guida di Urbino, Tipografia della cappella, Urbino 1890, p. 105
Calzini E., Urbino e i suoi monumenti, Licinio Cappelli editore, Rocca San Casciano 1897, p. 32
Scatassa E., Documenti (artisti che lavorarono in Urbino), in «Rassegna bibliografica dell'arte italiana», I, 1898, pp. 196-200, spec. pp. 198-199
Calzini E., La Galleria annessa all’Istituto di Belle Arti di Urbino, in “L’Arte”, IV, 1901, pp. 361-390, spec. p.369
Serra L., Il Palazzo Ducale di Urbino e la Galleria Nazionale delle Marche, Alfieri e Lacroix, Milano 1920, p.46
Serra L., Il Palazzo Ducale di Urbino e la Galleria Nazionale delle Marche, La libreria dello Stato, Roma 1930, p. 82
Cleri B., Antonio Alberti da Ferrara. Gli affreschi di Talamello, Società di Studi Storici per il Montefeltro, San Leo 2001, p. 47 nota 47
Dehmer A., Italienische Bruderschaftsbanner des Mittelalters und der Renaissance, Dt. Kunstverl, München 2004, p. 353, cat. 113
Cleri B., Bartolomeo Corradini, il suo e il nostro tempo, in “Atti e studi. Accademia Raffaello”, 2005, 2, pp. 87-96, spec. pp. 95-96
De Marchi A., Fra Carnevale, Urbino, le Marche. Un paradigma alternativo al Rinascimento, in Matteo Ceriana, Keith Christiansen, Emanuela Daffra, Andrea De Marchi (a cura), Fra Carnevale. Un artista rinascimentale da Filippo Lippi a Piero della Francesca, catalogo della mostra di Milano (Pinacoteca di Brera 13 ottobre 2004 - 9 gennaio 2005) e New York (The Metropolitan Museum of Art, 1° febbraio 2005 - 1° maggio 2005), Milano Olivares 2004, p. 92
Vastano A., cat.49, in Rinascimento a Urbino. Fra’ Carnevale e gli artisti del Palazzo di Federico, catalogo della mostra di Urbino (Palazzo Ducale) a cura di Alessandro Marchi e Maria Rosaria Valazzi, Milano Skira 2005, pp. 185-189
Bottacin F., Frammenti di ponentini e foresti nella letteratura artistica urbinate tra Sei e Settecento, in Guide e viaggiatori tra Marche e Liguria dal Sei all'Ottocento, atti del Convegno di Urbino (Palazzo Albani, 26-27 ottobre 2004), a cura di Bonita Cleri e Giovanna Perini, Università degli studi Carlo Bo, Urbino 2006, pp. 69-92, spec. pp. 88-89
Vastano A, in Arti nascoste. Viaggio alla scoperta di piccoli tesori nelle terre di Urbino, Sistema Turistico Locale “Urbino e il Montefeltro”, Urbino 2007, pp. 29-30
Donati B., Pietro Gualtiero De Bacci Venuti, Documenti e perizie di restauro in ordine cronologico, in Restauratori e restauro nelle Marche dal 1900 al 1924. Gualtiero De Bacci Venuti, Guglielmo Filippini, Domenico Brizi, a cura di Benedetta Donati e Caterina Zaira Laskaris, Macerata Eum 2007, p. 66
Minardi M., Lorenzo e Jacopo Salimbeni. Vicende e protagonisti della pittura tardogotica nelle Marche e in Umbria, Firenze L. S. Olschki 2008, p. 208
Ronchey S., “Bessarion Venetus”, in Φιλαναγνώστης. Studi in onore di Marino Zorzi, a cura di Chrysa Maltezou, Peter Shreiner, Margherita Losacco, Venezia Istituto ellenico di studi bizantini e postbizantini di Venezia 2008, pp. 375-401, spec. pp. 390-391
Giannatiempo Lopez M., cat. 11, in Raffaello e Urbino, catalogo della mostra di Urbino (Galleria Nazionale delle Marche 4 aprile - 12 luglio 2009) a cura di Lorenza Mochi Onori, Electa, Milano 2009, p. 126
Franco Negroni, Lo stendardo di San Giovanni in Urbino, in “Accademia Raffaello. Atti e studi”, 1, 2009, pp. 85-90
Fucili A., Il Museo dell’Istituto di Belle Arti delle Marche, in L’Arte Confiscata. Acquisizione postunitaria del patrimonio storico-artistico degli enti religiosi soppressi nella provincia di Pesaro e Urbino (1861-1888), Ancona Il Lavoro Editoriale 2011, pp. 98-111, spec. pp. 102 e 108
Minardi M., Melozzo e Urbino, in Melozzo da Forlì. L’umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello, catalogo della mostra di Forlì (Musei di San Domenico, 29 gennaio-12 giugno 2011), a cura di Daniele Benati, Mauro Natale e Antonio Paolucci, Cinisello Balsamo Silvana Editoriale 2011, pp. 65-75, spec. pp. 66-68 e 74
Bartolucci S., Lo stendardo dell'oratorio di San Giovanni di Urbino. Problemi iconografici e di attribuzione, in “Studi pesaresi”, 1, 2012, pp. 69-98
Bartolucci S., Proposte per un'interpretazione dello stendardo dell'oratorio di San Giovanni di Urbino, in “Figure”, 1, 2013, pp. 5-22
Marchi A., Vastano A., cat.1, in Giovanni Santi e la corte di Urbino, catalogo della mostra di Urbino (Galleria Nazionale delle Marche, a cura di Maria Rosaria Valazzi, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2018, pp. 100-102
Schmidt V. M., Stendardi e gonfaloni processionali dalle Marche. Tardo Medioevo e Rinascimento, Centro studi G. Mazzini, Fermignano 2020, pp. 147-149
De Marchi A., Da Perugia a Roma un salto di qualità, in Il meglio maestro d’Italia. Perugino nel suo tempo, catalogo della mostra di Perugia (Galleria Nazionale dell’Umbria, 4 marzo-11 giugno 2023), a cura di Marco Pierini e Veruska Picchiarelli, Milano Dario Cimorelli Editore 2023, pp. 237-249, spec. pp. 240-241
Minardi M., Questioni aperte sulla prima attività di Giovanni Santi, in Perugino pittore per tutto l'universo mondo, Atti del convegno di studi di Perugia (Palazzo Gallenga, 16-17 febbraio 2023), Foligno Orfini Numeister 2023, pp. 56-75, spec. pp. 66-67
- Restorations
2004-2005 — Bacchiocca, Isidoro


