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Madonna con Bambino e santi

Arcangelo di Cola
(Camerino, doc. from 1416 to 1429)
Enthroned Madonna and Child
left: Saint Francis receiving the Stigmata and Saints Anthony Abbot and Bartholomew
right: Crucifixion and Saint Christopher
around 1420-1422
tempera on panel, cm 63 × 59,8 × 6, inv. D 29
in the Galleria Nazionale delle Marche from 1987; Cini collection, Venezia

The small panel for private devotion is one of the most complex by Arcangelo di Cola, with suggestions of the Florentine artistic environment combined with the precious painting of Gentile da Fabriano. Among the depictions separated by ogive arches on twisted columns, the Miracle of the Stigmata, seen in the distance with Brother Leo concentrating on his reading, and the imposing Saint Christopher who, immersed in the transparent waters full of fish, occupies all the available space.

Historical and critical notes

Segnalata da Georg Pudelko nel 1938 quando l’opera si trovava in una collezione privata di Città del Messico, l’anconetta privata (di cui non si conosce l’originaria collocazione) attribuita ad Arcangelo di Cola è inserita nel gruppo di opere appartenenti al momento fiorentino dell’artista ed è entrata a far parte della Galleria dopo l’acquisto dalla collezione Cini di Venezia. Ritenuta da Roberto Longhi uno scomparto della predella della pala di Santa Lucia dei Magnoli dipinta nel 1421 per conto di Ilarione dei Bardi, l’opera si presenta come una delle più complesse di Arcangelo, poiché pur accogliendo diversi stimoli dall’ambiente artistico fiorentino, il pittore sembra per più proiettato verso il mondo culturale di Gentile da Fabriano (Sframel 1990). Nei tre archi ad ogiva su colonnine tortili, si dispongono le scene: al centro la Vergine sovrana e incombente, concepita come un blocco neo trecentesco, racchiuso nel blu profondo del manto. A sinistra in basso, i santi Antonio abate e Bartolomeo posti in tralice su un pavimento quadrettato decorato in oro. Sopra di essi il miracolo delle stimate, visto in lontananza con Frate Lorenzo immerso nella lettura di un libro rosso. Nello scomparto di destra, san Cristoforo (aumentato in altezza) occupa tutto lo spazio disponibile, è immerso nelle acque trasparenti brulicanti di pesci. In alto la Crocifissione con i dolenti a terra (Marchi 2002a e Marchi 2002b).

Exhibitions

Capolavori per Urbino. Nove dipinti già di collezione Cini, ceramiche roveresche, e altri acquisti dello Stato (1983-1988)

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

11/11/1988

L'età di Masaccio. Il primo Quattrocento a Firenze

Firenze: Palazzo Vecchio

4/06/1990-16/09/1990

Piero e Urbino, Piero e le corti rinascimentali

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

24/07/1992-31/10/1992

Fioritura tardogotica nelle Marche

Urbino: Galleria Nazionale delle Marche

25/08/1998-25/10/1998

Il Quattrocento a Camerino. Luce e prospettiva nel cuore della Marca

Camerino: Convento di San Domenico

19/07/2002-17/11/2002

Bibliography

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Zampetti P., La pittura marchigiana del Quattrocento, Milano s.d. [1969], p. 80.

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Caldari Giovanelli C.,cat. 94, in Fioritura tardogotica nelle Marche, catalogo della mostra a cura di Dal Poggetto P., Electa, Milano 1998, pp. 246-247

Marchi A., cat. 14, in Il Quattrocento a Camerino. Luce e prospettiva nel cuore della Marca, catalogo della mostra (Camerino) a cura di A. De Marchi e M. Giannatiempi López, Milano 2002, pp. 164-165.

Marchi A., cat. 1, in Arcangelo di Cola, in Pittori a Camerino nel Quattrocento, a cura di A. De Marchi, Milano 2002, pp. 160-185: 170-171.

Bacchi A., De Marchi A., Vittorio Cini collezionista di pittura antica. Una splendida avventura, dal Castello di Monselice alla dimora veneziana, da Nino Barbantini a Federico Zeri, in La Galleria di Palazzo Cini: dipinti, sculture, oggetti d’arte, a cura di A. Bacchi e A. De Marchi, Venezia 2016, pp. 389-453, in part. 427.

Restorations

1988 — Pieri, Nini

2023 — Donati, Angelica